Chi usa Internet?
Chi usa Internet?

Quasi 2 miliardi di persone (1,8 miliardi)  in tutto il mondo sono utenti di Internet. Al primo posto tra i naviganti della rete c’è la Cina con 420 milioni. L’Italia è al 33° posto nella classifica di chi usa internet in Europa, escludendo quindi la Cina, gli Stati Uniti, il Canada, l’India, il Giappone, il Brasile, la Thailandia ecc.. Siamo sempre più una nazione ancorata e proiettata al passato, agli anni ‘80 televisivi del DriveInn e del Maurizio Costanzo Show; tette, culi e disinformazione. Una classe politica (da destra a sinistra) vecchia ed obsoleta incapace di comprendere l’immenso potenziale della... 

Rivoluzione web; in Svezia arriva il provider pirata
Rivoluzione web; in Svezia arriva il provider pirata

Il PiratPartiet ha in programma l’avvio di un nuovo servizio di connessione a internet completamente anonimo e senza tracciabilità dei dati. Una mossa che alza il tiro nel confronto sul ruolo culturale del web. Sul fronte digitale europeo si combattono ormai molte battaglie. In Italia la casta partitica trasversale è ancora illusa di poter chiuedere la bocca ai blogger dell’Ueb ed ai loro siti in Gogòl e continua ad arrabattarsi a studiare leggine bavaglio e censure varie,  mentre la Finlandia dichiara il web un diritto fondamentale dell’uomo. Ed è in questo scenario che  in Svezia arriva il PiratPartiet, il Partito... 

Governi italiani contro Internet
Governi italiani contro Internet

Decisamente l’Italia non appare un paese per Internet. I nostri governi continuano a sfornare (o a progettare) leggi che ostacolano o addirittura bloccano lo sviluppo della rete nel nostro Paese. In questi ultimi cinque anni abbiamo visto ben dieci leggi mirate a contrastare lo sviluppo della Rete, e poi proposte che puntano ad equiparare i blog ai giornali, decreti che soffocano la diffusione delle connessioni, disegni di legge decisi a punire con 12 anni di carcere  chi “incita alla violenza” su Internet e recentemente la proposta (ancora in discussione) di una multa di 12.000 euro per quei blog che non pubblichino rettifiche entro... 

I giovani fuori dalla cultura
I giovani fuori dalla cultura

Un recente rapporto ISTAT ci mostra un preoccupante e fosco quadro di giovanissimi e ragazzi che sono senza libri nè pc, in balia di una cruda esclusione sociale. Oltre 1,7 milioni tra i 15 e i 29 anni risulta non usare il computer, il 43,6% non legge nè libri nè quotidiani.
Sono il risultato del modello tronista/velina e tifoso da “curva sud”, o nella migliore delle ipotesi del “trota”, pur sempre Consigliere Regionale.
I figli di laureati e professionisti appaiono avvantaggiati in questo dramma sociale, ma questa scuola non aiuta assolutamente: rapportati alle altre nazioni europeee i livelli di conoscenza... 

La fine dei blog

Secondo Reporters sans frontieres “Western democracies are not immune from the Net regulation trend”, cioè anche le democrazie occidentali non sono immuni dalla spiccata tendenza a regolamentare e controllare la rete. E ciò appare vero soprattutto in Italia dove, negli ultimi anni, praticamente da quando internet si è imposto come mezzo di comunicazione di massa, numerosi sono i progetti di legge o decreti che hanno cercato, in qualche modo, di porre il controllo della rete nelle mani del potere politico ed economico. Il trend è ovvio, in un paese in cui la televisione la fa da padrone e ha la spiccata tendenza a indottrinare la gente,... 

La Rete può liberarci dalla casta politica
La Rete può liberarci dalla casta politica

La devastante malattia che ha colpito i vari leader, e tanti dirigenti del PD, si chiama “casta“. Con la stragrande maggioranza delle Regioni e dei Comuni amministrate dal PD da anni, si è alimentata una leadership di dirigenti locali, anche bravi, che hanno fatto dei privilegi e dei vantaggi del potere una forma di vita. (vedi il Sindaco di Bologna DelBono) Questi si sentono a loro agio nell’Italia berlusconiana dei privilegi, sono pronti ad inciuci e accomodamenti per mantenere le loro prerogative e ovviamente sono fortemente contrari a chi, nel Partito, vuole cambiare le cose. Agli alti livelli, la casta partitica del PD... 

Il web elementare. Da una rete per l’elite a interne
Il web elementare. Da una rete per l’elite a internet di massa

L’evoluzione elementare dei siti web; chi non si adeguerà sarà semplicemente ignorato. Dopo oltre un decennio di evoluzione, la maggioranza dei nostri siti continua a presentare aspetti confusi e per nulla amichevoli per gli utenti. Troppo spesso dimentichiamo quanto appaia complessa ed intricata la logica di internet a chi non appartiene al settore. Anche per chiunque di noi esperti dell’ueb,  spesso approdare in un nuovo sito significa impiegare decine di minuti per comprendere come interagire con esso in una vera e propria partita a scacchi. ______________________________ Per la prima volta nella storia di Internet, molte centinaia... 

Casus belli
Casus belli

Fabrizio Cicchitto: “Abbiamo ricordato agli italiani la campagna di odio e di disprezzo contro Berlusconi che ha innescato una serie di reazioni a catena che hanno portato al gesto di Tartaglia, alla sua esaltazione su Facebook da parte di migliaia di estremisti”. “Capiamo come dopo quello che è accaduto c’è chi ha la coscienza sporca ed è alla ricerca di un alibi e quindi di un altro bersaglio”. Casus belli è un’espressione latina che significa letteralmente è causa della guerra Il termine casus belli è usato spesso in tono ironico e sarcastico per indicare non il reale motivo di scoppio di una aspra... 

Per un libero Wi-Fi internet; la Carta dei Cento
Per un libero Wi-Fi internet; la Carta dei Cento

Negli Stati Uniti ed ovunque in Europa è possibile aprire il portatile e scoprire numerose disponibilità a connessioni internet wireless, free o a pagamento, ma libere e presenti. In Italia tutto questo non esiste, come sappiamo bene. Non solo non esistono le reti di copertura wireless, ma si continua da anni a riproporre l’assurdo Decreto Legge che impone l’identificazione con Carta d’Identità a chi si connette in rete.
Il Decreto restrittivo, presente solo in Italia, voluto dal 2° governo Berlusconi nel 2005 (e confermato dal governo Prodi) ha mostrato effetti disastrosi sulla comunicazione on line in Italia, difatti... 

Padre Giorgio Butterini : censura internet come in Cina?

Vorrei evidenziare un messaggio che un noto religioso, padre Giorgio Butterini del convento dei cappuccini di Trento, ha diffuso, e nel quale critica il governo Berlusconi poichè secondo lui – “si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l’informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese e’ ormai l’unica fonte informativa non censurata”. “Censura su Internet”
Si legge nel messaggio:
- “l’attacco finale alla democrazia e’ iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della... 

Pericoloso per il PD l’uso dei social network

Come evidenziato da Fortunecat, nonostante l’importanza determinante dell’uso della rete nelle campagne elettorali, all’opposizione solo Di Pietro cerca di utilizzare le nuove tecnologie, con risultati altalenanti.
Poi dal PD non potremo mai aspettarci nulla anche perchè l’uso dei social network sarebbe per loro troppo pericoloso: se dai uno spazio alla base per esprimersi poi devi anche ascoltare e recepire le opinioni che emergono.
Siccome poi tutte le opinioni sono contro i vertici del PD, questo si tradurrebbe in un “tutti a casa” e non penso che gli attuali dirigenti vogliano rinunciare alla... 

Berlusconi; internet deve essere regolamentato

Silvio Berlusconi ha annunciato che a gennaio, quando presiederà il prossimo G8 che sarà un G20, porterà “sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo”. Sembra che l’obiettivo sia di dare regole certe ad una rete che al momento sfugge ad ogni controllo.
Berlusconi osserva che “per quanto riguarda internet manca una regolamentazione comune” ma non aggiunge nessun altro dettaglio sul possibile intervento di regolamentazione e controllo che andrà a proporre al G20. Che ci attenderà dunque?  Continua →