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	<title>Blog di Andrez &#187; democrazia</title>
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	<description>Riflessioni ed osservazioni sulla società e l&#039;impegno civile</description>
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		<title>Onora la faccia del vecchio</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 08:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; scritto nel Levitico &#8220;Onora la faccia del vecchio&#8221;, ma loro sono tornati in piazza più arrabbiati e nervosi di un anno fa per sputargli in faccia. E con mille ragioni, perché non si prende così in giro una generazione. Perché è giusto onorare la faccia del vecchio, &#8220;la faccia del vecchio è un bene [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7872" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/10/BERLUSCONI-TRUCCO.jpg" alt="" width="500" height="333" />E&#8217; scritto nel Levitico &#8220;Onora la faccia del vecchio&#8221;, ma loro sono  tornati in piazza più arrabbiati e nervosi di un anno fa per sputargli  in faccia. E con mille ragioni, perché non si prende così in giro una  generazione.</p>
<p>Perché è giusto onorare la faccia del vecchio, &#8220;la faccia  del vecchio è un bene per il gruppo&#8221; diceva Hillman, ma deve essere la  sua, quella vera, non una maschera di cerone sormontata da un tappeto di  peli di topo. <em></em></p>
<p><em>Absit iniuria verbis</em>, va detto senza ironia,  perché queste facce grottesche di vecchi sono ormai un esercito di  cloni: tutta la cultura occidentale è ripiegata sul mito della  giovinezza, quella che è solo una fase della vita umana deve essere  stiracchiata con cosmetici, palestre e chirurgia estetica per coprirla  tutta. Le altre età sono inutili: se il mercato è l&#8217;unico riferimento  delle vite umane, allora l&#8217;imperativo è essere biologicamente forti,  economicamente produttivi ed esteticamenti belli. Cioè giovani. Cioè  funzionali al mercato per produrre, ma ancora di più per consumare: i  vecchi vanno a letto con un brodino, sono i giovani che ingrassano i <em>brand</em> e la società dello spettacolo.</p>
<p>E allora occorre ringiovanire i vecchi,  poco importa se il risultato è grottesco, basta guardare il più degno  rappresentante della gerontocrazia farlocca, il tizio presidente del  consiglio. Ma quest&#8217;operazione di adulterazione della gioventù significa  anche mortificazione della vera gioventù: i gerontogiovanotti al potere  non hanno nessun interesse a coltivare la gioventù doc, cioè educarla e  istruirla per prepararla alla vita. Non ha importanza se le università  sono allo sbando e le agenzie di rating le bocciano, se le scuole sono  fatiscenti e bisogna portarsi da casa la carta igienica. Chi si deve  formare?</p>
<p>Tra poco andremo in pensione ad 80 anni, i giovani possono  restare parcheggiati nel limbo del consumo di IPhone, magliette griffate  e Tv imbecille. Ignoranti e intontiti perché è saltato l&#8217;ordine  naturale che snodava la vita umana in fasi progressive, ciascuna con la  sua missione: quella della gioventù di apprendere per poi essere in  grado di agire, quella della maturità di agire per poi essere in grado  di insegnare e quella della vecchiaia per insegnare per essere in grado  di guardare in faccia la morte senza il rimpianto di non avere lasciato  alcuna eredità.</p>
<p>Ma il mercato con la sua voracità ha preteso di dilatare  l&#8217;età dell&#8217;uomo più funzionale ai suoi interessi e ha mischiato le  carte: tutti giovani, quindi nessuno veramente giovane e quindi  meritevole delle cure e tutele che una società sana destina ai suoi  figli: non poteva funzionare e quindi ora sono giustamente arrabbiati. E  sono doppiamente infuriati perché hanno subodorato che si sta  organizzando sulla loro pelle l&#8217;ennesima beffa: quella di metterli  contro i veri vecchi, i lavoratori, pensionati, i rimasti disoccupati, i  cassintegrati, quelli che non partecipano alla farsa grottesca dei  ceroni e dei tappeti di peli di topo in testa, i vecchi che non guardano  lo specchio magico che trasforma un vecchio rincoglionito nel più bello  del reame con undici oche fuori della porta.</p>
<p>E perciò bloccano  indignati le strade perché non ci credono alla favola che mettere mano  ai diritti del lavoro è cosa buona e giusta per il loro bene, per  offrirgli opportunità. Rimettere al centro i beni pubblici offre loro  opportunità, sottrarre al mercato la loro gioventù per restituirla alla  sua naturale funzione: studiare per apprendere come fare di questo mondo  un posto decente.</p>
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		<title>La storia secondo Ferrara</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 05:49:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io Ferrara non lo commenterò mai più. Giuro, questa è l&#8217;ultima volta. Da oggi in poi può dire quello che gli pare, anche se non ho idea di cosa può aggiungere alle empietà che ha detto su La7 nel dibattito seguito al film &#8220;Silvio Forever&#8221;. Soprattutto quel capolavoro di asserzione che un essere umano (ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-7572" title="FERRARA" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/09/FERRARA1-204x300.jpg" alt="FERRARA" width="204" height="300" />Io Ferrara non lo commenterò mai più. Giuro, questa è l&#8217;ultima volta.</p>
<p>Da  oggi in poi può dire quello che gli pare, anche se non ho idea di cosa  può aggiungere alle empietà che ha detto su La7 nel dibattito seguito al  film &#8220;Silvio Forever&#8221;. Soprattutto quel capolavoro di asserzione che un  essere umano (ma forse anche un individuo di un&#8217;altra specie ominide)  non sarebbe capace di concepire neanche alle tre di notte in stato di  completa ebbrezza.</p>
<p>Riporto qui questa perla per mostrarla in tutto il  fulgore della sua insulsaggine: &#8220;<em>Lui entrerà nelle storia di questo  Paese, mentre alcune centinaia di nani che lo criticavano con puntiglio e  sussiego moralistico non ce li ricorderemo neanche in glossa</em>&#8220;.</p>
<p>Strepitoso anche il botto finale, la rivendicazione del merito di  Berlusconi di &#8220;<em>avere liberato questo Paese da una tendenza micragnosa,  protocollare,  insincera, ipocrita, formalistica a credere troppo nelle  regole. Avere fatto una grande ignezione di libertà psicologica</em>&#8220;.</p>
<p>Io ci  aggiungerei pure lo sdoganamento della moda di mettersi un tappeto di  peli di topo in testa, di scambiare le assemblee elettive per un troiaio  e di dare delle &#8220;culone chiaviche inchiavabili&#8221; alle premier europee e  così abbiamo fatto un intero capitolo del manuale di storia.</p>
<p>Però  neanche così avrà neanche un paragrafetto, dott. Ferrara, neanche quello  che si merita Lei per aver sdoganato quegli improponibili sandali che  sfoggia con orrore e raccapriccio dell&#8217;Italia intera. Perché Berlusconi,  nonostante le sue stravaganze e manifestazioni pschiatriche non ha  aggiunto nulla alla storia. Non ha innescato nessun processo nuovo, la  storia li sa riconoscere, non dubiti, dott. Ferrara, non si lascierà  irretire dalla teatralità di Berlusconi. Berlusconi esisteva già prima  che esistesse, era inscritto nella tendenza della società mondiale e  nella particolare connotazione assunta in tale contesto dalla società  italiana.</p>
<p>E&#8217; negli anni &#8217;80 che è cambiata la storia, non con Berlusconi  negli anni &#8217;90, dott. Ferrara, lei è in ritardo di una decina d&#8217;anni.  Quando qualcun altro, Craxi, sgomitando tra DC e PCI, vide che la  società italiana stava partorendo un nuovo ceto, una parte del ceto  medio stava mutando e si stava staccando dal corpo principale: era  quella galassia composta da partite Iva, professionisti, affaristi ed  arrampicatori sociali a cui piaceva la ventura, non le regole, il prendi  e fuggi, non il benessere conquistato con il lavoroduro di tutti i  giorni.</p>
<p>E fu Craxi a sdoganare questi tipi, Berlusconi ha solo raccolto,  fu Craxi ad aprirgli le porte della corruzione politica e della  pubblica amministrazione e ad allestirgli il paradiso della Milano da  bere. Un po&#8217; ci è arrivato anche Lei, dott. Ferrara, si nota  dall&#8221;accenno alla liberazione, che Lei ascrive come merito a  Berlusconi, dalle regole. Ed è proprio in questo passaggio però che si  coglie la debolezza della sua tesi relativa alla collocazione di  Berlusconi tra i grandi della storia.</p>
<p>Quei tipi non avevano bisogno di  un grande statista riformatore, ma solo di un teppista che picconasse  regole e garanzie, poi se la poteva pure spassare organizzando festini:  non è un lavoro che richiede studio e dedizione. Quindi, dott. Ferrara  non si illuda: la storia è seria, sa riconoscere gli statisti dagli  sfasciacarrozze. Però Le riconosco che una qualche ragione ce l&#8217;ha nel  sostenere che ha talento: a nessun Presidente del Consiglio italiano era  mai riuscito di affossare oltre all&#8217;Italia pure l&#8217;Europa, neanche a  Mussolini, ha dovuto mettersi a rimorchio di Hitler.</p>
<p>Si rassegni: avrà  un piccolo paragrafetto che dovrà dividere con i colleghi mondiali,  altrettanti <em>non-protagonist</em>i di questa insensata fase della storia che ha deciso di poter fare a meno delle regole e dei politici veri che le scrivono.</p>
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		<title>Sulla strage di Norvegia</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jul 2011 05:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una persona con un credo ha la forza di 100.000 persone che hanno solo interessi Sul profilo Facebook del fanatico che ha ammazzato tutti quei poveri figli c&#8217;è questa frase: &#8220;Una persona con un credo ha la forza di 100.000 persone che hanno solo interessi&#8221;. E&#8217; scopiazzata da John Stuart Mill, che però aveva scritto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7132" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/07/anders-autore-attentato-norvegia-oslo_290x435.jpg" alt="" width="290" height="435" /><strong>Una persona con un credo ha la forza di 100.000 persone che hanno solo interessi</strong></p>
<p>Sul profilo Facebook del fanatico che ha ammazzato tutti quei poveri  figli c&#8217;è questa frase: &#8220;Una persona con un credo ha la forza di 100.000  persone che hanno solo interessi&#8221;. E&#8217; scopiazzata da John Stuart Mill,  che però aveva scritto, per la precisione (quelli che vogliono  convincere con la ragione devono essere precisi, i fanatici si possono  permettere il lusso di essere grossolani, tanto dopo se vengono  confutati possono sempre mettere una bomba): &#8220;Una persona con un credo  ha la forza di 100.000 senza interessi&#8221;.</p>
<p>Ma non importa, è solo per la  precisione, gli estremisti non badano a questi dettagli, figuriamoci,  quella è gente che se ne frega delle vite umane. Ed era una bella frase,  quella del vecchio Stuart Mill, ma forse certa gente è meglio che i  libri non li legga, tanto ci capisce quello che già sa con granitica  certezza. Ed è questo il loro problema, non essere cristiani e  musulmani, le fedi sono tutte uguali, se le vivi con tolleranza e  rispetto per le opinioni altrui ti possono dare la forza di 100.000  uomini per rendere questo postaccio che è la Terra un po&#8217; più decente,  se no ti danno la forza di 100.000 uomini per ridurlo in macerie.</p>
<p>E  forse quella frase l&#8217;ha letta pure Jonas Gahr Store, il ministro degli  esteri norvegese, che pure lui ha un credo e tanta forza per dire: &#8220;<strong>Non  permetteremo che gli attentati ci cambino</strong>&#8220;. Ha fede nella democrazia, il  ministro, ed è una bella fede, ma è una fede di una luce meno  abbagliante, non ti acceca, si sparge soffusa per permetterti di vedere  te e gli altri. Si parla meglio, nella penombra, le cose non luccicano  di ideologia e le vedi per quelle che sono, senza bagliori ingannatori.</p>
<p>E  c&#8217;è pure un altro che quella frase la conosce, o forse mi piace solo  pensarlo, ed è un iman di una città alle porte di Amman che ha  intitolato la sua moschea a Gesù. Sissignore, a Gesù &#8220;Profeta di pace&#8221;,  così ha detto. E si deve avere un credo e la forza di 100.000 uomini per  dire così, forse ci rimetti la pelle, i fondamentalisti non ti  perdonano, ma lui ha una fede e la forza la trova. E io che sono atea  ripenso a quella frase famosa di Marx: &#8220;<strong>La religione è l&#8217;oppio dei  popoli</strong>&#8220;.</p>
<p>Che poi non è cosi&#8217;, per la precisione (noi non siamo  dogmatici, dobbiamo essere precisi, le nostre armi sono i ragionamenti  rigorosi che poggiamo su presupposti veri, non le bombe, che non hanno  bisogno di queste sottigliezze). Ha scritto precisamente così: &#8220;<strong>La  religione è il sospiro della creatura oppressa, è l&#8217;anima di un  mondo  senza cuore, di un mondo che è lo spirito di una condizione senza   spirito. Essa è l&#8217;oppio dei popoli</strong>&#8220;. E poi prosegue: &#8220;<strong>Eliminare la  religione in quanto illusoria felicità del popolo vuol dire esigere la  felicità reale. L’esigenza di abbandonare le illusioni sulla sua  condizione è l’esigenza di abbandonare una condizione che ha bisogno di  illusioni</strong>&#8220;.</p>
<p>Non è la stessa cosa: non si può confondere la critica alla  religione come consolazione con la critica assoluta alla religione. E mi  piace pensare che se Marx oggi vedesse quell&#8217;imam che cerca di  migliorare il mondo in senso laico forse direbbe: &#8220;Non è l&#8217;oppio dei  popoli, casomai è un bel vino corposo che fa bene al cuore  i cuori&#8221;.  Come direbbe del fanatico della Norvegia: &#8220;Questo non è oppio dei  popoli, questo è veleno&#8221;.</p>
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		<title>Voto Arancione</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 20:18:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri durante il concerto per Pisapia è comparso in cielo l&#8217;arcobaleno. Anzi ne sono apparsi due, il cielo si è voluto sprecare. Tutta quell&#8217;esplosione di colori per spazzare via la pioggia. E i Milanesi con il naso in sù a vedere quel miracolo inutile e bellissimo. Perché la natura non è micragnosa e avara come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6617" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/05/arcobaleno.jpg" alt="" width="200" height="228" /><strong>Ieri durante il concerto per Pisapia è comparso in cielo l&#8217;arcobaleno.  Anzi ne sono apparsi due, il cielo si è voluto sprecare</strong>.</p>
<p>Tutta  quell&#8217;esplosione di colori per spazzare via la pioggia. E i Milanesi con  il naso in sù a vedere quel miracolo inutile e bellissimo. Perché la  natura non è micragnosa e avara come noi che passiamo il tempo a  districare l&#8217;utile dall&#8217;inutile: la natura se ne frega ed è capace di  apparecchiarti uno spettacolo di cielo solo per dare la scusa a due  fessi qualunque di pomiciare sotto le stelle. E ieri i Milanesi che un  sogno già ce l&#8217;avevano hanno incominciato a sognare più forte sotto quel  cielo variopinto, e con loro gli Italiani. Io il mio bel sogno  arancione l&#8217;avevo già iniziato a sognare quando Vecchioni due settimane  fa ha fatto cantare i Milanesi per i Napoletani.</p>
<p>E io che non vado mai a  vedere i film d&#8217;amore perché mi scappa da ridere mentre gli altri  tirano fuori i fazzoletti ho tirato sù con il naso davanti a  quell&#8217;Italia pacificata che oramai credevo irrimediabilmente razzista. I  Milanesi cantavano con il cuore &#8220;O surdato &#8216;nnammurato&#8221; e io pensavo  &#8220;Ma tutta questa gente meravigliosa dove stava prima? Dove stava quando  Gentilini, Borghezio, Salvini, ecc. ecc. mi stavano facendo vergognare  di essere italiana?&#8221; Ma in ogni caso, ovunque stesse prima, è stato  grandioso vedere riempire quella piazza, uno di quei momenti che daresti  volentieri in cambio dieci anni di vita.</p>
<p>E ti viene pure compassione a  pensare a quelli con le corna, con le ampolle e i deliri di secessione:  &#8220;Peccato, non sapete che vi perdete ad essere razzisti!&#8221; E&#8217; stato in  quel momento magico che l&#8217;Italia non mi è parsa più stracciata in mille  egoismi e particolarismi, ogni pezzo di territorio e di società a  rincorrere il suo interesse, e la moltitudine a combattere astiosa e  rancorosa la sua guerra dei poveri: ognuno a cercare il nemico nel  vicino, quello che ti frega il lavoro o il parcheggio, il posto in  società o nella fila al supermercato, non importa, qualunque cosa sia,  non me la faccio fregare.</p>
<p>Mi è sembrata all&#8217;improvviso un&#8217;altra Italia,  quella piazza capace di emozionarsi e di emozionare così, di gente che  non vuole più sapere di vivere tra nemici, che non vuole più aggredire  nè avere paura di essere aggredita. Gente che ne ha le scatole piene (si  dice anche in un altro modo, ma questa è gente che non ce la fa più  neanche della volgarità) di uscire la mattina e vedere tutto grigio  anche se c&#8217;è il sole e allora ha scelto l&#8217;arancione, che è un colore un  po&#8217; così, è caldo, ma non fa paura e illumina anche quando piove. Ho  iniziato a sognare allora, in quel preciso istante in cui Vecchioni ha  iniziato a cantare per i Napoletani e i Milanesi con lui, il momento più  bello dello spettacolo non se lo sono riservati a loro, hanno deciso  che il momento più bello lo dovevano regalare ad un&#8217;altra città e così  ne hanno fatto un capolavoro.</p>
<p>Domani voto anch&#8217;io a Francavilla il  candidato sindaco del centrosinistra sapendo che anch&#8217;io sto votando  arancione. Perché in tutta Italia stiamo sognando lo stesso sogno:  lavoro, democrazia, solidarietà, una giustizia uguale per tutti e  dignità delle donne. E comunque andrà a finire noi questo sogno abbiamo  ripreso a sognarlo.</p>
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		<title>Gli indignati e i rassegnati</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 04:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E alla fine la marea è montata, le piazze indignate della Spagna si riverseranno in tutta Europa, anche in quelle italiane rassegnate, è solo questione di tempo. Dicono che siano le stesse onde dell&#8217;altra sponda del Mediterraneo che hanno travolto regimi e stanno cambiando la geografia del mondo, ma ogni terra dà alle acque il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6516" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/05/Spagna.jpg" alt="" width="310" height="174" />E alla fine la marea è montata, le piazze indignate della Spagna si  riverseranno in tutta Europa, anche in quelle italiane rassegnate, è  solo questione di tempo.</p>
<p>Dicono che siano le stesse onde dell&#8217;altra  sponda del Mediterraneo che hanno travolto regimi e stanno cambiando la  geografia del mondo, ma ogni terra dà alle acque il suo colore e le  intorbida dei suoi rifiuti. E la marea degli indignati europei monta da  un mare saturato dai rifiuti di quattro secoli, non degli ultimi due  decenni, negli ultimi due decenni l&#8217;Occidente ha solo accelerato la sua  corsa verso la catastrofe, ma la marcia era iniziata con la modernità.</p>
<p>E&#8217; nel &#8217;600 che l&#8217;uomo moderno iniziò il suo cammino di progresso ed era  un sentiero luminoso, di donne e uomini liberi dalla cappa della  superstizione e della verità imposta dall&#8217;autorità del papa e del re, un  sentiero che avrebbe portato ad un mondo perfetto, governato secondo  ragione e affrancato dai mali dalla scienza, quegli uomini e quelle  donne ne erano certi, si trattava solo di camminare e alla fine si  sarebbe realizzata la profezia di Bacone. Il caro vecchio Bacone, l&#8217;uomo  che più di tutti ha creduto nella scienza, era vera fede la sua,  venerava gli alambicchi dei primi stranamore come i crocifissi,  ugualmente strumenti di redenzione, il crocifisso che ci ha affrancato  dal peccato originale e la scienza che ci avrebbe liberato dalla  condanna di Dio per la disubbidienza: le fatiche del lavoro ed il  dolore.</p>
<p>Ecco che c&#8217;era alla fine del sentiero di quelle donne e quegli  uomini: il ritorno al paradiso terrestre. Ma anche sul sentiero più  luminoso si finisce sempre per fare qualche passo sbagliato che ti porta  fuori strada e adesso che siamo arrivati alla fine di quel cammino di  modernità non ci abbiamo trovato l&#8217;Eden, ci abbiamo trovato un deserto  postmoderno senza sentieri. Ci abbiamo trovato l&#8217;angoscia  dell&#8217;insicurezza e nessuna strada da indicare ai nostri figli. Eravamo  partiti bene, convinti che il progresso ci avrebbe resi liberi, ogni  generazione sarebbe stata un po&#8217; più felice di quella precedente, e ora i  nostri figli ci chiedono se la precarietà, l&#8217;insicurezza e il conflitto  permanente era quello che intendevamo per paradiso terrestre.</p>
<p>E ora gli  dobbiamo dire che qualcosa è andato storto, forse abbiamo voluto  strafare e tutta quella fiducia che riponevamo nella ragione alla fine  ci ha fatto incartare in un mondo che è un immenso apparato che ha  finito per intruppare quelle donne e uomini che volevano essere liberi  dal papa e dal re e hanno finito per essere mortificati da regole che  non guardano in faccia a nessuno: qui c&#8217;è lavoro per tot gente,  accapigliatevi per piazzarvi, gli scarti si arrangiassero. Eppure lo  dovevamo sapere che andava a finire così, abbiamo avuto quattro secoli  di tempo per correggere il tiro e pure qualche profeta, ma qualche  decennio fa invece di deviare il percorso abbiamo preso la rincorsa,  tutti appresso alla pecora nera del mercato globale fino al limite del  burrone.</p>
<p>E abbiamo predicato pure <em>così è se vi pare</em>, ma tanto  questi sono rassegnati, non sanno con chi prendersela e alla fine si  adegueranno. Erano i nostri figli e gli abbiamo detto: &#8220;Rassegnatevi!&#8221; E  loro invece si sono indignati. Non è un fuoco di paglia, non si  fermeranno, sommergeranno tutto con la propulsione delle maree che  partono da lontano, sono gli ultimi nati di un&#8217;era finita e i nuovi di  un&#8217;altra che non ancora inizia: quando la storia passa per uno di questi  crocevia non si ferma, deve sgombrare l&#8217;incrocio.</p>
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		<title>At salùt Busòn</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 19:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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		<description><![CDATA[Io sono tra quelle persone convinte che la coerenza non consiste nel non cambiare mai idea, ma essere rigorosi nella corrispondenza tra quello che si pensa, quello che si dice e quello che si fa. Come dice Socrate nell&#8217;Apologia. L&#8217;imparzialità è una chimera, nessuno di noi è imparziale. Ma ci si può sforzare a rappresentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6366" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/05/beppe-grillo-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" />Io sono tra quelle persone convinte che la coerenza non consiste nel non  cambiare mai idea, ma essere rigorosi nella corrispondenza tra quello  che si pensa, quello che si dice e quello che si fa.</p>
<p>Come dice Socrate  nell&#8217;Apologia. L&#8217;imparzialità è una chimera, nessuno di noi è  imparziale. Ma ci si può sforzare a rappresentare onestamente il proprio  punto di vista. Ossia a non nascondere il proprio retropensiero. Quindi  mi accingo a dichiarare onestamente la mia parzialità: Grillo non mi  piace. Mai piaciuto. E se continua così, mai mi piacerà.</p>
<p>Perché  rappresenta il nuovo, dice lui, ma per me quel tirare fendenti a destra e  a manca con uno spadone è un film già visto, è una pellicola consunta.  Perché sono all&#8217;antica e per me la politica è dialettica, confronto,  proposte che si sottopongono al giudizio e selezione delle migliori idee  mediante il dibattito. Perché ho in antipatia i leader solitari, quelli  che stanno su un piedistallo e gli altri tre metri sotto, mi piacciono i  collettivi, chi si mette su un piedistallo vede più lontano, ma sempre  due occhi soli e due orecchie sole ha, chi non tarpa le ali agli altri e  gli fa posto sul piedistallo ha tutti gli occhi e le orecchie che gli  servono per guardare lontano.</p>
<p>L&#8217;ho detto, Grillo non mi piace, quindi  nessuno adesso mi potrà accusare di nascondere le mie riserve mentali.  Non mi piace, ma lo tolleravo. Da ieri non più. Da quando ha pronunciato  quell&#8217;<em>AT SALUT BUSON</em> davanti a 15.000 persone, e spero che  non abbiano riso. Da quando pur di fare una battuta per caricare i suoi  fan ha offeso chi è da sempre sotto attacco omofobo e anzi ora più che  mai è perseguitato, insultato  e malmenato. Non so se se ne è accorto  Grillo, ma ormai quotidianamente la stampa riporta episodi di  intolleranza nei confronti degli omosessuali, li stanno massacrando, giù  botte appena vedono una coppia che si tiene per mano, come se loro non  avessero diritto alla tenerezza.</p>
<p>Ma Grillo lo sa che con quella battuta  vomitata dal palco ha riversato un&#8217;altra palata di quell&#8217;humus mefitico  su cui cresce rigogliosa l&#8217;omofobia, ma serviva a tirare l&#8217;applauso e  l&#8217;ha detta lo stesso, chissenefrega. E&#8217; la politica della &#8220;mozione degli  affetti&#8221;, quella che non si rivolge all&#8217;intelligenza degli uomini, li  eccita facendo leva sugli istinti, e più bassi sono, meglio è, gli  istinti più bassi sono quelli che hanno l&#8217;effetto più dirompente. Ma  sono come granate che esplodono, e dopo lasciano solo macerie. La  politica invece ha bisogno di riflessioni, ha bisogno non di tirare  bombe, ma di seminare grano, di coltivarlo e farlo crescere.</p>
<p>Grillo è il  nuovo che spazza il vecchio, dice lui. Ma sono vent&#8217;anni che in Italia  la politica è &#8220;mozione degli affetti&#8221;, bombe, granate e mitraglia. Sono  vent&#8217;anni che abbiamo le orecchie assordate dalla cacofonia  berlusconiana. Ed è da sempre che gli omosessuali sono chiamati &#8220;busòn&#8221; o  &#8220;ricchioni&#8221; a seconda delle regioni. E Grillo chiama questo il &#8220;nuovo&#8221;.  Spero che Grillo abbia il buon gusto di chiedere scusa agli omosessuali  per l&#8217;offesa che ha sputato loro in faccia.</p>
<p>E anche agli Italiani per  aver perseverato nella solita politica ammuffita vecchia di vent&#8217;anni.</p>
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		<title>Fine della democrazia</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 12:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo & dittature]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[stato di polizia]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Avvocato Pietro Palau Giovannetti, Presidente dell&#8217;Associazione Movimento per la giustizia &#8216;Robin Hood&#8217;, ha contestato i sostenitori dell&#8217;imputato Berlusconi che urlavano slogan contro la Magistratura. E&#8217; stato subito afferrato e portato via in malo modo da agenti della Digos con la scusa di doverlo identificare. Di fatto gli è stato impedito di esprimere il suo parere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Fine democrazia" src="http://www.agoravox.it/local/cache-vignettes/L300xH175/arton25487-13e4a.jpg" alt="" width="300" height="175" />L&#8217;Avvocato Pietro Palau Giovannetti, Presidente dell&#8217;Associazione Movimento per la giustizia &#8216;Robin Hood&#8217;, ha contestato i sostenitori dell&#8217;imputato Berlusconi che urlavano slogan contro la Magistratura.</p>
<p>E&#8217; stato subito afferrato e portato via in malo modo da agenti della Digos con la scusa di doverlo identificare.</p>
<p>Di fatto gli è stato impedito di esprimere il suo parere di fronte a chi manifestava contro i Giudici.</p>
<p>Ora è palese, la libertà di parola non esiste più; è  la fine della democrazia ragazzi.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6351" title="Avvocato_Palau" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/05/Avvocato_Palau-300x197.jpg" alt="Avvocato_Palau" width="300" height="197" />Ogni giorno ce ne viene scippata una fetta ed ora il limite è superato.</p>
<p>E&#8217; un Avvocato che lavora, è anziano ed è la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi e lì a palazzo giustizia ci sono le gigantografie di 3 giudici caduti nell&#8217;adempimento del loro dovere, uccisi dal terrorismo.</p>
<p>Non ce la fa a sentire gli slogan contro i Magistrati delle comparse dell&#8217;imputato Berlusconi e li contesta.  E viene strapazzato come un volgare teppista, per consentire alle comparse pagate di continuare indistrurbati il loro lavoro di sputtanamento della Magistratura.</p>
<p>Siamo al fascismo; il prossimo step sarà l&#8217;imposizione di &#8220;<em>viva il duce</em>&#8221; sotto minaccia di olio di ricino e manganello.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="340" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="flashvars" value="config=http://www.youreporter.it/player/ext/config.xml.php?vkey=9f1e7737c3faf001a308d3fb541f0fc3%26colors=youreporter%26size=normale" /><param name="src" value="http://static.youreporter.it/player/embed.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="340" src="http://static.youreporter.it/player/embed.swf" allowfullscreen="true" flashvars="config=http://www.youreporter.it/player/ext/config.xml.php?vkey=9f1e7737c3faf001a308d3fb541f0fc3%26colors=youreporter%26size=normale"></embed></object></p>
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		<title>Perchè la storia non si ripeta</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2011 10:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corruzione & malgoverno]]></category>
		<category><![CDATA[Fascismo & dittature]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[Asor Rosa ritiene che stiamo vivendo una profonda crisi strutturale di sistema. Stiamo arrivando all’apice di un totale snaturamento delle regole imposto in nome della «sovranità popolare». L’utilizzatore finale ed i suoi sodali stanno ponendo in essere la fine della separazione dei poteri, la mortificazione di ogni forma di «pubblico» (dalla scuola alla giustizia, dalle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-6095" title="ITALY POLITICS" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/04/camicia_nera-300x237.jpg" alt="ITALY POLITICS" width="300" height="237" />Asor Rosa</strong> ritiene che stiamo vivendo una profonda<strong> crisi strutturale di sistema</strong>.</p>
<p>Stiamo arrivando all’apice di un totale snaturamento delle regole imposto in nome della «sovranità popolare». L’utilizzatore finale ed i suoi sodali stanno ponendo in essere la fine della separazione dei poteri, la mortificazione di ogni forma di «pubblico» (dalla scuola alla giustizia, dalle forze armate alle forze dell&#8217;ordine, fino agli apparati dello stato), e stanno imponendo la creazione di un nuovo sistema autoritario-populistico dal quale non sarà più possibile uscire, se non arrivando ai limiti e oltre i confini della guerra civile.</p>
<p>La storia ci insegna che non sempre i sistemi democratici, quando arrivano ad essere preoccupati della propria sopravvivenza, reagiscono per mettere fine alla manovra che li annienta. Esempi eloquenti ci mostrano anzi che i sistemi democratici a volte purtroppo subiscono impotenti questi attacchi, e soccombono.</p>
<p>Quando nell’autunno del ‘22 le milizie fasciste imposero la <strong>marcia su Roma</strong> alla giovane democrazia italiana, nessuno avrebbe potuto criticare Vittorio Emanuele III se avesse schierato l&#8217;Armata per bloccarla. E lo stesso sarebbe stato se Hinderburg nel gennaio 1933 avesse continuato a negare il cancellierato a Adolf Hitler, chiedendo alla Reichswehr di far rispettare la sua decisione.  Furono due momenti della storia di queste democrazie in cui esse collassarono per la propria debolezza e non per la forza altrui. La forza altrui servì così a svelare le debolezze dei due sistemi democratici, rendendoli subalterni alla dittatura.</p>
<p>Possiamo quindi ritenere che le democrazie non collassano solo per attacchi esterni nè con i medesimi modi. Le situazioni cambiano e portano nuove forme d’attacco ai sistemi democratici;  l&#8217;Italia poi appare da sempre fertile di tali drammatiche esperienze. Difatti oggi vediamo che in Italia accade di nuovo perché (dall’opposizione innanzi tutto)<strong> il potere <span style="text-decoration: underline;">è stato messo</span> nelle mani un gruppo affaristico-delinquenziale</strong>; pensiamo solo a cosa ha significato non affrontare il «conflitto di interessi» quando si poteva! Questo gruppo affaristico-delinquenziale oggi può contare su di una maggioranza parlamentare corrotta al punto che sarebbe disposta a votare che gli asini volano se il Capo glielo chiedesse. I mezzi del Capo sono in ogni caso di tali dimensioni da poter allargare a macchia d’olio ogni giorno l&#8217;area della corruzione, sia al centro che in periferia: la situazione appare talmente infetta che all&#8217;interno delle istituzioni parlamentari i margini del consenso alla lobby affaristico-delinquenziale invece di diminuire, come sarebbe ovvio aspettarsi, aumentano.</p>
<p>Si è tentato <strong>per via parlamentare</strong> di arrestare il degrado democratico ma si è avuto un fallimento, esperienza che ha anzi aumentato vertiginosamente i rischi del degrado con la sfacciata compravendita dei parlamentari. La situazione appare dunque complessa e difficile, se non tragica;  potremmo dire che la democrazia in Italia oggi <strong>si dissolve per via democratica. </strong></p>
<p>La democrazia si sta dunque annulla da sè stessa invece che per una violenta spinta esterna; possiamo forse impedirlo?</p>
<p>Certo l&#8217;alternativa è: per garantire il rispetto formale delle regole democratiche si lascia che tutto proceda senza intervenire, accondiscendendo ai voleri e all&#8217;esistenza di una maggioranza parlamentare infetta,  priva di dubbi e disponibile ad ogni possibile vergogna e malaffare; oppure<strong> si decide di incidere il bubbone</strong>, (se pur nel rispetto dei valori democratici come la separazione dei poteri e lo Stato di diritto, la difesa e la tutela di ciò che è «pubblico» in ogni sua forma, e la prospettiva sempre presente, dell&#8217;alternanza di governo), chiudendo di forza questa fase esattamente allo scopo di aprirne subito dopo un&#8217;altra tutta diversa.</p>
<p>Nella nostra Italia di oggi è arrivato quel momento fatale in cui, se<strong> non si arresta il processo e si ripristinano i valori democratici</strong>, poi non resterà che assistere mortificati senza più rimedi né vie d’uscita alla fine della nostra democrazia.  Come arrestare tale processo?  Innanzitutto la pressione della parte rimasta sana del Paese è una fattore indispensabile di questo processo, ma sappiamo bene che è tutt’altro che sufficiente.</p>
<p>Occorre dunque una<strong> prova di forza</strong> che, autorevole e dalle ragioni inconfutabili, espressione della difesa dei capisaldi irrinunciabili del sistema repubblicano, arrivi dall’alto, dalla<strong> Presidenza della Repubblica, </strong>e instauri ciò che potremmo definire un normale «stato d&#8217;emergenza», e che avvalendosi, oltre ai manifestanti generosi di Polizia e Carabinieri,  congeli le Camere, sospenda tutte le immunità parlamentari, restituisca alla Magistratura le sue funzioni, stabilisca d&#8217;autorità nuove regole elettorali, rimuova risolvendolo per sempre il conflitto d&#8217;interessi e con esso le cause di affermazione e di sopravvivenza dell’attuale lobby affaristico-delinquenziale, e avvalendosi anche del più che prevedibile appoggio europeo, restituisca l&#8217;Italia alla sua vocazione democratica, portando il Paese ad una grande, onesta e seria consultazione elettorale, e soprattutto <strong>alla pari</strong>.</p>
<p>Il momento mi sembra dunque tale da dover <strong>salvare la nostra democrazia anche forzando le regole</strong>. Abbiamo ancora poche occasioni davanti per evitare che la storia si ripeta, e stanno rapidamente svanendo ogni giorno. Se non sapremo cogliere queste occasioni, la storia si ripeterà. E se si ripeterà ce la saremo voluta e non ci resterà che maledire la nostra indolenza.</p>
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		<title>Se non ora (che abbiamo raggiunto il fondo) quando?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 07:09:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lucia Del Grosso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Sciarpa bianca in nome della dignità. Piazza della Scala Milano Già il titolo della manifestazione delle donne indetta per il prossimo 13 febbraio evoca un ritardo nella mobilitazione. &#8220;Se non ora (che abbiamo raggiunto il fondo) quando&#8221;. C&#8217;è quel &#8220;tra parentesi&#8221;  omesso che pesa come un macigno sulla coscienza di tutte noi. Non ci voleva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sciarpa bianca in nome della dignità. Piazza della Scala Milano <a href="javascript:showNextPhoto();"> <span id="bigphotobox"><br />
<img title="Sciarpa bianca in nome della dignità" src="http://milano.repubblica.it/images/2011/01/29/165216958-e4095d96-5833-42a8-8b81-5d5e2baa477f.jpg" alt="Sciarpa bianca in nome della dignità" /><br />
</span></a></p>
<p>Già il titolo della manifestazione delle donne indetta per il prossimo 13 febbraio evoca un ritardo nella mobilitazione.</p>
<p><strong>&#8220;Se non ora (che abbiamo raggiunto il fondo) quando&#8221;. </strong></p>
<p>C&#8217;è quel &#8220;tra parentesi&#8221;  omesso che pesa come un macigno sulla coscienza di tutte noi.</p>
<p>Non ci voleva Ruby per svelare il diffondersi di una cultura che svilisce l&#8217;immagine della donna. La respiriamo da anni, al di là delle prodezze del vecchio porco. Ce la riflettono come uno specchio i cartelloni pubblicitari che la buttano sempre sulla figa: si è arrivati al punto di mettere un bel culo reclamizzare una cassa da morto. E mi chiedo: dove erano le donne che avevano fatto le loro battaglie per il divorzo, per una legge decente sull&#8217;aborto, per affermare i diritti delle donne e vedere riconosciuta la loro dignità mentre il riflusso maschilista le inghiottiva? Che fine avevano fatto le fiere femministe che strappavano il rispetto dei maschi con le unghie e con i denti? Sparite: il mondo che avevamo colorato un po&#8217; di rosa si era tinto dei colori sguaiati dei più volgari postriboli e noi zitte, a guardare.</p>
<p>Eppure Ruby, Marystelle e la Minetti non ci rappresentano, non siamo diventate come loro. Abbiamo continuato a batterci nelle professioni affermandoci con la sola forza dell&#8217;intelligenza, abbiamo continuato a studiare più e meglio degli uomini, siamo rimaste verticali e non ci siamo messe orizzontali. Siamo rimaste femministe, il mondo non ci ha cambiato. Ma abbiamo rinunciato a cambiare il mondo. E adesso ci interroghiamo sul perché. Dove abbiamo sbagliato? Mi chiedo se le ragioni vadano ricercate nel &#8220;perimetro&#8221; del movimento delle donne o se occorra scandagliare una superficie più ampia. Perché ci deve essere stata un falla da cui sono fuoriscite tutte quelle energie. Ed è quella che dobbiamo chiudere, se vogliamo ripartire e non ritrovarci il 14 febbraio, dopo avere sfogato rabbia e rancore, ancora nel nostro privato a condurre le nostre battaglie solitarie per avere rispetto.</p>
<p>Ed eccole le falle. Sono queste due parole: &#8220;privato&#8221; e &#8220;solitudine&#8221;.</p>
<p>E non sono falle solo nostre, sono di tutti i movimenti: dei lavoratori, dei giovani come di tutte le minoranze. Le democrazie che pretendono di essere tali articolano la convivenza civile in tre spazi, ciascuno autonomo dagli altri e nelle stesso tempo interdipendente, già gli antichi Greci ce l&#8217;avevano insegnato: &#8220;oikos&#8221; (privato), &#8220;ecclesia&#8221; (governo, istituzioni) e &#8220;agorà&#8221; (società civile). I movimenti hanno bisogno dell&#8217;agorà: è lì il loro humus, da lì prendono ossigeno, in quello spazio in cui pubblico e privato si incontrano e si organizzano gli interessi. In quello spazio dove le istanze private si fondono e si coagulano in movimenti collettivi.</p>
<p>E&#8217; li che è nato il movimento delle donne, quando i problemi individuali delle donne, covati nell&#8217;oikos, si sono riversati nell&#8217;agorà. E si sono fatti ascoltare dall&#8217;ecclesia. Così nascono e crescono tutti i movimenti, dove le idee circolano e sfociano in azione. Ora l&#8217;agorà è ridotta a pochi angoletti, è schiacciata dal privato che irrompe ovunque e dalla politica che parla dalla televisione. E non c&#8217;è più spazio per le donne come soggetto collettivo. Come per i giovani, per i lavoratori e per tutte le minoranze, nonostante le ondate di piazza che montano ad intermittenza.</p>
<p>Perciò non credo che ci possiamo fermare alla rivendicazione di quello che ci è stato tolto da circa 20 anni a questa parte: il nostro specifico si intreccia con il tema più generale della democrazia, ridotta ormai a videocrazia. E&#8217; il corretto equilibrio tra i tre luoghi della democrazia il nodo che dobbiamo sciogliere. Da questa riflessione dobbiamo ripartire. Noi come pure gli uomini.</p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zfAxSswbJfw&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/zfAxSswbJfw&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Tempi bui ci attendono</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 04:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Governo Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[La vedevamo grigia, ma ora la situazione appare se possibile ancor più preoccupante. Così, tanto per dire, Scilipoti apprestandosi a sostenere Berlusconi, ha pagato un gruppo di extracomunitari (coi soldi avuti dal Berlusca) per &#8220;manifestare&#8221; a Roma in Piazza S. Silvestro, con tanto di striscione con su scritto: &#8220;Martedì 14 dicembre 2010 Onorevole Scilipoti-libertà&#8221; -  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4136" title="Scilipoti" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/12/Scilipoti.jpg" alt="Scilipoti" width="275" height="183" />La <a href="http://www.andrez.cotti.biz/14-dicembre-la-vedo-grigia-4031.html">vedevamo grigia</a>, ma ora la situazione appare se possibile ancor più preoccupante.</strong></p>
<p>Così, tanto per dire<strong>, Scilipoti </strong>apprestandosi a sostenere Berlusconi, ha pagato un gruppo di extracomunitari (coi soldi avuti dal Berlusca) per &#8220;manifestare&#8221; a Roma in Piazza S. Silvestro, con tanto di striscione con su scritto:</p>
<p><strong><span style="color: #993300;">&#8220;Martedì 14 dicembre 2010 Onorevole Scilipoti-libertà&#8221; -  &#8220;Libertà dallo strapotere delle banche. Associazione  antiracket e antiusura. Lotta contro tutte le mafie. Brescia&#8221;.</span></strong></p>
<p>&#8220;Questo per noi è un lavoro&#8221; hanno dichiarato alla polizia che li ha identificati.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="390" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="flashvars" value="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2010/12/scilipoti_14122010.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Immigrati manifestano per Scilipoti, ex Idv: Questo è un lavoro, ci ha pagato lui&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/edizione/roma/immigrati-manifestano-per-scilipoti-ex-idv-questo-e-un-lavoro-ci-ha-pagato-lui/58242?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###roma" /><param name="src" value="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="390" src="http://tv.repubblica.it/static/swf/z_adv_player.swf" flashvars="bgColor=black&amp;autostart=false&amp;keyT=&amp;key=&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;file=repubblicatv/file/2010/12/scilipoti_14122010.mp4&amp;repeat=false&amp;logo=0&amp;strip=0&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;brand=brand_repubblicaradio&amp;dState=normal&amp;scaleMethod=fit&amp;rel=false&amp;fsType=fl&amp;baseURL=http://tv.repubblica.it/static/images/player/&amp;videoTitle=Immigrati manifestano per Scilipoti, ex Idv: Questo è un lavoro, ci ha pagato lui&amp;streamURL=http://tv.repubblica.it/edizione/roma/immigrati-manifestano-per-scilipoti-ex-idv-questo-e-un-lavoro-ci-ha-pagato-lui/58242?video&amp;nielsenBrand=repubblicatv_&amp;pub=edizione###roma" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p><span style="color: #ffffff;">.</span></p>
<p>Oramai possiamo non nasconderci più che la situazione per il Paese, le Istituzioni ed i cittadini onesti si fa sempre più seria.</p>
<ol>
<li>Allo stato delle cose,  tutti i gangli vitali dello Stato appaiono invischiati in una fedita melassa corruttiva e nessuna via d&#8217;uscita appare al momento praticabile.</li>
<li>Questa marcescenza è sostenuta elettoralmente (grazie alla<em> legge porcata</em>) da un contentuo 16-20% *reale* di cittadini, composti da malavitosi,  corrotti/corruttori, fanatici da curva sud/veline/tronisti e &#8220;nonne,  cuginetti e zie&#8221; lobotomizzati da tubo catodico.</li>
<li>Queste fasce sociali erano quelle che alimentavano l&#8217;astensionismo negli anni &#8217;70, quando PCI &#8211; DC &#8211; MSI facevano realmente politica. Erano i &#8220;qualunquisti&#8221;, quelli del &#8220;tanto son tutti uguali&#8221;.</li>
<li>Gli astenuti di oggi invece (quasi il 45%) appaiono la parte più sana e preparata del Paese, e che per questo non trovano le condizioni per sentirsi rappresentato da nessuno degli attuali attori politici.</li>
<li>Un buon 50% della &#8220;classe operaia&#8221; è parte integrante dei &#8220;lobotomizzati&#8221;, e vota Lega e Pdl. Gente che si è lasciata convincere che l&#8217;Utilizzatore Finale li farà divenire ricchi pure a loro &#8230; &#8220;<em>guarda solo cosa ha fatto con il Milan</em>!&#8221; e che le contumelie propagandistiche dei Minzolini e Fede mantiene nei ranghi.</li>
<li>Infetti (e da 15 anni adagiati sul berlusconismo) appaiono anche partiti ed organizzazioni di sinistra. E questo ha reso impossibile l&#8217;adesione degli attuali &#8220;astenuti&#8221;  &#8211; <em>Se sogno un&#8217;Italia diversa, come posso aderire a questi che mi ripropongono quella berlusconiana?</em> -</li>
<li>E&#8217; recentemente apparsa una nuovissima generazione di giovani non lobotomizzabile in quanto usa internet e snobba le TV. Sono preparati e smaliziati ed appaiono convinti a non accettare supinamente ciò che i loro genitori (quarantenni) hanno preconfezionato più o meno complici/consenzienti per loro. Ma sono solo un&#8217;avanguardia.</li>
<li> Al momento non esistono leader capaci di divenire espressione indiscussa delle realtà positive del Paese. Chi potrebbe avere le carte in regola per divenirlo è fortemente contrastato innanzitutto dagli altri leader di &#8220;sinistra&#8221;, ingranaggi del sistema berlusconiano fermamente convinti a non perdere i propri privilegi e restare aggrappati alle loro posizioni di casta. E lottano ferocemente per mantenere lo Status Quo.</li>
</ol>
<p>Questo mi appare lo stato delle cose al momento.</p>
<p>Nei prossimi giorni potremmo vedere un Casini ansioso di entrare nel Governo trovare la &#8220;quadra&#8221; con Bossi e accettare le lusinghe del Caimano.</p>
<p>Questo sarebbe la fine del terzo polo, renderebbe completamente isolato Fini e sgretolabile il suo Fli.  E sarebbe la fine del sogno (anche nostro) di una destra europeista e laica, moderna e democratica, e soprattutto legalitaria.</p>
<p>In elezioni prossime venture gestite in prima persona dal Nano, con pieno potere su TV nazionali e Servizi Segreti, ed opposizioni riaddomesticate, non ci sarebbe gara, e vincerebbe a mani basse.</p>
<p>Sinceramente, credo che questo possa essere la fine definitiva della democrazia in Italia e che divenga urgente organizzare una nuova resistenza.</p>
<p><strong>E voi come la vedete?</strong></p>
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