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	<title>Blog di Andrez &#187; mafia</title>
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	<description>Riflessioni ed osservazioni sulla società e l&#039;impegno civile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 18:33:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>La Ndrangheta oramai è inarrestabile!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 22:29:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aschenez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafie & malavita]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un saluto a tutti. Mi hanno chiesto di parlare della &#8216;ndrangheta &#8220;vista da dentro&#8221; su questo blog e se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo, scoprirete perchè oramai non c&#8217;è più nulla da fare, purtroppo . Scoprirete anche perchè prenderà possesso di tutta l&#8217;Italia. Io non sono un affiliato, ma sono un calabrese. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.jeaccuse.eu/images/Fumetti/ndrangheta-non-so.jpg" alt="" width="336" height="400" /> Un saluto a tutti. Mi hanno chiesto di parlare della &#8216;ndrangheta &#8220;vista da dentro&#8221; su questo blog e se avrete la pazienza di arrivare fino in fondo, scoprirete perchè oramai non c&#8217;è più nulla da fare, purtroppo <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Scoprirete anche perchè prenderà possesso di tutta l&#8217;Italia.</p>
<p>Io non sono un affiliato, ma sono un calabrese.</p>
<p><strong>E sono più pericoloso di qualsiasi altro &#8216;ndranghetista</strong>. Perchè? Perchè sono un calabrese <strong>onesto</strong>.</p>
<p>E noi calabresi onesti, purtroppo, siamo cresciuti imparando a muoverci in questa terra tanto da aver appreso come <strong>sopravvivere</strong> . Quindi conosciamo le regole del gioco, sappiamo giocare.</p>
<p>Ma questa nostra capacità ci ha portati ad avere un cancro dentro di noi, ovvero essere portatori sani del pensiero &#8216;ndranghetista.</p>
<p>La &#8216;ndrangheta non è solo una organizzazione criminale, ma è un modo di vivere, di pensare. Oramai ha inquinato tutta la Calabria e chi non fa parte della &#8216;ndrangheta in modo formale ha però dentro di lui il cancro del pensiero. <strong>E questo consente di avere un consenso tra la popolazione per le azioni commesse</strong>.</p>
<p>I più onesti provano a fare qualcosa, ma qui è impossibile. E io non mi sono mai fatto illudere da manifestazioni che per qualche giorno vengono usate dalla TV come prova che si può fare qualcosa.</p>
<p>Qui la storia è ben diversa.</p>
<p>Quante notti mi sono addormentanto con il pensiero che forse ho detto una parola sbagliata, una virgola fuori posto. Poi per fortuna il giorno dopo non mi è arrivata nessuna &#8220;ambasciata&#8221;.</p>
<p>Si, più di una volta mi hanno puntato una pistola in testa, ma niente di che.</p>
<p>Si è vero, sono stato richiamato più volte per cose che non dovevo fare, ma me la sono cavata. Sono vivo cazzo. Si può dire cazzo? Penso di si&#8230;quando ti accorgi di essere vivo per miracolo si.</p>
<p>Ora&#8230;qui vedo il deserto.</p>
<p>Tutti i miei amici sono andati a studiare al Nord e lavorano al Nord. Nessuno di loro tornerà mai più a vivere qui, forse quando saranno vecchi. Io non me ne sono mai andato. Ho fatto qualche viaggio su al Nord, niente di che.</p>
<p><strong>Sapete chi rimane giù in Calabria?</strong></p>
<p>Chi fa parte della &#8216;ndrangheta, chi ha un lavoro statale, chi eredita il lavoro di famiglia. Gli altri sono una percentuale bassa.</p>
<p>Inoltre, chi resta, si adegua per forza.</p>
<p>Chi fa impresa deve pagare il 46% di tasse allo Stato ed il restante alla &#8216;ndrangheta (quando va bene).</p>
<p>Chi non paga per altri motivi, comunque la sua merce o i servizi li darà gratis o non vedrà mai i soldi.</p>
<p>E guai a espandersi, allora lì si interviene.</p>
<p>Chi non conosce bene il nostro territorio, oppure qualche manipolato o senza controllo del proprio pensiero, è abituato a dire: ma rimboccatevi le maniche! Ma fate impresa! Ma lavorate!</p>
<p>Si è vero, ci sono gli scansafatiche, come in tutte le regioni. Ma quanti sono i nativi Calabri che oggi lavorano nelle fabbriche di tutto il mondo? E in quelle del Nord? Milioni.</p>
<p>E quelli che sono rimasti qui? Quelli sono impiegati della &#8216;ndrangheta. Se non proprio retribuiti, almeno gli hanno trovato il posto di lavoro.</p>
<p>Quelli che invece fanno un lavoro onesto, lavorano 14 ore al giorno senza la minima soddisfazione, ci sono, sono tanti, ma sono immobilizzati.</p>
<p><strong>Oggi sono qui a chiedermi quale imbecille ancora  pensi che la &#8216;ndrangheta sia</strong>:</p>
<p>1) un problema esclusivo della Calabria. A questo link di Wikipedia troverete tutte le Regioni in cui opera: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%27Ndrangheta_in_Italia">http://it.wikipedia.org/wiki/%27Ndrangheta_in_Italia</a> ma nel caso in cui non vi fosse chiaro il messaggio potete comunque navigare nel link che mostra tutte le NAZIONI DEL MONDO in cui opera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/%27Ndrangheta_nel_mondo">http://it.wikipedia.org/wiki/%27Ndrangheta_nel_mondo</a> ; così intanto chiariamo un punto: non avete capito che già ora ha il controllo del territorio Italiano e molte relazioni con altre mafie internazionali (la Cinese per esempio).</p>
<p>2) che gli arresti sporadici servano a qualcosa e siano un successo. Non servono a niente. Nel senso che arrestare uno &#8216;ndranghetista e dichiararlo un successo è come riparare un buco sul Titanic e pensare che ora, forse, non affonderà.</p>
<p>3) che i cittadini calabresi possono ribellarsi. Questo purtroppo non è possibile, i cittadini sono soli, chi si ribella mette in pericolo la sua vita e quella di tutti i suoi parenti. Inoltre viene isolato dalla comunità e di solito dalla famiglia stessa che ha paura per lui e per loro. Ribellarsi in Calabria è come fare un buco nella sabbia e sperare che ci finisca il mare.</p>
<p>4) che visto che ci sono imprenditori che fanno la lotta contro la &#8216;ndrangheta è possibile fermarla. Chi ci è riuscito è un eroe. Ma non un eroe qualsiasi. E&#8217; un Leonardo da Vinci. A questi fate una statua, dedicate libri, canzoni, articoli, vie, strade. Sono pochi quelli che sono riusciti a sfuggire al sistema e aver deciso di vivere con la scorta per sempre, compresi moglie e figli. Ma sono soli, persino i familari non vanno a trovarli a casa.</p>
<p>5) un problema che è possibile risolvere.</p>
<p><strong>Ora passiamo al punto forte di questo articolo.</strong></p>
<p>E&#8217; la mia visione e sarà così.</p>
<p><strong>L’indice di densità criminale nelle attività illecite di una parte della  popolazione è stimato al 27%, a fronte del 12% in Campania, del 10% in  Sicilia e del 2% in Puglia: </strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/31/in-calabria-la-piu-grande-percentualedi-mafiosita-ditalia/89393/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/31/in-calabria-la-piu-grande-percentualedi-mafiosita-ditalia/89393/</a></p>
<p>Ma c&#8217;è un altro dato drammatico. <strong>Il 2% della popolazione è affiliato alla &#8216;ndrangheta</strong>.</p>
<p>Fate bene attenzione al dato. L&#8217;affiliazione si ottiene con un vero e proprio battesimo.</p>
<p>Il 2% è calcolato su una popolazione-fantasma.La maggior parte delle persone sono andate via, sono al Nord, non ci torneranno più qui (ed in pochi spostano la residenza). Si fanno i conti su popolazioni che non esistono.</p>
<p>Inoltre, la cosa più preoccupante, è che diventare un affiliato è difficile. Non è che uno si alza la mattina, lo prendono, lo mettono lì e lo battezzano.</p>
<p>No, questo deve provare di meritarselo. A volte ci vogliono anni. Deve essere nel giro della Famiglia.</p>
<p>Sapete quindi quanti sono gli apprendisti affiliati? <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questo è il dato che non sapremo mai. Volete realmente saperlo? Ok, ve lo dico.</p>
<p><strong>Di quelli che restano, almeno un 50% è un potenziale apprendista. Altrimenti tutte ste cazzo di auto nuove da dove spuntano? </strong></p>
<p>Ma ora viviamo un periodo economico disastroso. Ed ecco qui il punto forte.</p>
<p><strong>Sapete perchè diamine non si può fare più niente?</strong></p>
<p><strong>Sapete perchè siamo oramai rovinati?</strong></p>
<p>Sapete perchè un giorno vi chiederete chi cavolo è questo Aschenez e perchè aveva ragione 10/20 anni fa?</p>
<p>Bene ve lo dico.</p>
<p style="font-size: 24px;color: #8c0120"><strong>Le famiglie &#8216;ndranghediste sono le uniche che possono permettersi di avere 2/3/4 figli, porca tvoia.</strong></p>
<p>Una famiglia onesta qui, riesce, forse, a mantenere un figlio. In molti non ne fanno&#8230;per vari motivi.</p>
<p>Facciamo due conti.</p>
<p>In Calabria siamo 2 milioni. Il 2% sono 40.000 (parliamo di quelli battezzati, lasciamo perdere che sono tutti uomini&#8230;).</p>
<p>Ora, quelli che hanno i soldi, non sono solo gli affiliati, <strong>ma anche gli apprendisti </strong>che nel periodo in cui ci provano di soldi ne fanno.</p>
<p>Sono una grande famiglia. Per me&#8230;un 50% di Calabresi che vivono in Calabria sarà collegato in modo diretto alla &#8216;ndragheta nei prossimi 10 anni.</p>
<p><strong>Ci sarebbe una soluzione per mettere fine a tutto questo?</strong></p>
<p>Si&#8230;questo è il mio pensiero, drastico, che da uomo di sinistra mi fa pensare, ma tant&#8217;è:</p>
<ul>
<li>Commissariare tutta la Calabria senza possibilità di elezioni, Regione, Provincia, Comune.</li>
<li>Costruzione di centinaia di carceri.</li>
<li>Processo per direttissima.</li>
<li>Condanne a partire da 20/25 anni (poi vediamo quanto costano gli accessori <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> ).</li>
<li>Edilizia controllata con aziende sicure.</li>
<li>Esclusione agli appalti di tutte le aziende minimamente coinvolte.</li>
<li>Raddoppio della Guardia di Finanza.</li>
<li>Raddoppio della Magistratura.</li>
<li>Raddoppio delle Forze di Polizia.</li>
<li>Raddoppio delle scorte.</li>
<li>Esercito che controlla anche sui lavori edili (altro che all&#8217;estero, la guerra è dentro).</li>
<li>Iniziare dalle elementari a studiare la &#8216;ndrangheta, farla capire, fino nelle Università. Deve essere una materia di studio, al posto della Religione sarebbe perfetto <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
<p>Ecco&#8230;forse così&#8230;in 10 anni si può iniziare un percorso di liberazione della Calabria e dell&#8217;Italia.</p>
<p>Forse ho descritto un territorio di guerra&#8230;forse non è giusto per i cittadini onesti. Forse.</p>
<p>Mi direte che questa non è democrazia. Che non siamo nel terzo mondo. Che nessuna politica estremista potrebbe mai pensare di fare una cosa del genere. Che questa non è la guerra.</p>
<p>Vi dico:</p>
<p>- c&#8217;è un motivo per cui voi non sapete chi è<strong> Giuseppe Morabito</strong> (ex capo della &#8216;Ndrangheta)? Lo sapete che la commissione parlamentare antimafia ha dichiarato che è anche più importante dell&#8217;ex superlatitante Bernardo Provenzano capo di Cosanostra (più importante quindi di chi si sospetta trattasse con lo Stato?)?</p>
<p>- c&#8217;è un motivo perchè esiste <strong>un solo pentito di spicco</strong> della &#8216;Ndrangheta contro i migliaia della Mafia?</p>
<p>- c&#8217;è un solo diamine di motivo perchè vengono considerate democratiche le elezioni in Calabria quando nelle liste è pieno di &#8216;ndranghetisti o prestanome?</p>
<p>Bene, questa è una faccenda seria e bisogna chiuderla subito. Il fatto che vi abbiano fatto credere che la &#8216;ndrangheta sia solo una organizzazione criminale è preoccupante.</p>
<p>Qui segnali forti non se ne vedono e conviene prendere parte di quella vita. La vita dello &#8216;ndranghetista è un mito da raggiungere, perchè la lotta dello Stato non esiste. E conviene anche farsi qualche anno dentro.</p>
<p>Il problema vero è che dopo che avrete letto questo articolo, tanto sarà lo shock che rifiuterete una realtà del genere. Chiuderete, farete finta di niente e penserete: si ma tanto a me non mi tocca.</p>
<p>Si forse avete ragione&#8230;avete dei figli?</p>
<p>Bene, loro vi malediranno per aver lasciato la nostra Italia alla &#8216;ndrangheta.</p>
<p>E comunque, chiuderete gli occhi come sempre, come ho fatto anche io, ma state attenti con chi vanno i vostri figli nelle vostre scuole del Nord&#8230;che è proprio lì dove inizia il per corso. Già dalle elementari.</p>
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		<title>La “mitica” battaglia alla mafia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 09:13:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bsaett</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mafie & malavita]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura & Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se negli ultimi giorni l’attenzione si è spostata su altre occasioni e sulle forse sempre più vicine elezioni, c’è un argomento che meriterebbe un maggior approfondimento e soprattutto una più degna attenzione da parte della stampa, ma che stranamente quasi mai viene toccato. Negli ultimi mesi, per non dire anni, ci sono state varie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/09/mafia.jpg" alt="vignetta di ElleKappa" width="280" height="289" />Anche se negli ultimi giorni l’attenzione si è spostata su altre occasioni e sulle forse sempre più vicine elezioni, c’è un argomento che meriterebbe un maggior approfondimento e soprattutto una più degna attenzione da parte della stampa, ma che stranamente quasi mai viene toccato.<br />
Negli ultimi mesi, per non dire anni, ci sono state varie inchieste giudiziarie che si sono occupate delle <strong>stragi del ’93</strong>, e oggi qualcuna di quelle è giunta a giudizio, come ad esempio il processo che in questi giorni sta cercando di stabilire le motivazione per le quali i dirigenti del ROS non effettuarono la perquisizione del covo in cui si nascondeva il capo della mafia Riina, se non dopo parecchi giorni, quando esso era già stato totalmente svuotato di tutto, addirittura con le pareti ritinteggiate.<br />
Uno degli argomenti portati alla ribalta dalla stampa è proprio la possibilità che ci sia stata una sorta di trattativa, negli anni sopra indicati, al fine di far cessare le stragi di mafia, e qualche entità politica abbia stretto degli accordi.<br />
Fermo restando che saranno magistrati e processi a stabilire cosa è accaduto realmente, se c’è stata una trattativa per far terminare le strage, se la mafia ha cercato o addirittura ha trovato dei referenti in quegli anni, insomma a fare chiarezza, una domanda alla quale si potrebbe cominciare a rispondere, o quantomeno a discutere per giungere ad una risposta, non tanto giudiziaria quanto politica, è la domanda che tanti si sono fatti: ma se davvero la mafia ha cercato dei referenti, ci ha guadagnato qualcosa?<br />
L’argomento principe per i detrattori della teoria dell’accordo è che in questi anni, dalla morte di Falcone e Borsellino, mai come prima si sarebbero avute vittorie sulla mafia, mai come prima ci sono stati arresti, compresi i due capi della mafia stessa, per cui tale argomentazione sarebbe sufficiente, da sola, a zittire tutti i propugnatori di una teoria avversa.<br />
Ma è davvero così?</p>
<p>Ricordiamo che, come accertato giudiziariamente, il 31 ottobre del 1994 si doveva giocare Lazio-Udinese all’Olimpico di Roma, e che era stata preparata una bomba che avrebbe dovuto uccidere numerosi carabinieri. Sarebbe stata una strage, ma qualcosa accadde e la strage non si compì più. Si disse che il telecomando non aveva funzionato, ma è plausibile che poi la strage non sia stata ritentata? E poi, perché dopo quell’evento non accadde più nulla e la mafia si inabbissò?</p>
<p>Il 4 e il 6 novembre il ministero della Giustizia cancella il 41 bis a 140 detenuti dell’Ucciardone. Nel carcere si festeggia!<br />
Tra il 1995 e il 2001 il Parlamento approva numerose leggi che depotenziano la lotta alla mafia.<br />
Nel 1995 viene abolito l’arresto in flagranza di chi afferma il falso dinanzi al Pubblico Ministero.<br />
Nel 1997 vengono riformati e parzialmente smembrati sul territorio i corpi speciali di Polizia (SCO), Carabinieri (ROS) e Guardia di Finanza (SCICO).<br />
Nel 1998 vengono chiuse le carceri di Pianosa e dell’Asinara. Nello stesso anno si impone la distruzione dei tabulati telefonici più vecchi di 5 anni, rendendo impossibile recuperare telefonate risalenti ai tempi delle stragi.<br />
Nel 1999 il Parlamento tenta di cancellare l’ergastolo, concedendo a tutti gli imputati di ottenere, tramite rito abbreviato, una riduzione di un terzo della pena. Al posto dell’ergastolo si sarebbe applicata, quindi, la pena di 30 anni, che con vari benefici si possono ridurre a circa 20. La norma non viene approvata per le proteste a seguito della richiesta di Riina, Graviano e altri boss di poter usufruire della norma medesima. I familiari delle vittime della mafia si fanno sentire e il progetto non va in porto.<br />
Il Parlamento, centrodestra e centrosinistra di comune accordo, riformano anche la legge sui pentiti (collaboranti di giustizia) fortemente voluta da Giovanni Falcone. Il numero dei collaboranti crolla negli anni.<br />
Il 41 bis viene depotenziato, gli articoli 513 e 238 del codice di procedura penale vengono riformati consentendo ai testi e ai collaboranti di avvalersi della facoltà di non rispondere in dibattimento (prima i collaboranti erano costretti a rispondere altrimenti perdevano i benefici).<br />
Infine, una direttiva del CSM stabilisce che nessun giudice antimafia può permanere nella stessa procura per più di 9 anni.<br />
Dal 2001 vengono cancellate le rogatorie, viene agevolato il rientro dei capitali illeciti dall’estero, garantendo l’anonimato, si approva lo scudo fiscale, si riformano le intercettazioni.<br />
Altra norma è la riforma dell’art. 190 del codice di procedura penale che obbliga il tribunale a sentire tutti (proprio tutti) i testi indicati dalla difesa. La norma non passa ma viene rispolverata proprio in questi ultimi giorni del 2010.<br />
Nel 2002 altra proposta di legge prevede l’avviso di garanzia immediato, appena si apre l’inchiesta su qualcuno. Poi abbiamo la riduzione dei casi in cui è possibile l’arresto, e l’inutilizzabilità delle sentenze passate in giudicato. Nessuna di queste riforme passa, ma l’ultima norma è stata riproposta proprio negli ultimi giorni, ed è particolarmente interessante. La sua approvazione, infatti, costringerebbe un magistrato a non potersi servire di nessuna sentenza precedente, e quindi a dover provare ogni volta tutto, compreso l’esistenza dell’organizzazione Cosa Nostra in Sicilia. Ad ogni processo!<br />
L’ultima proposta da menzionare è quella che prevedeva l’elezione dei giudici come per i politici, progetto molto interessante per i territori ad alta densità mafiosa, dove la mafia controlla o si ingerisce pesantemente nelle elezioni. L’idea, originaria di don Vito Ciancimino, per quegli strani scherzi del destino, fu proposta anche dalla Lega.</p>
<p>Nel 2002 il governo di centro destra approva una norma che rende definitivo il 41 bis mentre prima era solo una norma transitoria. Una netta inversione di tendenza, rispetto alla “<em>disattenzione</em>” degli anni 1995-2001. Ma forse era già troppo tardi, visto che oggi il carcere duro non esiste più e i boss hanno limitazioni decisamente molto più smussate e molta più libertà di prima!</p>
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		<title>Dell&#8217;Utri come Ceausescu</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 12:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione & malgoverno]]></category>
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		<description><![CDATA[Il senatore Dell&#8217;Utri a Como presenta un libro sui diari di Mussolini. L&#8217;ideatore di Forza Italia, condannato in appello a 7 anni per fatti di mafia, in via definitiva per frode fiscale e fatture false e ancora sotto processo per tentata estorsione, avrebbe dovuto parlare dei suoi, probabilmente farlocchi, diari di Mussolini. Era un&#8217;operazione commerciale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2358" href="http://www.andrez.cotti.biz/dellutri-come-ceausescu-2357.html/dellutri"><img class="alignleft size-full wp-image-2358" title="dell'utri" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/08/dellutri.jpg" alt="dell'utri" width="253" height="199" /></a>Il senatore Dell&#8217;Utri a Como presenta un libro sui diari di Mussolini.</p>
<p>L&#8217;ideatore di Forza Italia, condannato in appello a 7 anni per fatti di  mafia, in via definitiva per frode fiscale e fatture false e ancora  sotto processo per tentata estorsione, avrebbe dovuto parlare dei suoi,  probabilmente farlocchi, diari di Mussolini.</p>
<p>Era un&#8217;operazione commerciale più che politica, il lancio pubblicitario di una pubblicazione,  ma  qualche italiano ha deciso di non essere più disposto ad ascoltare ed a restare in  silenzio. Come nel famoso video della prima contestazione pubblica a Ceausescu, finalmente una platea rifiuta la connivenza viscida e con il risveglio di una società civile (autoconvocati via internet) dice le cose come stanno.</p>
<p>Appena inizia il dibattito e parte il primo intervento non programmato: “<span style="color: #800000;"><em>Ma  vi sembra giusto avere invitato qui uno condannato in appello per  mafia</em></span> ? ” &#8230;  Si scatena il finimondo:</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/KbLriYmk3CA&amp;feature=player_embedded#!&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/KbLriYmk3CA&amp;feature=player_embedded#!&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>E lo dicono fino in fondo, costringendo il Senatore pregiudicato alla fuga.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/DClBrUidowQ&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/DClBrUidowQ&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/kN8PouCZ9J0&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/kN8PouCZ9J0&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La legalità trasversale</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/2177-2177.html</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione & malgoverno]]></category>
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		<category><![CDATA[Questione morale]]></category>
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		<description><![CDATA[Appare sempre più evidente la frattura trasversale che in questi giorni inizia a dividere quasi tutti i partiti. Un&#8217;ampia maggioranza del PDL, della Lega e dell&#8217;UDC, forse una buona metà del PD e parti importanti della stessa IDV appaiono intossicate da affaristi malavitosi decisi a tutti i costi a portare avanti i loro interessi personali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-2178" href="http://www.andrez.cotti.biz/2177-2177.html/caste"><img class="alignleft size-medium wp-image-2178" title="CASTE" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/07/CASTE-300x172.jpg" alt="CASTE" width="300" height="172" /></a>Appare sempre più evidente la frattura trasversale che in questi giorni inizia a dividere quasi tutti i partiti.</p>
<p>Un&#8217;ampia maggioranza del PDL, della Lega e dell&#8217;UDC, forse una buona metà del PD e parti importanti della stessa IDV appaiono intossicate da affaristi malavitosi decisi a tutti i costi a portare avanti i loro interessi personali ed aziendali e la spogliazione sistematica del Paese; a loro non interessa altro.</p>
<p>La proposta di Di Pietro di creare un <strong>Fronte della Legalità</strong> con Fini e Bersani conferma che oramai la situazione è al limite.</p>
<p>Potrà sembrare una proposta bizzarra, difficile da comprendere e certamente carica di rischi, ma temo che non vi sia altro modo per uscire da questa situazione.</p>
<p>Le forze sane ed oneste presenti nei vari partiti devono trovare il modo trasversale di unirsi e battere la malavita partitica fatta istituzione.</p>
<p>E solo a pulizia fatta ricominciare a fare <em><strong>politica</strong></em>, quella vera, distinguendo finalmente le opinioni e le scelte su basi <span style="text-decoration: underline;">politiche</span> <em>conservatrici o progressiste</em>, e non più sull&#8217;ipocrita melassa affaristico-mafiosa ora praticata da destra a sinistra.</p>
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		<title>Profilo di Renato Schifani Presidente del Senato</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 07:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Renato Schifani, PdL,  è l&#8217;attuale Presidente del Senato. Negli anni &#8217;70 entra nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte Enrico La Loggia, (poi uomo di spicco di Forza Italia), ed altri soci che  furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa negli anni &#8217;90; Schifani lasciò la società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a rel="attachment wp-att-526" href="http://www.andrez.cotti.biz/profilo-di-renato-schifani-presidente-del-senato-525.html/renato_schifani"><img class="alignleft size-full wp-image-526" title="Renato_Schifani" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/01/Renato_Schifani.jpg" alt="Renato_Schifani" width="400" height="269" /></a>Renato Schifani</strong>, PdL,  è l&#8217;attuale <strong>Presidente del Senato</strong>.</p>
<p>Negli anni &#8217;70 entra nella società di brokeraggio assicurativo <strong>Sicula Brokers</strong>, di cui facevano parte Enrico La Loggia, (poi uomo di spicco di Forza Italia), ed altri soci che  furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa negli anni &#8217;90; Schifani lasciò la società nel 1980.</p>
<p>Nel 1992 fonda la società di recupero crediti<strong> GSM</strong>,  lo fa con due soci tra cui Antonino Garofalo, rinviato a giudizio nel 1997 per usura ed estorsione.</p>
<p>Negli anni &#8217;90 Schifani è attivo come avvocato urbanista e riceve numerosi incarichi da amministrazioni comunali siciliane. E&#8217; consulente per l&#8217;urbanistica e piano regolatore del comune di Villabate,  il sindaco Giuseppe Navetta era  nipote di Nino Mandalà, capomafia della città e già socio di Schifani nella <strong>Sicula Brokers</strong>. Il pentito Francesco Campanella (considerato affidabile) precisa che quell&#8217;incarico di consulenza fu concesso nell&#8217;ambito di un patto tra mafia e politica locale per realizzare un supermercato.</p>
<p>Dagli anni &#8217;90 Renato Schifani ha intrattenuto rapporti con Nino Mandalà il  futuro boss di Villabate e come avvocato ha difeso gli interessi e le cause di nomi noti della mafia siciliana.</p>
<p>Nel 2009  il Presidente del Senato Schifani  ha rigettato le accuse del pentito di mafia Gaspare Spatuzza, che lo ha accusato di aver avuto frequentazioni con il boss di Brancaccio Filippo Graviano negli anni &#8217;90.</p>
<p>Suo è il «Lodo Schifani», la legge approvata il 20 giugno 2003 con l&#8217;intento di sospendere i processi in corso contro le «cinque più alte cariche dello Stato» (ma l&#8217;unico a poterne usufruire era  Berlusconi). La legge sospendeva di fatto il processo SME per Berlusconi fino a che questi fosse in carica. La legge è stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale il 13 gennaio 2004.</p>
<p>Berlusconi nel settembre 2003 dichiarò che i giudici erano «disturbati mentalmente»; subito dopo Schifani attaccò duramente Maria Falcone e Rita Borsellino,  accusandole di aver &#8220;<em>offeso la memoria dei loro eroici fratelli</em>&#8220;.</p>
<p>A dicembre 2009, Schifani è risultato presente al 40%  soltanto delle sedute del Senato.</p>
<p>Intervistato a <em>Che tempo che fa</em>, <strong>Marco Travaglio</strong> parla di questi aspetti di Schifani, Presidente del Senato, accusandolo di avere amicizie mafiose:<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2B93kozgqyA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/2B93kozgqyA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>In un <strong>Paese Normale</strong>, potrebbe un individuo simile essere Presidente del Senato?</p>
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		<title>La mafia nella genesi di Forza Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2009 11:06:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione & malgoverno]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie & malavita]]></category>
		<category><![CDATA[Forza Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per Gioacchino Genchi, avvocato, ex funzionario di Polizia che ha lavorato per oltre 20 anni nelle più importanti indagini italiane con Falcone e Borsellino, da Palermo a Milano, ci sono le prove indiscutibili della presenza attiva della mafia nella fondazione di Forza Italia. Esistono riscontri certi e provati. Uno tra tutti, la data con cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;ct=img&amp;q=http://skakkomatto1585.files.wordpress.com/2008/07/41bis-striscione1.jpg&amp;usg=AFQjCNE9WBPHi25apKUna_ABOtmUapsRVA" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 300px; height: 208px;" src="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;ct=img&amp;q=http://skakkomatto1585.files.wordpress.com/2008/07/41bis-striscione1.jpg&amp;usg=AFQjCNE9WBPHi25apKUna_ABOtmUapsRVA" border="0" alt="" /></a>Per Gioacchino Genchi, avvocato, ex funzionario di Polizia che ha lavorato per oltre 20 anni nelle più importanti indagini italiane con Falcone e Borsellino, da Palermo a Milano, ci sono le prove indiscutibili della presenza attiva della mafia nella fondazione di Forza Italia.<br />
Esistono riscontri certi e provati.<br />
Uno tra tutti, la data con cui nasce il partito di Forza Italia e la data in cui si organizzano i primi clubs a Palermo con le prime riunioni, di cui una viene tenuta, non a caso, all’Hotel San Paolo di Palermo dei costruttori Ienna per conto della mafia dei Graviano.</p>
<blockquote><p><span style="font-weight:bold;">L&#8217;ala stragista di Cosa Nostra e Forza Italia</span></p>
<p>La Seconda Repubblica nasce nel momento in cui, nelle ceneri della Prima Repubblica, questi referenti di Cosa Nostra iniziano a cercare nuovi uomini, iniziano a cercare tra i rottami, tra le macerie di quella Prima Repubblica che si era consumata, quei soggetti che, anche per pregresse conoscenze nel campo imprenditoriale, come probabile investimento di risorse economiche e finanziarie della mafia, avevano dato un certo affidamento. Lì il mio lavoro fornisce e ha fornito ai processi e ne fornirà dei risultati che ritengo i più importanti in assoluto sotto il profilo dell’oggettività, della dimostrazione della genesi della nascita mafiosa del partito di Forza Italia, di come dei soggetti appartenenti a Cosa Nostra, appartenenti all’ala stragista di Cosa Nostra, che certamente ha consumato le stragi del 1993, agiscano in perfetta sintonia con le fasi prodromiche e organizzative del partito di Forza Italia a Palermo e in tutta Italia&#8230;/&#8230; il gregario di Leoluca Bagarella era in contatto con esponenti romani appartenenti alla massoneria, collegati alla P2, con i quali si sono fatte delle riunioni a Palermo e in Sicilia in date ben precise, tra Palermo e Catania e ci sono dei contatti telefonici con questi soggetti e, immediatamente dopo, a stretto giro questi soggetti hanno chiamato direttamente a casa di<span style="font-weight:bold;"> Silvio Berlusconi</span>.</p></blockquote>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ROra5QxY9xo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/ROra5QxY9xo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>I PM di Palermo il 26 novembre 2002 si recarono a Palazzo Chigi per interrogare Berlusconi per chiarire l&#8217;origine dei capitali di Fininvest. Le investigazioni fanno ritenere che nelle casse delle aziende del Cavaliere sia stato versato denaro proveniente dai traffici illeciti della mafia palermitana.</p>
<p>Ma egli scelse di tacere.</p>
<p>Berlusconi avrebbe ricevuto finanziamenti &#8220;non trasparenti&#8221; fra il 1970 ed il 1980 e secondo i riscontri, l&#8217;origine delle fortune economiche del Premier sarebbe collegata agli incontri riservati nella &#8216;Milano da bere&#8217; di Craxi, satura di siciliani intenzionati ad investire, con esponenti della mafia.</p>
<p>Ma Silvio Berlusconi preferisce restare in silenzio davanti ai giudici che processano il suo amico Marcello Dell&#8217;Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.<br />
Silvio tace di fronte a loro, ma li attacca ferocemente appena esce dall&#8217;aula giudiziaria.</p>
<p>Sono un centinaio le domande molto precise e circostanziate che i Giudici volevano porre al Presidente del Consiglio;  intendevano far ricostruire al teste i flussi finanziari relativi alle società del gruppo Fininvest, e poi la vera genesi del rapporto con Dell&#8217;Utri, la posizione dell&#8217;imprenditore Francesco Paolo Alamia e del finanziere Filippo Alberto Rapisarda, molto amici entrambi di Vito Ciancimino e del mafioso palermitano Gaetano Cinà, morto due anni fa e imputato assieme a Dell&#8217;Utri, condannato in primo grado a 6 anni per associazione mafiosa.</p>
<p>Queste domande ed i riscontri probatori delle indagini dettagliate che le hanno prodotte, sembra che stiano per uscire in completezza nei prossimi giorni.</p>
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		<title>Falcone e Borsellino</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 07:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<category><![CDATA[Magistratura & Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[Falcone e Borsellino nella memoria degli italiani sono il simbolo della lotta alla corruzione politica della mafia e della sua spietata crudeltà. Sono stati entrambi uccisi con spettacolari attentati nel 1992, l&#8217;anno di tangentopoli . Paolo Borsellino Nasce a Palermo 19 gennaio 1940 nello stesso quartiere di Falcone e Buscetta. Proviene da una famiglia palermitana [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Giovanni Falcone e Paolo Borsellino" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:92lMdawU2W7PZM:http://files.splinder.com/ae11b1a56b331b30c609af6a80e03b66_medium.jpg" alt="" width="99" height="119" /><br />
<strong>Falcone e Borsellino</strong> nella memoria degli italiani sono il simbolo della lotta alla corruzione politica della mafia e della sua spietata crudeltà.</p>
<p>Sono stati entrambi uccisi con spettacolari attentati nel 1992, l&#8217;anno di <strong>tangentopoli </strong>.</p>
<p><strong>Paolo Borsellino</strong> Nasce a Palermo 19 gennaio 1940 nello stesso quartiere di Falcone e Buscetta. Proviene da una famiglia palermitana di destra e nel 1959 si iscrive al FUAN (universitari missini) di cui divenne dirigente provinciale.<br />
Nel 1962 si laurea in Giurisprudenza con 110 e lode e nel &#8217;63 entra in Magistratura a 23 anni, il più giovane Magistrato d&#8217;Italia ed inizia la sua carriera a Mazara del Vallo.<br />
Nel 1975 arriva a Palermo nell&#8217;ufficio istruzione affari penali sotto la guida di Rocco Chinnici.</p>
<p><strong>Giovanni Falcone</strong> Nasce a Palermo il 18 maggio 1939 e si iscrive a Giurisprudenza dove si laurea nel 1961.<br />
Nel 1964 entra in Magistratura e per 12 anni è Procuratore a Trapani.<br />
Arriva a Palermo alla fine del 1979, dopo l&#8217;omicidio del Giudice Terranova e comincia a lavorare anche lui sotto la guida di Rocco Chinnici.</p>
<p>Nel 1980 viene costituito il &#8220;<em>Pool antimafia</em>&#8221; e Falcone e Borsellino ne fanno parte assieme ai Giudici  Di Lello, Guarnotta e Barrile ed ai Funzionari di Polizia Cassarà e Montana.</p>
<p>Il pool nacque per risolvere il problema dei giudici istruttori che lavoravano in modo individuale e separato, &#8220;ognuno per i fatti suoi&#8221;, senza consentire scambi di informazioni ed interazioni tra le indagini. Con la sua creazione partì una efficace azione penale coordinata, capace di affrontare il fenomeno mafioso nel suo insieme.<br />
Ben presto la collaborazione tra i giudici fu totale, ben al di sopra delle note divergenze politiche che restarono mera materia di battute, arrivando alla forte amicizia personale.</p>
<p>I componenti del pool antimafia chiesero espressamente e più volte l&#8217;intervento dello Stato, che però non arrivò mai e di fatto li isolò, firmando così la loro condanna.<br />
In pochi anni furono uccisi Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla chiesa, nel 1983 anche Rocco Chinnici e nel 1985 il commissario Giuseppe Montana ed il vice-questore Ninni Cassarà, a pochi giorni l&#8217;uno dall&#8217;altro.<br />
Dopo l&#8217;uccisione di Chinnici è il Giudice Caponnetto che va alla guida del pool antimafia.</p>
<p>Falcone e Borsellino per sicurezza furono trasferiti nella foresteria del carcere dell&#8217;Asinara, dove scrssero l&#8217;istruttoria per il &#8220;maxiprocesso&#8221; che mandò in carcere 475 mafiosi. Poi si seppe che l&#8217;amministrazione penitenziaria chiese ai due magistrati le spese per quel soggiorno.</p>
<p>Nonostante le uccisioni il pool di Caponnetto funzionava e nel 1987, quando il maxiprocesso arrivava a conclusione con l&#8217;accoglimento delle tesi investigative del pool e l&#8217;erogazione di 19 ergastoli e 2.665 anni di pena, cominciò una lunga sequela di attacchi politici finalizzata a minare la credibilità e l&#8217;integrità di quei Magistrati.</p>
<p>Dopo una discussa scelta, Meli è mandato a sostituire Caponnetto e nel 1988 di fatto smantella il pool antimafia.</p>
<p>Il 21 giugno 1989, Falcone fu vittima di un fallito attentato alla sua casa al mare, l&#8217;attentato dell&#8217;Addaura e sul quale ancor oggi non è stata fatta piena luce e lo stesso Falcone indicò l&#8217;intervento di servizi segreti deviati, accanto alla mafia sospettando di Bruno Contrada, funzionario del Sisde. Contrada fù poi arrestato e condannato in primo grado a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, sentenza confermata in Cassazione.</p>
<p>Nel 1991<strong> Salvatore Cuffaro</strong>, allora deputato regionale poi presidente della Sicilia per il centro-destra, intervenne ad una puntata di Samarcanda di Michele Santoro in collegamento con il Maurizio Costanzo Show e dedicata a  Libero Grassi ucciso dalla mafia.<br />
Cuffaro si scagliò con veemenza contro i conduttori e Falcone, sostenendo come le iniziative portate avanti da un certo tipo di &#8220;giornalismo mafioso&#8221; fossero degne dell&#8217;attività mafiosa vera e propria, tanto criticata e comunque lesive della dignità della Sicilia. Cuffaro parlò di certa magistratura &#8220;che mette a repentaglio e delegittima la classe dirigente siciliana&#8221;, con chiaro riferimento a Mannino, in quel momento uno dei politici più influenti della Dc.</p>
<p>Ecco il filmato<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/PRQykzV8FIA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/PRQykzV8FIA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nel settembre del 1991 la mafia progettò l&#8217;uccisione di Borsellino. Lo rivela Vincenzo Calcara cui la Cupola mafiosa aveva detto di tenersi pronto per l&#8217;esecuzione, che si sarebbe dovuta effettuare o mediante un fucile di precisione, o con un&#8217;autobomba.</p>
<p>L&#8217;esecuzione della sentenza era attesa e nota oramai a tutti.</p>
<p>In questo contesto degenerato, nel marzo 1992 viene ucciso Salvo Lima, uomo di Andreotti in Sicilia, omicidio che esprime un grave segnale sia dell&#8217;inasprimento della strategia mafiosa sia della rottura di equilibri consolidati, si alza il tiro verso lo Stato per ridefinire alleanze e possibili collusioni.</p>
<p>Il 19 maggio 1992, nel corso dell&#8217;XI scrutinio delle elezioni presidenziali, i 47 parlamentari del MSI votarono per Paolo Borsellino come Presidente della Repubblica.<br />
Quattro giorni dopo, il 23 maggio 1992, a Capaci morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.</p>
<p>Il giudice <strong>Ilda Boccassini</strong> urlerà la sua rabbia rivolgendosi ai colleghi nell&#8217;aula magna del Tribunale di Milano: «Voi avete fatto morire Giovanni, con la vostra indifferenza e le vostre critiche; voi diffidavate di lui; adesso qualcuno ha pure il coraggio di andare ai suoi funerali».</p>
<p>Cinquantasette giorni dopo, il 19 luglio Paolo Borsellino fu ucciso insieme agli agenti della sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.</p>
<p>Due mesi prima di essere ucciso, il 21 maggio 1992, Paolo Borsellino rilasciò un&#8217;intervista ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi della durata di 50 minuti.<br />
L&#8217;intervista mandata in onda da RaiNews24 solo nel 2000 era solo di trenta minuti.<br />
Nella parte tagliata dell&#8217;intervista, Borsellino riferì delle possibili correlazioni tra i mafiosi di Cosa Nostra e di ricchi uomini d’affari come il futuro Presidente del Consiglio <strong>Silvio Berlusconi</strong>.<br />
Nell&#8217;intervista Paolo Borsellino parlò anche dei legami tra la mafia e ambienti industriali milanesi e del Nord Italia, facendo riferimento tra l&#8217;altro a indagini in corso sui rapporti tra<strong> Vittorio Mangano e Silvio Berlusconi</strong>.<br />
Alla domanda se fosse Mangano un &#8220;pesce pilota&#8221; della mafia al Nord, Borsellino rispose che egli era sicuramente una testa di ponte dell&#8217;organizzazione mafiosa nel Nord d&#8217;Italia.<br />
Anche alla luce di quest&#8217;intervista e del ruolo di Mangano così come descritto da Borsellino (testa di ponte dell&#8217;organizzazione mafiosa nel Nord d&#8217;Italia) destò scalpore la nota dichiarazione di Marcello Dell&#8217;Utri, condivisa anche dal presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi riferita a Vittorio Mangano:<strong> <em>egli fu, a modo suo, un eroe</em></strong>.</p>
<p>Ecco il filmato dell&#8217;ultima intervista a Borsellino 2 giorni prima della morte di Falcone.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DN9iM-7DSlo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/DN9iM-7DSlo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rKxUHE4bJwA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/rKxUHE4bJwA&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Le mafie</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 07:51:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[corruzione politica]]></category>
		<category><![CDATA[ìndrangheda]]></category>
		<category><![CDATA[infiltrazioni mafiose]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie & malavita]]></category>
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		<description><![CDATA[La mafia è un termine diffuso a livello mondiale che si riferisce a particolari tipologie di organizzazioni criminali. Il termine è stato inizialmente usato per indicare un&#8217;organizzazione criminale Sicula definita come Cosa nostra. Tutte le Regioni del Sud Italia hanno proprie organizzazioni mafiose; la &#8216;Ndrangheta in Calabria, la Sacra corona unita in Puglia e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 350px"><img alt="Processo a Totò Riina" src="http://www.sciclipress.com/public/toto%20riina.jpg" title="Totò Riina" width="340" height="340" /><p class="wp-caption-text">Processo a Totò Riina</p></div><strong><em>La mafia</em></strong> è un termine diffuso a livello mondiale che si riferisce a particolari tipologie di organizzazioni criminali.<br />
Il termine è stato inizialmente usato per indicare un&#8217;organizzazione criminale Sicula definita come <em>Cosa nostra</em>.</p>
<p>Tutte le Regioni del Sud Italia hanno proprie organizzazioni mafiose; la<strong><em> &#8216;Ndrangheta</em></strong> in Calabria, la<strong> <em>Sacra corona unita</em></strong> in Puglia e la <strong><em>Camorra</em></strong> in Campania.</p>
<p>Sono a tutti gli effetti &#8220;organizzazioni criminali di potere&#8221; in quanto la loro principale garanzia d&#8217;esistenza non è tanto nei proventi delle attività illegali, quanto nelle collaborazioni e alleanze con politici e funzionari dello Stato, oltre al supporto di alcuni strati sociali della popolazione. Per questo il termine <em>mafia</em> è spesso usato per indicare la loro complessa e ramificata organizzazione di attività illecite.</p>
<p>Nel linguaggio comune, il termine &#8220;mafioso&#8221; viene comunemente utilizzato per definire un professore universitario che fa ottenere borse di studio solo a persone a lui legate, o un sindaco che offre concessioni edilizie solo ad &#8220;amici&#8221;, ma anche la nomina da parte di un governo di altissimi dirigenti solo se &#8220;politicamente vicini&#8221; alla maggioranza politica di cui il governo è espressione.</p>
<p><strong>I numeri delle organizzazioni mafiose</strong>:<br />
<strong>Cosa nostra</strong>: 186 cosche, 5.400 affiliati, 65.000 fiancheggiatori.<br />
<strong>Camorra</strong>: 236 cosche, 7.200 affiliati, 82.000 fiancheggiatori.<br />
<strong>Sacra Corona Unita</strong>: 47 cosche, 1.600 affiliati.<br />
<strong>&#8216;Ndrangheta</strong>: 160 cosche, 6.000 affiliati, 72.000 fiancheggiatori. </p>
<p>L&#8217;azienda <em>mafie</em> è la prima azienda italiana come introiti; il suo <em>fatturato</em> è pari al 9% del PIL  con circa <strong>150 miliardi di Euro</strong> di utili l&#8217;anno in quanto le organizzazioni criminali di stampo mafioso, con la complicità di politici, amministratori e funzionari dello Stato, esercitano il loro pesante condizionamento praticamente in tutto il tessuto economico del Paese.</p>
<p><strong>Le Mafie </strong> controllano i traffici illegali detenendo quote di maggioranza nelle “famiglie”, nelle “‘ndrine” e nei &#8220;clan&#8221; che trafficano in esseri umani e droga, armi e rifiuti.</p>
<p>Tra le attività criminali più diffuse troviamo:<br />
1. traffico di stupefacenti. Il giro rende alle cosche oltre 50 mld di euro e colpisce oltre un milione di cittadini.<br />
2. l&#8217;usura. Rende 32 mld di euro e colpisce 150 mila commercianti.<br />
3. l&#8217;abusivismo commerciale frutta 14 mld di euro<br />
4. il racket con 10,5 mld<br />
5. l&#8217;agromafia con 7,7 mld<br />
6. la contraffazione e la pirateria con 7,7 mld<br />
7. furti e rapine con 7,3 mld<br />
8. appalti e forniture con 6,7 mld<br />
9. truffe con 4,7 mld<br />
10. giochi e scommesse con 2,6<br />
11. contrabbando con 2,1 mld. </p>
<p>Gli imprenditori e i commercianti subiscono 1.350 reati al giorno, ovvero 51 ogni ora.</p>
<p>In questi ultimi anni, grazie al progressivo degrado delle istituzioni e dei suoi rappresentanti,  il peso della criminalità organizzata si è diffuso ed è cresciuto sia come numero di reati che come costi per la collettività.<br />
Nell’anno corrente tutti i reati predatori sono aumentati e le rapine, il reato più odioso e pericoloso, alla fine del 2008 hanno superato quota 52.000 con un trend di crescita che non conosce interruzioni da oltre un decennio.</p>
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		<title>L&#8217;arresto dei mafiosi; Il Giornale dà notizia 2 ore prima</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 05:14:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[La Sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[Mafie & malavita]]></category>
		<category><![CDATA[il giornale]]></category>
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		<category><![CDATA[nicchi fidanzati]]></category>
		<category><![CDATA[pentiti]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei tornare sull&#8217;arresto dei due mafiosi ricercati, Nicchi e Fidanzati (di cui abbiamo già raccontato la vergogna dei poliziotti per la messinscena del falso arresto) e sull&#8217;ampio spazio che i media controllati da Silvio Berlusconi vi hanno dedicato. Notevole è l&#8217;impegno profuso in questo senso da Il Giornale, che ricordiamo essere di proprietà del Premier [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei tornare sull&#8217;arresto dei due mafiosi ricercati, Nicchi e Fidanzati (di cui abbiamo <a href="http://andrez-37.blogspot.com/2009/12/arresto-nicchi-e-fidanzati-solo-una.html">già raccontato</a> la vergogna dei poliziotti per la messinscena del falso arresto)  e sull&#8217;ampio spazio che i media controllati da Silvio Berlusconi vi hanno dedicato.</p>
<p>Notevole è l&#8217;impegno profuso in questo senso da <span style="font-weight:bold;">Il Giornale</span>, che ricordiamo essere di proprietà del Premier e diretto da Feltri, che ha pubblicato la notizia nella versione online sabato 5 dicembre con ampio risalto<span style="font-weight:bold;"> due ore prima</span> che l&#8217;arresto avvenisse.</p>
<p><a href="http://2.bp.blogspot.com/_It72Mc4hSGY/SyCEtJQj_gI/AAAAAAAAABQ/40X8NuLwk40/s1600-h/il+Giornale.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5413472663213702658" style="cursor: pointer; width: 400px; height: 205px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_It72Mc4hSGY/SyCEtJQj_gI/AAAAAAAAABQ/40X8NuLwk40/s400/il+Giornale.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<p>L&#8217;arresto di Nicchi è stato comunicato dalle istituzioni come avvenuto alle <span style="font-weight:bold;">14.48</span>.<br />
Tutti i canali informativi hanno ricevuto e diffuso la notizia dopo le 16.33<br />
(AdnKronos lancia <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Mafia-arrestati-due-super-boss-a-Milano-e-Palermo-Maroni-Catture-a-orologeria-Offensivo_4074120617.html">il comunicato</a> alle 17.01) ma Il Giornale, come visibile nell&#8217;immagine, pubblica la notizia alle <span style="font-weight:bold;">12.18</span></p>
<p>Interessante non credete come la cosa confermerebbe <a href="http://andrez-37.blogspot.com/2009/12/arresto-nicchi-e-fidanzati-solo-una.html">l&#8217;interpretazione di Genchi</a> ?</p>
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		<title>Le domande di Bossi a Berlusconi</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 04:49:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>
		<category><![CDATA[Bossi & Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Corruzione & malgoverno]]></category>
		<category><![CDATA[Governo]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
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		<description><![CDATA[Da Vespa a Bossi, è una vera gara a dimostrare a reti quasi unificate come Spatuzza ed i fratelli Graviano siano inaffidabili, come tutte le sue tesi siano pazzesche montature e, sprattutto, come i Magistrati siano dei pazzi facinorosi, e pure estremisti. E&#8217; davvero un peccato che i cittadini non abbiano memoria storica e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" src="http://antefatto.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/146135/padania2bn.jpg" alt="" width="605" height="390" />Da Vespa a Bossi, è una vera gara a dimostrare a reti quasi unificate come Spatuzza ed i fratelli Graviano siano inaffidabili, come tutte le sue tesi siano pazzesche montature e, sprattutto, come i Magistrati siano dei pazzi facinorosi, e pure estremisti.</p>
<p>E&#8217; davvero un peccato che i cittadini non abbiano memoria storica e che i media si guardino bene dal rifrescargliela.</p>
<p>Vediamo queste interessanti 11 domande che La Padania, organo ufficiale della Lega di Bossi, ha rivolto a suo tempo a Berlusconi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/LUZ9DUTzUE4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="340" src="http://www.youtube.com/v/LUZ9DUTzUE4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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