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	<title>Blog di Andrez &#187; Fascismo &amp; dittature</title>
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	<description>Riflessioni ed osservazioni sulla società e l&#039;impegno civile</description>
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		<title>B= Mussolini?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 11:53:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da anni si allude al parallelo tra la figura di Benito Mussolini e quella dell’attuale premier italiano ( si è andati anche più in là, fino in Germania, ma teniamoci alla storia patria, almeno per ora). Abbiamo lasciato dire per anni, analizzando questo paragone, che ora ci sentiamo di dichiarare sostanzialmente fuori tema. Vero è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6090" title="cav-muss" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/04/cav-muss-300x291.gif" alt="cav-muss" width="300" height="291" />Da anni si allude al parallelo tra la figura di <strong>Benito Mussolini</strong> e quella dell’attuale premier italiano ( si è andati anche più in là, fino in Germania, ma teniamoci alla storia patria, almeno per ora).</p>
<p>Abbiamo lasciato dire per anni, analizzando questo paragone, che ora ci sentiamo di dichiarare sostanzialmente fuori tema.<br />
Vero è che la propaganda, per esempio, fu attentamente organizzata anche allora, invadendo i media presenti ( stampa, la radio quando arrivò, i cinegiornali); pure ammettiamo che il culto della virilità era parte integrante dell&#8217;immagine del capo; e anche allora Milano fece la sua brava parte, poiché da lì partirono i finanziamenti; ma la similitudine ci sembra fermarsi qui, anche per non far torto alla storia.</p>
<p>Essa si ripete, come ci insegna Vico; ma non è mai sovrapponibile, come ci insegna l&#8217;esperienza.<br />
In questa disamina , sembreremo fascisti, per farci antifascisti.</p>
<p><strong>Iniziamo da Benito.</strong><br />
<strong>Il suo passato</strong>. Figlio del popolo, testa calda già a scuola, facile alle risse, si diplomò maestro, combatté nella I guerra mondiale, passò al giornalismo, cambiò idea su più fronti ( da neutralista a interventista, da socialista a nazionalista), ma aveva certamente padronanza di stile e di linguaggio.</p>
<p><strong>Passiamo al privato</strong>. Benito, sanguigno romagnolo doc, teneva, molto a modo suo, alla famiglia, separandola latinamente dallo spazio digressioni, dove permise tragedie imperdonabili ( l&#8217;internamento dell&#8217;amante Ida Dalser e del loro figlio Benito Albino), ma si guadagnò anche strenue dedizioni, simboleggiate dalla figura di Claretta Petacci, che si immolò per amor suo: una donna passionale e un po&#8217; morbosa, frivola e velleitaria, che però, certamente non lo avrebbe mai chiamato culo flaccido. Insomma, esisteva un minimo di rispetto in questi rapporti. Inoltre egli si limitava all&#8217;usurata parte del tombeur des femmes, che ci ricorda (pensando alle medagliette con il suo nome) più Rodolfo Valentino o un divo rock di qualche decennio più tardi, che un sibarita senza freni: tipo da una botta e via.</p>
<p><strong>Vediamo ora l&#8217;immagine creata su misura per il leader maximo</strong>. Il duce era onniscente e onnipotente, questa l&#8217;icona, portata avanti anche dopo la sua caduta dagli esegeti come Roberto Gervaso, il quale gli attribuisce pure qualità di ottimo pilota, mai esistite. Però, il nostro non disdegnava di mostrarsi nuotando, sulla motocicletta, al volante (dove amava fare vruum vruum), a cavallo, nei panni di schermidore. Qualche testimone dell&#8217;epoca, come la principessa Maria José, ha raccontatato che, spente le telecamere, il duce si accasciava stanco, col fiatone, stremato dalla messinscena (dopotutto, era di fisico atticciato).</p>
<p><strong>Veniamo all&#8217;azione politica</strong>. Il fascismo si affermò causa la debolezza della malferma democrazia di una nazione unita da pochi decenni. Dopo essersi imposto con la violenza e le provocazioni ( di cui leggiamo un&#8217; eco negli atteggiamenti della nipotissima Alessandra), il duce e i suoi scherani misero su un nuovo Stato, minuziosamente organizzato nei gangli burocratici, prevedendo forme di educazione giovanile e scolastica con l&#8217;ausilio di illustri contributi, puntando molto sullo sport (anche per le ragazze, la donna fascista doveva essere intrepida e non lamentosa).<br />
Professionisti di vaglia, come l&#8217;architetto Piacentini, diedero un&#8217;impronta fashion all&#8217;epoca, con le nuove forme architettoniche che resistono anche nelle ex colonie; fu creata Cinecittà, avviando una produzione cinematografica di ottimo livello, la cui scuola fu rinomata anche molto in seguito.</p>
<p><strong>Veniamo alla pubblica sicurezza</strong>. Essa era la punta del diamante del ventennio, pur se era ben più facile mantenerla in tempi senza droga di massa o libera circolazione di individui, e con  le case chiuse a contenere il vizio. I rapporti con la mafia? I padrini all&#8217;inizio simpatizzarono per l&#8217;astro nascente, che però li cacciò in America, proponendosi di bonificare il Sud da quel cànchero, dopo averne migliorato alcune strutture, averlo fornito di acquedotti, aver eliminato in parte la piaga delle paludi.</p>
<p><strong>I rapporti con la Chiesa</strong>. Sappiamo che i coniugi Mussolini &#8211; conviventi, poi sposi in municipio &#8211; non erano molto religiosi e convolarono in Chiesa solo per opportunità politica. Si parlò perfino di introdurre il piccolo divorzio sul modello francese, poi si ebbe bisogno del Vaticano e la laicità divenne un sogno, ma mai Mussolini ostentò devozione o bigotteria. L&#8217;omosessualità era perseguitata, perché i tempi erano oscuri: in tutto il mondo, non solo qui.</p>
<p><strong>Il capitolo razzismo</strong>. Quella era un Italia semianalfabeta, rurale, legata al campanile e al patriarcato, le donne ancora non votavano. Forse l&#8217;apertura mentale non era garantita, e l&#8217;ignoranza l&#8217;avrebbe giustificata in parte. Tuttavia nelle colonie i nostri soldati si accasarono volentieri con le africane, nacquero figli ( che se illegittimi avranno poi diversi disagi proprio laggiù), e nel modo un po’ superficiale e leggero degli italiani, l&#8217;integrazione era in corso, imposta come un dato di fatto, come prodotto del colonialismo. A proposito di quest&#8217;ultimo, è certamente da deprecare, ma allora, così facevan tutti: eppure si venera Churchill, quando si sa che il signor Ghandi cercò l&#8217;alleanza proprio di Mussolini, contro l&#8217;Inghilterra.<br />
Ci furono in seguito le leggi razziali: un errore tattico ( al di là dell&#8217;abominio assodato), poichè le comunità ebraiche non erano certo ostili al fascismo.<br />
Ci fermiamo qui, perché ,dopo, ci sarebbe il capitolo guerra, e noi speriamo di non doverci arrivare per un confronto compiuto.</p>
<p><strong>Occupiamoci ora di Silvio Bandana. </strong><br />
<strong>Bruttino e tappo</strong>, l’esatto contrario della tipologia fisica che pretende negli altri, botulinato e imbustato da capo a piedi, pesante come un sasso, licenzioso, volgare, puttaniere non confesso, ammiratore di mafiosi, assoldatore di pregiudicati che mette in parlamento, fautore di una televisione fatta di pornografia per le bocche buone, baciapile, medico mancato quando parla di sesso con spinolese in un letto d’ospedale, lascia marcire le città terremotate e promette opere mai viste.</p>
<p><strong>Nel 1993 avevamo un&#8217;Italia</strong>, in teoria maturata dopo guerre, terrorismo, caduta del Muro, Tangentopoli, che pareva pronta a voltare pagina. La popolazione aveva acquisito una cultura medio alta, come dire un diploma per tutti, spesso con frequentazioni universitarie; le donne votavano, lavoravano, avevano acquisito il diritto a sesso libero e maternità responsabile, anche grazie alle battaglie della sinistra. C&#8217;era il divorzio.</p>
<p><strong>La democrazia elettorale</strong> era una realtà consolidata e, anche se i governi non avevano vita facile, questo pareva confacere al volubile popolo dello stivale. Era stato sancito il diritto alla libertà religiosa e alcune confessioni stavano stipulando specifici accordi con lo Stato italiano, per garantire ai cittadini l&#8217;opzione e l&#8217;esercizio della pratica prescelta. La gente viaggiava, conosceva nuove culture, imparava le lingue, si divertiva in discoteca o sulle strade piene di offerte etero, gay o doubleface, spesso straniere, senza che nessuno obiettasse alcunché, perché gli italiani di disciplina non vogliono sentir parlare (Mussolini lo sapeva).<br />
Nondimeno, milioni di italiani un bel giorno si dissero stufi ( ora sappiamo di che: di non farsi abbastanza i metacazzi loro). E partì la sarabanda – na del puffo di Arcore.</p>
<p><strong>La televisione </strong>pareva un circo e la esportavamo allegramente all&#8217;estero, perchè ci piace smarronare e offrire un&#8217;immagine vincente. La mafia imperversava e, dopo le lacrimucce ufficiali per i morti sul campo, tutto tornava allegramente come prima, tra corruttele, malaffare e una mano lava l&#8217;altra, che da Merano a Enna van benissimo a tutti. L&#8217;evasione fiscale trionfava tra il giubilo di chi poteva praticarla; la nazionale di calcio un po&#8217; vinceva e un po&#8217; meno, ma poi alla fine, c&#8217;era sempre il campionato, con quattro fighetti pagati come sceicchi, tutto ciò che ai nostri tifosi piace tanto e pazienza se nel frattempo aumenta la disoccupazione, mica toccherà a me, c&#8217; è sempre lo zio di mio cognato che è capo di gabinetto della sottodivisione di qualche cappero, che mi darà una mano per mio figlio.</p>
<p><strong>Ecco, questa Italia</strong> in gran parte degradata, sfigurata dai razzisti della Lega, sempre più ignorante e volgare, bigotta per facciata, marcia appena dietro, culla dell&#8217;intolleranza, deserto occupazionale, dove va tutto bene purché si sappia chi è andato in nomination all&#8217;ultimo reality, insomma uno specchio del suo premier, a voi sembra somigliare a quella fascista?<br />
A noi, no.</p>
<p>Aborriamo l&#8217;olio di ricino, i gas in Etiopia, i vagoni piombati, la tronfia retorica, il machismo insulso, l&#8217;arroganza, insomma tutto ciò che è fascismo; ma non pensavamo di andare a rischiare anche di peggio.</p>
<p>Invece il peggio sta accadendo.</p>
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		<title>Siamo un popolo immaturo?</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2011 07:10:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un interessante articolo di Scalfari, il popolo italiano viene da lui definito ancora all&#8217;infanzia. &#8220;Siamo già decrepiti e questo significa che non siamo mai stati maturi. Siamo civilmente immaturi, anarcoidi, politicamente cinici, generosi, laboriosi, bugiardi, malleabili, intransigenti. Anime belle e anime morte. Siamo tutti così, chi più chi meno. Adesso è arrivata l&#8217;ora di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5740" title="B-pazzoide" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/03/B-pazzoide-280x300.jpg" alt="B-pazzoide" width="280" height="300" />In un interessante articolo di Scalfari, il <strong>popolo italiano</strong> viene da lui definito ancora all&#8217;infanzia.</p>
<p>&#8220;<span style="color: #000080;">Siamo già decrepiti e questo significa che non siamo mai stati maturi. Siamo civilmente immaturi, anarcoidi, politicamente cinici, generosi, laboriosi, bugiardi, malleabili, intransigenti. Anime belle e anime morte. Siamo tutti così, chi più chi meno. Adesso è arrivata l&#8217;ora di maturare. La scommessa è questa. La memoria del Risorgimento ci può aiutare ma tutto dipende da noi, qui e ora.</span>&#8221;</p>
<p>In effetti è questa l&#8217;immagine che il popolo italiano offre di sè. Se non peggio.  Ma come abbiamo scritto tante volte, una Nazione ed un popolo sono l&#8217;espressione dei propri governanti. Se è vero che ogni popolo ha il governo che si merita, all&#8217;opposto è anche vero che, in modalità <em>cane che si morde la coda</em>, ogni regime tende a far esprimere il popolo a propria immagine e somiglianza.</p>
<p>La storia dell&#8217;Italia dell&#8217;ultimo secolo è stata caratterizzata da un Re<em> fellone</em>, cinico e schivo, bugiardo e rancoroso, circondato da cortigiani capaci di essere espressione di questo solo stile di vita, e poi dal dittatore fanfarone,  circondato dai suoi fanatici gerarchi da operetta. Il tutto era immerso nel bigottismo dela Chiesa e nella capillare diffusione del religioso <em>senso di colpa e di espiazione</em>.   L&#8217;ambientino era questo e questo il modello da seguire che era offerto agli italiani nei loro rapporti interpersonali e professionali.</p>
<p>Nel periodo postbellico molti degli esponenti di questa linea di <em>pensiero </em>divennero democristiani e se pur in modo meno esasperato non fecero che rilanciare il precedente stile di vita;  falso, borghese e bigotto.</p>
<p>Con il nascere del berlusconismo il &#8216;potere&#8217; è passato definitivamente nelle mani di mascalzoni affaristi, tanto ignoranti quanto arroganti, e si è di fatto tornati a indicare nella peggiore immagine di cittadino l&#8217;esempio da seguire. I  vari Cicchitto e Prestigiacomo, Gasparri e La Russa, Gelmini e Brunetta, Scajola e Verdini, ben coordinati dallo stesso Berlusconi, ogni giorno ci mostrano la loro sboccata e devastata  concezione di Stato ed Istituzioni, plasmando quotidianamente il loro modello di cittadino: <strong>lo Stupido</strong>. Un buzzurro ignorante e furbetto, privo di valori etici e bramoso di soldi e apparenza ad ogni costo, ma facile da manipolare, convincere e controllare.</p>
<p>In fin dei conti Scalfari ha anche ragione, è questo il cittadino italiano che i media a tutte le ore mostrano e che, ad ogni livello, ha in mano le redini di comando del Paese.</p>
<p>Ma diciamo sempre che esiste anche un&#8217;altra Italia, anche se sofferente essa stessa di questi sintomi infettanti.  Non lo so se l<span style="color: #000000;">a memoria del  Risorgimento ci può aiutare, ma senza dubbio </span><span style="color: #000000;">è  arrivata l&#8217;ora di maturare.  La scommessa è questa e tutto dipende da noi, da quelli che non si sono lasciati instupidire,  qui e ora.</span></p>
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		<title>Il fascismo come parentesi aperta</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 06:42:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo di Giustizia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una polemica nota, quella tra Gramsci e Croce sul fascismo. Croce era convinto che era una parentesi nella storia d&#8217;Italia. Insomma la storia d&#8217;Italia era un bel racconto deturpato da un brutto inciso. Un tratto di penna e cade la parentesi. Solo che quel tratto di penna è costato la vita di tanti che stavano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5293" title="mussolini-berlusconi" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/02/mussolini-berlusconi.jpg" alt="mussolini-berlusconi" width="315" height="306" />E&#8217; una polemica nota, quella tra Gramsci e Croce sul fascismo. </strong></p>
<p>Croce era convinto che era una parentesi nella storia d&#8217;Italia. Insomma la storia d&#8217;Italia era un bel racconto deturpato da un brutto inciso. Un tratto di penna e cade la parentesi. Solo che quel tratto di penna è costato la vita di tanti che stavano fuori la parentesi. Per Gramsci invece il fascismo si leggeva in controluce in tutte le pagine della storia d&#8217;Italia.</p>
<p>A partire dal Risorgimento. Una bella pagina di storia scritta dal coraggio e dalla passione della migliore gioventù scritta su carta sgualcita: i capitalisti del Nord che si alleano con la rendita parassitaria del agrari del Sud. Un blocco storico sbagliato che avrebbe portato il Paese perennemente sull&#8217;orlo di situazioni autoritarie in concomitanza di crisi economiche e politiche. Era successo anche prima del 22 ottobre 1922: già negli anni della Grande Guerra il re confermò il Governo Salandra nonostante gli mancasse il consenso delle Camere.</p>
<p>E a fine secolo non furono percorse scorciatoie autoritarie con il governo Pelloux? E il governo di  Crispi, ex garibaldino, che proveniva dalla sinistra, non fu un pugno autoritario? Gramsci era uno che sapeva decifrare i segni, non gli ci volle molto per capire che le classi dirigenti italiane avevano il brutto vizio del sovversivismo: ogni volta che gli butta male rovesciano il tavolo. Ieri e oggi a Milano si sono svolte le prove tecniche dell&#8217;insurrezione popolare per sostenere il governo.</p>
<p>Al Palazzo di Giustizia è andata male: una Santanchè livida e qualche decina di anziani si sono riuniti per sostenere il diritto del Caimano di andare a donne (sicuri che è questa la questione?) e si sono presi un po&#8217; di insulti dai passanti. Oggi Ferrara ha steso il bucato in un teatro dal nome che istiga all&#8217;umorismo e ha suggerito a Zagrebelsky di prendere lezioni da Iva Zanicchi. Non credo che Zagrebelsky abbia intenzione di mettersi a cantare, perciò è meglio che lasci perdere. Ferrara era tutto infervorato, ha pure sudato parecchio. Dicono che alla fine ha dovuto stendere in mezzo alle mutande pure la sua camicia. Non era una spettacolo per gente per bene.</p>
<p>Ma il sovversivismo non è per bene, è volgare, triviale, banale. E&#8217; il linguaggio delle classi dirigenti che chiama a raccolta il popolo per togliergli le castagne dal fuoco. E&#8217; la voce sgraziata e arrogante di chi attacca perché non sa come difendersi. E&#8217; lo sbraitare scomposto di chi non vuole prendere atto dei suoi fallimenti. E&#8217; lo spirito di Crispi, Pelloux, Salandra, Mussolini, Tambroni e &#8230;.. Craxi, anche lui non era immune da tentazioni autoritarie.</p>
<p>E&#8217; quella parentesi che Croce riteneva aperta-e-chiusa e invece è sempre rimasta aperta. E confonde la storia. E che sarebbe ora di chiudere, approfittando delle celebrazioni dei 150 anni dall&#8217;Unità d&#8217;Italia. Un confronto franco e senza ipocrisie sulle nostre radici per chiudere quella parentesi. Ma bisognerebbe farlo capire alla Lega, che si chiama fuori dai festeggiamenti dell&#8217;Unità d&#8217;Italia, che un federalismo senza affrontare i nodi che aggrovigliano il rapporto Nord-Sud sarebbe un nuovo Risorgimento tradito.</p>
<p>E una parentesi febbrile che rimane aperta.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/nq7bNFDH_IU&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/nq7bNFDH_IU&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Galeazzo Ciano e le ipotesi della storia</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Feb 2011 18:50:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fascismo & dittature]]></category>
		<category><![CDATA[Galeazzo Ciano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un approfondimento su certi temi, è di competenza degli storici. Noi, da persone della strada, ci limitiamo a mettere insieme ricordi, letture, qualche paradosso utile alla comprensione, qualche provocazione sfidante ( se ci riusciamo, s’intende). Mettiamo di appartenere al mainstream della media borghesia che ha attraversato un po’ di fascismo, la guerra, il dopoguerra; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un approfondimento su certi temi, è di competenza degli storici. Noi, da persone della strada, ci limitiamo a mettere insieme ricordi, letture, qualche paradosso utile alla comprensione, qualche provocazione sfidante ( se ci riusciamo, s’intende).<br />
Mettiamo di appartenere al mainstream della media borghesia che ha attraversato un po’ di fascismo, la guerra, il dopoguerra; di non aver particolarmente amato Mussolini, ma di appartenere a quella folla che osserva, prova a capire, poi dice “mah” e se ne va a dormire.<br />
Anche un attore molto amato come Alberto Sordi rimpiangeva il ventennio: lui, figlio di un maestro orchestrale, ne rammentava l’atmosfera – romana significativamente – di trionfo delle arti, di rinnovo estetico grazie all’affermarsi dell’architettura moderna, il sogno coloniale, la pace sociale che per un poco fu assicurata – ricordiamoci dei tumulti di inizio secolo,del terrore dei bolscevichi, di tutto ciò che ancora  spaventava  gli amanti del quieto vivere.<br />
Orbene, in quest’ottica, e solo in questa, inquadriamo i personaggi con altri riflettori, come in un gioco teatrale, una piéce, della serie “ sliding doors”: pensate se invece fosse andata così.<br />
Galeazzo Ciano, da Livorno, appartenente a nobile famiglia,  fece breccia nella rude e androgina Edda e riuscì a sposarla, con l’approvazione dell’ingombrante suocero, accompagnato invece dallo scettico sorriso dell’ “ardzora” Rachele, che diffidava della tenuta matrimoniale della figlia.<br />
Si trattò infatti di un connubio poco riuscito, benché allietato da tre figli; coronato da disgrazie familiari anche successive alla morte del capofamiglia e al conflitto; di un ménage “aperto”, più  degno di una coppia  di amici un po’ complici e un po’ in competizione, che di coniugi affiatati.<br />
Pagato questo tributo al gossip d’annata, basato peraltro sulle sole interviste alla vedova  in tempi  di bilanci esistenziali, va rilevato che Ciano rappresentava un uomo politico avanti rispetto ai tempi: forse perfino agli attuali, a misurar con il metro italiano.</p>
<p>Di bell’aspetto e buoni modi, sportivo quanto bastava, brillante, tombeur de femmes, poliglotta, occidentalista convinto, era un frutto del suo ambiente, dunque ben figurava nella carriera diplomatica che, all’inizio della sua attività di “primo genero,” gli fu assegnata d’ufficio.<br />
Non pensiamo che simpatizzasse per la sinistra, questo no davvero; ma per le riforme liberali, l’avvicinamento agli Stati Uniti, avendo in odio le persecuzioni razziali (che per un livornese, avvezzo a frequentare ebrei di cultura, erano impensabili), questo sì.<br />
Tollerò tutto, e questo è il primo addebito, in nome dell’ambizione. Non riuscì in tempo a fermare la follia, e questo non sarebbe stato probabilmente alla sua portata. Quando la situazione precipitò, non riuscì a prendere in mano la situazione: odiato dai tedeschi<br />
( l’opinione migliore che ne avevano era quella di un vanesio adatto al massimo ai balli di società), considerato ambiguo e poco risoluto, si fidò di amici improbabili alla  Pavolini e si ritrovò solo quando avrebbe avuto bisogno d’aiuto: solo Edda tentò disperatamente di salvarlo.<br />
Tradì? Da un certo punto di vista, sì. Al duce doveva molto, ma contribuì a defenestrarlo, peraltro quando la sorte del conducator di Predappio era ormai segnata.<br />
Se fosse riuscito nell’intento di girare il timone verso l’Atlantico ed essere credibile – impresa dura, ma non impossibile, sarebbe bastato aiutare qualche perseguitato a schivare i lager ma non esistono prove in tal senso – avrebbe potuto dare un senso alla disavventura ed evitare la guerra civile.<br />
Anche Churchill è bollato di doppiogiochismo, e dopo la guerra perse le elezioni, ma infine è celebrato come un eroe della pace; Francisco Franco è morto nel suo letto, come Pinochet, Peròn, e altri dittatori sanguinari che Europa e USA hanno blandito in tempi di guerra fredda. E’ ipotizzabile che Galeazzo Ciano, con il suo indubbio fascino e una allure internazionale  che mancano e sono mancati a quasi tutta la classe politica successiva, non avrebbe sfigurato nel traghettare l’Italia in una prospettiva civile e moderatamente progressista. Forse i cittadini dello stivale avrebbero vissuto sotto anestesia, rivendicando meno e ballando di più…ma ora scopriamo che hanno dormito comunque, e allora!<br />
Fine della pièce.</p>
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		<title>La Resistenza</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 03:55:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[repubblica Montefiorino]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_213" class="wp-caption alignleft" style="width: 302px"><a href="http://andrez.cotti.biz"><img src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2009/12/Dartagnan300-292x300.jpg" alt="Il Partigiano Dartagnan" title="Dartagnan300" width="292" height="300" class="size-medium wp-image-213" /></a><p class="wp-caption-text">Il Partigiano Dartagnan</p></div>« Era giunta l&#8217;ora di resistere; era giunta l&#8217;ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. »</p>
<p>La Resistenza è stata l&#8217;opposizione politica e militare contro l&#8217;invasione nazista dell&#8217;Italia e contro la Repubblica Sociale di Salò che la sosteneneva, posta in essere da liberi cittadini, movimenti e partiti antifascisti di differenti posizioni politiche e appartenenti al disciolte Forze Armate.<br />
Alla fine del conflitto bellico aveva raggiunto una consistenza di oltre 300.000 uomini.</p>
<p>Presente in molti stati europei, il fenomeno della Resistenza in Italia ha storicamente presentato la sua massima espressione ed era caratterizzata da molteplici orientamenti politici come comunisti e cattolici, socialisti e liberali, monarchici, socialisti e  anarchici. Questi partiti che hanno animato la Resistenza nel Comitato di Liberazione Nazionale, hanno poi assieme costituito i primi governi del dopoguerra.</p>
<p>Durante il periodo di attività militare della Resistenza, furono create due Repubbliche indipendenti, come la Repubblica di Montefiorino, in territori liberati dall&#8217;occupazione nazifascista. </p>
<p>Il periodo storico della Resistenza italiana inizia dopo l&#8217;armistizio dell&#8217;8 settembre 1943 e termina il 25 aprile 1945, data dell&#8217;appello per insurezione armata della città di Milano.<br />
La Resistenza italiana è stata la prima parte del periodo costituzionale transitorio.<br />
Questo periodo si conclude politicamente con la nomina del primo governo Parri del 21 giugno 1945.<br />
La seconda parte è terminata il 1 gennaio 1948, quando è stata applicata la nuova Costituzione Italiana.</p>
<p>« <em>Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. </em>»  (Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955) </p>
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		<title>Ogni giorno un passo verso il REGIME</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 04:45:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[minculpop]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni giorno un passo verso il REGIME. Oggi il CDA della RAI decide le nuove linee guida approvate dall&#8217;AgCom; un organismo politico sanzionerà voci e posizioni dissidenti o fuori dal coro. Viene ricreato il MinCul-Pop fascista ed ogni notizia, scenetta, satira o spettacolo passerà solo se gradito al REGIME. La principale responsabilità di tutto questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giorno un passo verso il REGIME. Oggi il CDA della RAI decide le nuove linee guida approvate dall&#8217;AgCom; un organismo politico sanzionerà voci e posizioni dissidenti o fuori dal coro. Viene ricreato il MinCul-Pop fascista ed ogni notizia, scenetta, satira o spettacolo passerà solo se gradito al REGIME. La principale responsabilità di tutto questo resta la nostra indifferenza.</p>
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