Telegiornale – Pesce d’Aprile?

Guardando oggi il TG5 (e velocemente i titoli d’appertura di altri TG nazionali e locali) speravo davvero in un pesce d’aprile tardivo, in uno scherzo dei nostri “servizi d’informazione” o in un malfunzionamento del mio televisore. Non riuscivo a credere ai miei occhi quando, terminati i titoli d’appertura, ho dovuto constatare che non non una sola notizia di politica o comunque riguardante il governo fosse stata annunciata.

Sono passati solo pochi giorni dalle elezioni che durante le settimane antecedenti l’evento hanno dominato l’attenzione dei media, ma non hanno appena gli scrutini si sono conclusi e la propaganda elettorale è cessata, l’attenzione dei media si è subito rivolta altrove. Neanche una breve dichiarazione da parte dei portavoce dei vari partiti, ne un discorso da parte dei vinti o dei vincitori. Il governo rimane, in poche parole, muto alle orecchie del popolo.

Il TG è iniziato con articoli riguardanti alpinisti rimasti intrappolati sotto una valanga, anziane signore in fin di vita dopo aver contratto una rarissima malattia trasmessa dai pappagalli e di un ragazzo miracolosamente risvegliatosi dopo dieci giorni di coma. Senza voler siminuire l’importanza di queste notizie, che sono e restano comunque importanti poichè riguardano le sventure o fortune di nostri conazionali, resta da chiederci se forse i primi minuti di trasmissione non sarebbe stato meglio concederli a notizie riguardanti fatti che influenzano direttamente le nostre vite, fatti che potenzialmente e praticamente hanno peso sulle nostre vite.

Ma anche queste notizie alle quali si poteva, in un certo senso, giustificare la posizione d’appertura sono durate poco. Già dopo i primi dieci minuti, giusto il tempo di dare i suoi cinque minuti di gloria alla “Via Crucis” Vaticana e ricordare l’anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, la regia ha deciso di dare la linea agli “speciali della settimana”. Speciali che, ormai, speciali non sono neanche più visto che quotidianamente i telegiornali e i programmi “informativi” dedicano sempre più tempo ad argomenti da “talk show” come cucine locali, il rapporto che la gioventù ha con Internet oppure la nuova moda primavera/estate.

Forse in un certo senso aveva ragione De Andrè quando, nella sua famosa canzone “Deamistade”, diceva:

“e per tutti il dolore degli altri
è dolore a metà”

E se davvero il dolore degli altri non è per gli spettatori che solo metà dolore, e di conseguenza la programmazione non genera sufficiente audience, non è forse meglio ripensare i programmi ed inserire argomenti che fanno contenti politici, direttori e pubblico? Del resto parlando di moda non si scontenta nessun deputato o senatore, ma sicuramente si rimpinguano le casse dei nostri centri commerciali!


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Commenti
Sono stati scritti 3 commenti sin'ora »
  1. avatarZeitgeist - 2 aprile 2010

    Ciao caro Max, purtroppo hai visto bene, questi telegiornali, sopratutto quelli Mediaset e tg1, nonfanno altro che dare disinformazione o informazione becera e fasulla che niente ha a che fare con “IL TELEGIORNALE”.
    In questi giorni quando non ero al computer, ho visto tanta televisione nella mia cameretta d’ospedale e sentivo quelle accese nelle camere vicine, bene, mentre io guardavo Il tg3, Santoro, Floris, Ottoemezzo di Lilli Gruber e via dicendo, gli altri italiani guardavano Fede, il tg5, Vespa, Amici, L’Isola dei Famosi ecc. ecc., inoltre, la settimana prima delle elezioni il faccione di Berlusconi svettava in ogni dove.
    Purtroppo l’errore iniziale lo abbiamo fatto noi di sinistra quando potevamo fare il Conflitto di Interessi e togliere lo strapotere televisivo a Berlusconi, ma la frittata fu fatta e adesso cogliamo i frutti amari di unoi strapotere televisivo di uno solo che avendo capito come lobotomizzare gli Italioti, lo sta usando con profitti altissimi, economici e politici.
    Come uscirne? Bella domanda…………..

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  2. avatarAndrez - 11 aprile 2010

    Che dire caro Max, concordo certo con quanto hai osservato.

    Consentimi però di scivolare (solo apparentemente) OT; … come ti va?

    Intendo dire… come vive la vita oggi un quindicenne al liceo e in città?

    Come si informa, (che per la tua età appari fortemente aggiornato e preparato)  dove trova le new e come se le fa proprie?

    E soprattutto… come immagini il tuo futuro, a breve e medio termine?   ;Z

     

     

     

    (…nel caso non esitare ad aprire nuovi topic, che leggeremo con estremo interesse! )

     

     

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  3. avatarmax0005 - 11 aprile 2010

    Ciao Andrez,
    innanzitutto ti chiedo scusa per la mia scarsa presenza sul blog, ultimamente ho dovuto, purtroppo, trascurare diversi progetti ai quali tengo molto a causa dell’avvicinarsi dei vari esami che di qui a qualche settimana dovrò affrontare.
    Riguardo alla tua domanda… Ovviamente non posso parlare rappresentando tutti i liceali Italiani, neppure quelli della mia città o quelli della mia stessa scuola! Parlando per me, tuttavia, non so come definire bene la situazione. Ad essere onesti sarebbe scorretto dire che non si parla di politica, religione e “storia contemporanea” fra i banchi scolastici, il problema sta nel come se ne parla.
    Ho l’impressione, e spero sinceramente di sbagliarmi, che le notizie e le informazioni arrivino distorte e corrotte. C’è tanto parlare di rossi, viola, verdi, neri e bianchi che, passando qualche minuto dopo a discutere le ultime manovre anti-immigrati del governo, proclamarsi non razzisti sembra quasi un paradosso.
    Quasi tutti i liceali sostengono un partito politico, o almeno un’idea politica. Poco importa che sostengano la Lega, PD, PDL, Popolo Violo o Movimento Cinque Stelle… hanno preso la loro posizione. Il dubbio resta sulla validità della loro posizione. Senza volere mancare di rispetto alle ideologie ed alle convinzioni di nessuno, vorrei solamente evidenziare una serie lacuna in questi così detti “convincimenti”.
    Sono tutti molto veloci a mostrare il loro sostenimento ad un determinato partito, ma non altrettanto bravi a giustificare queste convinzioni. Quando gli viene chiesto perché sostengono il partito, o in alternativa le azioni del partito, la maggior parte delle volte le risposte sono simili a:
    “Perché gli immigrati vanno espulsi, loro non sono Italiani, sono venuti qua a rovinarci.”
    “Perché il Comunismo è l’unica soluzione possibile.”
    “Perché ha ragione, bisogna reagire!”
    Provando ad indagare più a fondo non si ottengono risposte migliori. Nei peggiori dei casi quello che si ottiene sono risposte basate sul razzismo, sull’ignoranza politica e generale e sulla xenofobia, oltre che una preoccupante incapacità di esprimersi sia a livello di contenuti e capacità di dibattere che di livello linguistico.
    Non pretendo ne mi aspetto frasi al livello dei grandi leader, ma se in una frase più dell’80% sono “modi di dire” (slang) o suoni “da conversazione” (ehm, ma che dici!, l’avete sentito!) forse è lecito che sorga qualche dubbio.
     
    Questo non sarebbe così grave se la situazione fosse semplicemente una massa di “elettori ciechi” che sostengono un partito per qualche ragione non meglio precisata. L’entità del problema è tuttavia più elevata. Molto, troppo spesso le reali intenzioni del partito o dell’idea sono interpretate male.
    C’è gente che sostiene Lega Nord perché “epurerà le nostre terre dagli immigrati” o i movimenti dell’opposizione perché “butteranno fuori Berlusconi” o ancora nessun partito perché “sono tutte delle canaglie”!
    Qualunque sia la loro idea, c’è sempre la stessa motivazione a fare da sfondo: Un nemico che è la causa dei problemi, e il loro partito sconfiggerà il nemico. Mi spiego meglio:
    Generalmente, esistono delle figure sociali che sono comuni a questa massa di “sostenitori” e che hanno il ruolo di nemici. Esempi? Immigrati, abitanti del sud Italia (volgarmente chiamati “Terroni”), Comunisti e più generalmente sovversivi.
     
    Quello che emerge da questo è che non c’è un reale sostenimento per un partito dovuto alle idee politiche ma, al contrario, basato sulla speranza che quel partito possa eliminare una volta per tutte i “problemi”. E ad orbitare intorno a questo desiderio ci sono spesso linguaggi forti e desiderio di violenza.
    A cosa è dovuto questo? Semplice, come molte volte, alla paura. Non è un mistero per nessuno che le cose non vanno poi così bene. E come sempre, c’è bisogno di qualcuno a cui dare la colpa. La storia ci insegna che le minoranze rimangono sempre vittime di queste situazioni, e neppure questa volta si sta sbagliando!
     
    Andrez, tu mi chiedi dove i giovani prendono le informazioni. I giovani prendono le informazioni dalle stesse fonti del 90% degli Italiani. I “Media Controllati”, quelli che gli danno le notizie che vogliono sentire. Alla fine non importa se tu sostieni un partito fortemente capitalista, ed il tuo vicino di banco è fortemente comunista, se avete un nemico comune, vi alleerete. E poiché il nemico comune è instituito dai “Media Controllati”, praticamente tutti hanno un nemico comune e sono alleati contro di esso.
    Come vedo il futuro? Le persone si aspettano una sorta di “Colpo di Stato” improvviso. Non avverrà. Non penso ci saranno guerre, disordini e spari. Sarà una morsa che poco a poco si stringerà su di noi. Non saranno catene di ferro, ma muri mentali, che avranno effetti ancora più efficaci.
    Del resto, se molti Italiani sono contenti di buttare fuori gli immigrati, che bisogno c’è di imporglielo con mura e barriere?

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