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	<title>Blog di Andrez &#187; Beneficio emotivo</title>
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	<description>Riflessioni ed osservazioni sulla società e l&#039;impegno civile</description>
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		<title>Il Visionario</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 13:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Domenici</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;, restate affamati, restate folli. &#8220;Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7841" title="steve jobs" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs.jpg" alt="steve jobs" width="284" height="177" />&#8220;Stay hungry, stay foolish&#8221;</strong></em>, restate affamati, restate folli.<br />
&#8220;Il vostro tempo è limitato, allora non buttatelo vivendo la vita di qualcun altro. Non lasciate che il rumore delle opinioni degli altri affoghi la vostra voce interiore. Abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno già cosa voi volete davvero diventare. Tutto il resto è secondario&#8221;.<br />
<em><strong>Steve Jobs</strong> ai giovani.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Mi sembra un ottimo messaggio a cui non dare una valenza legata solo al marketing, ma da fare proprio e applicarlo nella vita perchè possa essere recepito non solo dai giovani!</p>
<p>Un visionario vede quello che non c&#8217;è&#8230;adesso!</p>
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		<title>Nel ricordo di Ilaria</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Mar 2011 20:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Domenici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mese di marzo di diciassette anni fa, moriva Ilaria Alpi. Moriva a 33 anni in Somalia mentre indagava su oscuri traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, dove le voci del coinvolgimento di strutture politico diplomatico militari italiane, non sono mai state prive di fondamento nell’immaginario di ogni italiano. Ma qui non voglio parlare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5555" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/03/ilaria-alpi.jpg" alt="ilaria alpi" width="362" height="297" />Nel mese di marzo di diciassette anni fa, moriva Ilaria Alpi. Moriva a 33 anni in Somalia mentre indagava su oscuri traffici illeciti di armi e rifiuti tossici, dove le voci del coinvolgimento di strutture politico diplomatico militari italiane, non sono mai state prive di fondamento nell’immaginario di ogni italiano.<br />
Ma qui non voglio parlare delle possibili ragioni che hanno causato la sua morte, voglio invece onorarla attraverso il ricordo di una persona, Eleonora, a cui Ilaria era legata da amicizia profonda, e che di lei mi ha parlato come di una persona a cui si voleva bene. Ho ascoltato il suo racconto con la bramosia di un bambino a cui si racconta una storia che vorrebbe non finisse mai, ne sono rimasto affascinato ho preso degli appunti e ne ho tratto una sintesi che voglio proporvi.<br />
Ho incontrato Eleonora a Parigi. Sorseggiavo frettolosamente un caffè in un bistrot e l’ho sentita con la sua inconfondibile voce richiamare all’attenzione un gruppo di turisti distratti. E’ una cara amica di vecchia data con la quale ho in comune l’amore per i viaggi e lei, che ormai da molto tempo gira il mondo per lavoro, è sempre disponibile a sedersi intorno ad un tavolo a scambiare quattro chiacchiere. Questo grande desiderio di viaggiare non è mai stato solo curiosità per altri popoli, odori, culture, ma prima ancora lo spunto per tanti nuovi incontri, alcuni dei quali possono cambiarti la vita. E’ così che ci siamo ritrovati a parlare di una grande amicizia nata fra le dune. Due donne nel misterioso mondo medio-orientale: la mia amica Eleonora e Ilaria Alpi.</p>
<p><em>“Era fine ottobre, una di quelle giornate tiepide e luminose. Nell’aria c’era profumo di cumino e di altre spezie che i venditori ambulanti offrivano alla gente il Venerdì, giorno di festa islamico. Il Venerdì era una giornata di ozio, in cui un po’ tutti s’incontravano al Caffè Svizzero a prendere una buona colazione. Fu lì che Ilaria ed io c’incontrammo la prima volta. Ci presentò un amico comune. Sulle prime mi apparve come una persona timida, schiva, con un’aria da bambina cresciuta. Aveva un modo di fare molto ingenuo e mi raccontò il suo terrore per avere visto un topo nella casa che aveva da poco affittato insieme ad un’altra studentessa di arabo. Ridemmo di cuore e ci salutammo cordialmente, senza sapere che quello sarebbe stato l’inizio di una lunga amicizia. Ilaria ed io dividevamo un entusiasmo comune per i popoli arabi e per la cultura islamica.<br />
Ci sembrava che, lasciando l’Italia, ci si fosse schiusa davanti una grande opportunità di conoscenza, di apprendimento, che ci avrebbe sconvolto la vita e rovesciato il nostro modo di pensare troppo “occidentale e borghese. </em></p>
<p><em>Così condividevamo insieme le esperienze di viaggio, cercando di conoscere profondamente la mentalità e soprattutto il cuore del popolo arabo. Ilaria aveva la vera stoffa da giornalista e nonostante non ci fosse ancora nell’aria la sua carriera alla RAI, lei già si cimentava in imprese ardimentose, andando ad intervistare capi islamici (fedain) che abitavano il Sud dell’Egitto. Avevamo sempre sentito dire che il Sud era pericoloso per via dell’integralismo, ma poi trovavamo solo aspetti di vero paradiso: il Nilo, grande, abbondante d’acqua, che scorre per chilometri da secoli e ha potuto dare vita ad una delle più grandi civiltà…<br />
Lì vedevamo una natura rigogliosa, di palme verdi in un deserto di polvere, che i tramonti e le albe tingevano di rosso intenso. L’aria rarefatta a causa degli immensi spazi vuoti, senza assolutamente nulla, se non il silenzio del vento e una fortissima e vivida luce. Davanti ai nostri occhi scorrevano le scene bibliche dei contadini che lavoravano la terra con gli asinelli, i buoi e gli aratri rudimentali di legno e qualche posto all’ombra dove, sedute sulla stuoia, ci intrattenevamo con la gente locale a sorseggiare il tè. Parlavamo ambedue l’arabo. Lei aveva una laurea, io lo avevo appreso dalla strada. Eravamo felici di poter comunicare, di riuscire ad entrare nel loro mondo espressivo, fatto di tradizioni millenarie. La libertà &#8230; una grande libertà mentale che solo il viaggio ti può dare. Essere in un paese tanto lontano e allo stesso tempo tanto vicino. Sentivamo di non avere una precisa identità, o meglio, sentivamo di essere naturali, di aver ricompattato un equilibrio fisico e mentale che ci permetteva, tramite quelle sensazioni, di crescere, di cambiare, di imparare ad avere un’altra visione delle cose. Dall’Egitto, quindi, ci spostammo verso la Giordania, la Siria e lo Yemen, immergendoci sempre più a fondo nelle culture tribali arabe.</em></p>
<p><em><br />
Petra, città nabatea costruita nella roccia &#8230; Petra la città rosa, una città che sembra essere uscita dai racconti della lampada di Aladino e il deserto di Wadi Rum con le sue montagne di terra rossa, gli immensi spazi che ricordano le gesta del Tenente Lawrence, diventato il leggendario Lawrence d’Arabia. Percorremmo più di quattro ore con la jeep nel deserto, incontrando le tribù nomadi che sono il popolo fiero di Giordania, fedeli al Re Hussein, e lì apprendemmo l’arte della tessitura dei tappeti con la lana di cammello, l’arte della cosmesi con il kohl, che in arabo significa carbone, fatto con olii speciali che fanno risaltare i bellissimi occhi neri dei beduini e che viene usato come collirio contro il tempo e la sabbia. Ci fermammo ad osservare i disegni rupestri e il volto scavato nelle rocce di Lawrence e del Re Feisal. Qualche beduino molto anziano ancora ricorda quel periodo e alcuni descrivono il loro incontro con il Tenente Lawrence che loro chiamavano EL-ORENCE, ormai divenuto un mito, il mito del tenente inglese che visse come un arabo. Qualche tempo dopo, dietro mio consiglio, Ilaria intraprese un viaggio nello Yemen e lì mi raccontò il suo entusiasmo nello scoprire un paese vissuto per secoli nel medioevo islamico. La grande ARABIA Felix, il regno di Saba e questi montanari con le jambye , il coltello affilato che gli uomini portano a simbolo della loro razza e del loro orgoglio yemenita. Lo Yemen con le sue spezie, le sue piantagioni di caffè e le coltivazioni del KAT, un’erba allucinogena che placa la fame e rilassa gli stenti di una vita faticosa, fatta di privazioni. Anche lei, come tante volte avevo fatto io, viaggiò con Mohammed, il mio autista preferito. Su e giù per le montagne alla scoperta di un popolo vero, tradizionale e puramente arabo. Fu estremamente doloroso il nostro rientro in Italia. Avevamo capito che non potevamo continuare a fuggire. La nostra realtà, purtroppo, era qui. Dovevamo tornare. E così lasciammo l’Egitto, uscendo come si esce la mattina da un lungo sogno notturno. Nè io nè lei ci rassegnammo mai, ma una struggente nostalgia ed una infinita gratitudine per quel Paese, entrato ormai nel nostro cuore, ci resero forti interiormente una volta a casa.</em></p>
<p><em><br />
Ilaria vinse un concorso alla RAI e prese l’incarico agli Esteri. Naturalmente il suo sogno era quello di diventare inviata in un paese arabo, ma i sogni sono sempre le proiezioni di un desiderio e, purtroppo, la realtà è sempre più dura e deludente. I primi incarichi furono in Somalia dove lei andava di buon grado perché le ricordavano l’Egitto. Si trovava a suo agio nei paesi in via di sviluppo con le popolazioni oppresse. Forse questo le derivava dalla necessità di sentirsi utile, perché le diminuisse quel senso di colpa per essere un’occidentale che viene da un mondo opulento e viziato. E questo, Ilaria voleva raccontarlo. Voleva raccontare il mondo così come lo vedeva, la sua verità. Ma con questo sogno, lì in Somalia, ha lasciato il suo corpo. Con una pallottola in testa.Io continuo a girare, e tutte le volte che passo in un deserto e respiro quell’aria, non dimentico mai di mandarle un bacio, lassù tra quelle stelle.”</em></p>
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		<title>Non Prendiamoci Troppo Sul Serio&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 12:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Domenici</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Io, famiglia e sentimenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Argentina, terra dei gauchos, terra del tango, terra della Pampa sconfinata, ma &#8230; anche terra terra. Così mi sono sentito quando ho fatto la grezza (gaffe o figuraccia) in un grande e importante negozio di pelletteria di Puerto Madrin, una piccola cittadina della penisola Valdes in Argentina. Ma iniziamo dal principio. La storia è di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><big><img class="alignleft size-medium wp-image-5144" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/02/21040_1277176141179_1583260459_668870_2285824_n1-300x222.jpg" alt="21040_1277176141179_1583260459_668870_2285824_n" width="300" height="222" />Argentina, terra dei gauchos, terra del tango, terra della Pampa sconfinata, ma &#8230; anche terra terra.</big></p>
<p><big>Così  mi sono sentito quando ho fatto la grezza (gaffe o figuraccia) in un  grande e importante negozio di pelletteria di Puerto Madrin, una piccola  cittadina della penisola Valdes in Argentina.</big></p>
<p><big>Ma iniziamo dal principio.</big></p>
<p><big>La  storia è di quelle strappalacrime in cui un giovane molto giovane di 23  anni, da poco assunto in Alitalia parte per andare a visitare suo zio  in Sud America. Era il 1980. Era il suo primo viaggio e nonostante fosse  attratto da località ben più idonee alla sua età (vedi Rio de Janeiro),  ritenne giusto far felice suo papà che voleva tracciare un collegamento  con quel suo fratello che viveva da trent’anni in terre lontane.</big></p>
<p><big>“Dagli Appennini alle Ande” mi sono veramente calato nella parte.</big></p>
<p><big>Le  mie disavventure iniziarono a Fiumicino. Arrivai all’aeroporto con  almeno due ore e mezzo di anticipo perché così mi avevano raccomandato i  colleghi anziani essendo io possessore di un biglietto frì (free)  quello vero senza seipercento per capirci.</big></p>
<p><big>Mi  trastullai sfogliando gratis le riviste al giornalaio e guardando poi  negozi, passeggeri, poliziotti, baristi, trolley e valigie&#8230;ma anche  hostess e impiegate di scalo, insomma tutta quella fauna femminile  propriamente aeroportuale che da sempre ha dato lustro al così detto  fascino della divisa.</big></p>
<p><big>Finalmente mi presentai al  check-in. Dietro di me una discreta coda di persone. Porsi con un  sorriso il biglietto alla gentile collega e alla sua richiesta di  favorire il passaporto, automaticamente la mia mano destra lo cercò  nella tasca interna sinistra della giacca.</big></p>
<p><big>Non c’era.</big></p>
<p><big>Cercai  il documento nell’altra tasca senza successo e mentre il sorriso mi si  spense miseramente in bocca, iniziai un autopalpeggiamento per ogni  parte del mio corpo. La collega abbassò gli occhi cercando di nascondere  ilarità mentre nel frattempo le persone dietro di me aumentavano e  rumoreggiavano. L’imbarazzo era totale. Chiesi venia spostandomi dalla  fila ormai mezzo spogliato. La terribile verità, quella che mai avrei  voluto accadesse era che avevo dimenticato il passaporto a casa e che  mancava poco tempo all’imbarco.</big></p>
<p><big>Ci si dimentica sempre  qualcosa a casa prima di partire, ma porca miseria è inconcepibile che  ci si dimentichi proprio il passaporto.</big></p>
<p><big>Era tardi,  circa le 23.00. Telefonai a casa e supplicai mio fratello che nel  frattempo era in braccio a Morfeo, di correre, di volare da me con il  documento.</big></p>
<p><big>Nonostante i quaranta chilometri mi raggiunse appena in tempo e così riuscii ad imbarcarmi sul diccidieci.</big></p>
<p><big>Presi  posto cercando di darmi un tono dopo quello che era successo. L’aereo  non era affollato e quindi mi accomodai su una poltrona in una fila  completamente libera prevedendo di allungarmi e poter dormire durante  tutto il viaggio.</big></p>
<p><big>Ma la mia fu solo un’illusione. Una  signora, non proprio giovanissima, alla Dolly Parton per intenderci,  vestita con dei pantaloni argento metallizzati, corpetto verde brillante  teso a racchiudere dentro di sé un corpo non più da pin-up che a mio  parere viveva un delicato equilibrio: la sua parte alta anteriore era  perfettamente bilanciata con la parte bassa posteriore, occhi truccati  alla Mina nel suo massimo splendore, capelli color platino e con alle  dita una miriade di anelli luccicanti ma falsi.</big></p>
<p><big>Prese  posizione proprio nella fila centrale di fianco a me. Sbattendo le sue  ciglia lunghe qualche centimetro, mi lanciò uno sguardo marpione e mi  fece un largo sorriso tradendo la presenza di un molare d’oro.</big></p>
<p><big>Contemporaneamente incrociai gli occhi dello steward che sembrava dicesse “auguri, ti vedo e ti piango”.</big></p>
<p><big>Mi  allacciai le cinture assicurandomi che l’indigena facesse altrettanto  come se queste avessero il potere di tenerla incatenata dove si trovava  quasi ad evitare eventuali assalti notturni.</big></p>
<p><big>Finalmente l’aereo decollò e iniziai quello che fu veramente un lungo viaggio.</big></p>
<p><big>Dopo  lo scalo tecnico a Dakar, iniziammo la trasvolata atlantica con una  situazione meteorologica certamente non delle migliori. Il cielo era  nero come l’inchiostro. Ci imbattemmo in un temporale con relativi  fulmini e saette e conseguenti sballottamenti in cabina.</big></p>
<p><big>Il  segnale “fasten seat bealts” era acceso e i passeggeri si guardavano  preoccupati. Anche la nostra appariscente signora aveva perso quell’aria  della serie tutta io e niente gli altri lasciando spazio ad un viso  terrorizzato che non lasciava intuire niente di buono. Fu così che,  indossato i panni del dipendente della Compagnia che aveva il dovere di  essere sempre disponibile ad aiutare chi ne avesse bisogno, mi sedetti  vicino a lei per cercare di tranquillizzarla.</big></p>
<p><big>Mai errore fu più grave.</big></p>
<p><big>La  donna mi si abbarbicò stordendomi con il suo profumo eau d’ascelle e  balbettando parole incomprensibili. Scoprii poi che era argentina e che  si chiamava Carmen. Il terrore era ormai dentro di lei e lo manifestava  incollandosi a me e stringendo le mie mani con le sue sudaticce. Mi  supplicava di starle vicino, mi accarezzava il viso e piagnucolava  cercando con i suoi occhi sicurezza nei miei.</big></p>
<p><big>Cercai  aiuto nell’assistente di volo che nel frattempo passava di lì  guardandosi bene dall’intervenire. Lo invitai però ad occuparsi della  situazione perché la Carmen era ormai in preda al panico. Lui dapprima  con dolcezza e poi con maggiore fermezza cercò di placare la donna, ma  lei, con rapidità e destrezza lo abbrancò stringendolo a se come fosse  un orsacchiotto di peluche. Venne anche un altro passeggero in soccorso;  in realtà non so quanto fosse animato da reali sentimenti di aiuto  visto che i suoi piccoli occhi porcini erano intenti a fissare le  strabordanti abbondanze della donna.</big></p>
<p><big>Finalmente ma  faticosamente, riuscii a districarmi da quell’ammasso di corpi  dileguandomi in fondo all’aereo e ripromettendomi di non muovermi più  sino all’arrivo a Buenos Aires.</big></p>
<p><big>Arrivammo ad Ezeiza e  con una compagnia aerea interna e raggiunsi finalmente mio zio  all’aeroporto di Trelew nella Penisola Valdes.</big></p>
<p><big>La  felicità di vedermi fu immensa e organizzò una festa in onore  dell’italianito arrivato da lontano nella piccola cittadina di Puerto  Madrin. Partecipò gran parte della popolazione. Lui localmente era una  persona importante perché era il titolare di una mensa che forniva i  pasti ai dipendenti della Aluar, la più grande fabbrica di alluminio  dell’Argentina.</big></p>
<p><big>Fu così che decise di regalarmi  qualcosa che rappresentasse il ricordo di quel viaggio. Visto che in  Argentina la produzione di pellame è considerata una dei prodotti  nazionali più importanti, andammo presso un grande negozio per  acquistare un giubbino, accompagnati dall’autista e al seguito da altre  persone facenti parte della sua corte. Tra gli accompagnatori mi  incuriosì un tizio dall’aspetto improbabile. Alto e fascinoso, sulla  cinquantina, con dei baffi neri e sottili tenuti orizzontali da un  eccesso di brillantina con la quale aveva impomatato anche i capelli.  Aveva degli occhi blu attorniati da evidenti borse che, evidentemente,  gli conferivano un’aria vissuta e languida. A mio modo di vedere,  assomigliava ad un pesce lesso. Fu qui che, come ho preannunciato  all’inizio, mi resi protagonista di una colossale gaffe nei confronti  della signora, tra l’altro proprietaria del negozio, che venne ad  illustrarci i vari modelli in vendita.</big></p>
<p><big>Mi presentò  diversi capi ma rimasi particolarmente affascinato da uno per il quale  mi sperticai nell’esaltarne le doti sia sul piano della qualità che sul  taglio del modello. Mi espressi dicendo: <em>”Questo modello è veramente  bello ed è conciato bene. Sì, direi proprio che ha una bella concia”</em>.  Insistei più volte con il termine <em>&#8220;concia&#8221;</em> al fine di voler indicare l’ottima  lavorazione della pelle di quella giacca.</big></p>
<p><big>Mi accorsi  contemporaneamente che le persone intorno a me avevano tutte una faccia  strana e perplessa, con particolare riferimento al Rodolfo Valentino e  alla signora che gentilmente si adoperava per fornire ampia possibilità  di scelta tra i capi che aveva a disposizione. Dalle loro espressioni e  sospiri strozzati ne intuii l’evidente tresca mentre io peraltro  continuavo imperterrito a parlare con lei e a sottolinearne l’ottima  concia dei modelli che mi sottoponeva. Il mio spagnolo era maccheronico e  quindi inframmezzavo questa parola tra un muy bueno, un muy lindo ed un  muy gradito. La signora ormai con il viso di tutti i colori e  evidentemente turbata, si congedò chiedendo scusa e si allontanò in  tutta fretta, mentre er pomata visibilmente contrariato, sbatté  ritmicamente i tacchi come dovesse improvvisare un passo di tango e  fissandomi negli occhi con uno sguardo poco rassicurante.</big></p>
<p><big>Mio zio, anche lui palesemente imbarazzato m’invitò a scegliere velocemente il capo e ad andare via.</big></p>
<p><big>Più  tardi mi spiegò che la parola &#8220;concia”in spagnolo argentino, era il  modo più volgare, ma che dico triviale, per indicare quell’oggetto di  desiderio che nella filosofia Tantra costituisce sin dall’antichità il  primo caso di adorazione: l&#8217;organo sessuale femminile.</big></p>
<p><big>La  cosa più grave era che io quella parola la ripetevo spesso,  apprezzandone la bontà, decantandone la morbidezza, goderne al tatto la  squisitezza e deliziandone il dolce profumo. E tutto questo proprio nei  confronti di quella signora che con modi gentili e cortesi era li ad  offrire tutta la sua disponibilità.</big></p>
<p><big>Bene, oggi ci rido,  ma vi assicuro che allora mi sarei sotterrato per l’approccio non certo  felice che quel giovane di belle speranze che, attraverso quel primo  viaggio, si affacciava timidamente al mondo.</big></p>
<p><big>Questo ed  altro è quello che capita a noi italiani, tanti Mr. Bean, spesso vittime  involontarie di equivoci che, come in questo caso, hanno risvolti  umoristici.</big></p>
<p><big> </big></p>
<p><big>Della serie non prendiamoci troppo sul serio&#8230;e ridiamoci su!<br />
</big></p>
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		<title>Por Osmar</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 13:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo Domenici</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono certo che molti di voi conosceranno questi splendidi versi nei quali mi riconosco totalmente. Una mia cara amica li ha dedicati ad un amico comune scomparso recentemente. Ho voluto proporvi questa poesia di Jodorowsky, perché attraverso le sue parole si può certamente trovare un momento di sintesi, un momento in cui è possibile recuperare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4882" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2011/01/Jodorowsky1.jpg" alt="Jodorowsky" width="296" height="170" />Sono certo che molti di voi conosceranno questi splendidi versi nei quali mi riconosco totalmente. Una mia cara amica li ha dedicati ad un amico comune scomparso recentemente. Ho voluto proporvi questa poesia di Jodorowsky, perché attraverso le sue parole si può certamente trovare un momento di sintesi, un momento in cui è possibile recuperare la nostra serenità, la quale sembra voglia lasciarci per la prepotenza, l’arroganza e l’ingiustizia a cui veniamo quotidianamente sottoposti.</em></p>
<p><strong>Por Osmar</strong></p>
<p>Amo sviluppare la mia coscienza per capire perché sono vivo,</p>
<p>cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.</p>
<p>Non mi piace la gente che accumula informazioni inutile e si crea false forme di comportamenti plagiata da personalità importanti.</p>
<p>Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità, ma per come si sono evolute interiormente.</p>
<p>Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio, il cui cuore critica gli altri senza sosta, la cui sessualità è perennemente insoddisfatta, il cui corpo si intossica senza saper apprezzare di essere vivo.</p>
<p>Ogni secondo di vita è un regalo sublime.</p>
<p>Mi piace invecchiare perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.</p>
<p>Non mi piace chi che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni.</p>
<p>Non mi piace che ci sia un Papa che predica senza condividere la sua anima con una “Papessa”.</p>
<p>Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.</p>
<p>Amo collaborare e non competere.</p>
<p>Amo collaborare e non competere.</p>
<p>Mi piace scoprire in ogni essere quella gioia perenne che potremmo chiamare Dio interiore.</p>
<p>Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo autore, mi piace l’arte utile per guarire.</p>
<p>Non mi piacciono le persone eccessivamente stupide.</p>
<p>Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso.</p>
<p>Amo affrontare volontariamente la mia sofferenza, con l’obiettivo di espandere la mia coscienza.</p>
<p><strong>Alejandro Jodorowsky</strong></p>
<p><strong><a href="http://youtube s5qyHP9-eus"><br />
</a></strong></p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/s5qyHP9-eus&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/s5qyHP9-eus&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>Talk show: dire di NO con la testa</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 02:34:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Fitto]]></category>
		<category><![CDATA[popolo libertà]]></category>
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		<description><![CDATA[Come è noto, i vari leader che sono autorizzati dal Popolo delle Libertà ad apparire nei talk show televisivi, devono frequentare con successo corsi di esercizi mnemonici sull&#8217;induzione di beneficio emotivo, nonchè apprendere le collaudate ed efficaci tecniche di interruzione per evitare che messaggi sgradevoli o compromettenti arrivino allo spettatore. Uno di questi aspetti emotivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-3741" href="http://www.andrez.cotti.biz/talk-show-dire-di-no-con-la-testa-3740.html/bondi_vs_fini"><img class="alignleft size-full wp-image-3741" title="Bondi_vs_Fini" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/11/Bondi_vs_Fini.jpg" alt="Bondi_vs_Fini" width="462" height="352" /></a>Come è noto, i vari leader che sono autorizzati dal Popolo delle Libertà ad apparire nei talk show televisivi, devono frequentare con successo corsi di esercizi mnemonici sull&#8217;induzione di<em><strong> beneficio emotivo</strong></em>, nonchè apprendere le collaudate ed efficaci tecniche di <strong>interruzione</strong> per evitare che messaggi sgradevoli o compromettenti arrivino allo spettatore.</p>
<p>Uno di questi aspetti <em>emotivi</em> prevede che, (nel caso si decida di non interrompere) quando la telecamera riprende l&#8217;italoforzuto di turno mentre ascolta la controparte, egli  <span style="text-decoration: underline;">debba</span> assolutamente mostrare evidente dissenso <strong><em>dicendo di NO con la testa</em></strong>.</p>
<p>Specialmente se la controparte denuncia fatti gravi.</p>
<p>A volte, forse spesso, l&#8217;effetto è ottenuto; la sensazione inviata agli spettatori è che:</p>
<p>* non appare l&#8217;effetto &#8220;<em>sono in difficoltà su questo argomento</em>&#8221;</p>
<p>* l&#8217;italoforzuto è invece ben preparato sull&#8217;argomento</p>
<p>* certamente poi controbatterà con efficacia</p>
<p>*  l&#8217;altro sta dicendo sciocchezze</p>
<p>Lupi e Belpietro sono campioni di questo esercizio.</p>
<p>Ma recentemente, anche grazie alla degenerazione in atto nel polo delle libertà, questa manfrina ha cominciato ad essere espressa malamente e con disagio. Ed allora ecco che la cosa diviene persino ridicola, con l&#8217;italoforzuto evidentemente in difficoltà che non solo deve essere attento a ciò che dice l&#8217;interlocutore, non solo deve pensare a come meglio difendersi, ma addirittura deve controllare continuamente il monitor di servizio per vedere se è inquadrato, nascondere il disagio prorompente per essere pronto a fingere nonchalances e <em><strong>scossare la testa</strong></em>, con effetto stavolta tra il comico e il  misero, modello cagnolino sul lunotto posteriore delle auto anni &#8217;70, come è successo a Bondi a Annozero del 18 novembre.</p>
<p>Ma ecco che in questo contesto il massimo dell&#8217;esilarante si ha quando la reazione diviene opposta.</p>
<p>Ieri sera a Ballarò l&#8217;Utilizzatore Finale ha fatto l&#8217;ennesima telefonata in diretta, roba da camicia di forza, e mentre il nano sproloquiava, ecco che gli italoforzuti presenti in studio (Fitto e Belpietro) hanno cominciato a<em> fare<strong> si </strong>con la testa</em>. E pure soavemente sorridenti.</p>
<p><strong>Fantastico</strong>.  <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_mrgreen.gif' alt=':mrgreen:' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/rncP3AAscoE&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/rncP3AAscoE&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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		<title>La TV determina la scelta di voto</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/limportanza-determinante-dei-media-nella-scelta-di-voto-2-1377.html</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 09:16:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Eurisko]]></category>
		<category><![CDATA[scelta emozionale]]></category>

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		<description><![CDATA[A sinistra si continua a credere che la gente voti ragionando, e non seguendo emozioni; non è così, non lo è mai stato né in Italia né in altri Paesi. Tendenzialmente (Eurisko / Stanford Research Institute) è dimostrato che in sintesi, un terzo dell&#8217;elettorato si presenta tendenzialmente orientato a sinistra ed un terzo a destra. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/limportanza-determinante-dei-media-nella-scelta-di-voto-2-1377.html/italy-berlusconi-2" rel="attachment wp-att-1383"><img class="alignleft size-medium wp-image-1383" title="ITALY-BERLUSCONI/" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/03/BEneficio_emotivo1-300x205.jpg" alt="ITALY-BERLUSCONI/" width="300" height="205" /></a>A sinistra si continua a credere che la gente voti ragionando, e non seguendo emozioni; non è così, non lo è mai stato né in Italia né in altri Paesi.</p>
<p>Tendenzialmente (Eurisko / Stanford Research Institute) è dimostrato che in sintesi, un terzo dell&#8217;elettorato si presenta tendenzialmente orientato a sinistra ed un terzo a destra. Due zoccoli duri che raramente cambiano idea, indipendentemente dal progetto politico, dai rispettivi leader o dall&#8217;ideologia vincente.</p>
<p>Il restante terzo, che diviene di fatto determinante per la vittoria, è formato da persone interessate poco alla politica e che scelgono di volta in volta, quasi mai per convincimento razionale o interesse personale, ma arrivando ad esprimere col voto un <em>sentimento</em>.</p>
<p>In una società normale con istituzioni funzionanti, buone scuole ed innanzitutto una libera e trasparente informazione, l&#8217;influenza <em>emotiva</em> sul voto di quel terzo è ridotta ai minimi.</p>
<p>Ma in Italia non esiste una libera informazione, giornali e TV asserviti al regime propinano una melassa emotiva a reti unificate capace di indurre un completo consenso emozionale nel terzo di popolazione indecisa, ed in questo Berlusconi è maestro, costantemente in sintonia con gli umori profondi e cangianti del ventre molle Paese.</p>
<p>La gente vota quel politico che i media gli fanno <em>percepire</em> come affidabile, non chi ha realmente mantenuto le precedenti (e dimenticate) promesse. Chi cioè promette ciò che la gente desidera (o è stata convinta di desiderare) in quel preciso momento.</p>
<p>Da sempre questo concetto appare incomprensibile ai leader della sinistra.<br />
La quale ha potuto vincere solo conseguentemente a crisi profonde e presentando leader di alto spessore (Prodi) che da cattolico conosceva bene invece l&#8217;importanza dell&#8217;emotività; se gli uomini scegliessero usando la sola ragione, la religione non esisterebbe da un pezzo.</p>
<p>Credo che su questa incomprensione ci si stia giocando la democrazia in Italia.</p>
<p>Per i leader di sinistra semplicemente le emozioni non esistono, o meglio, non <em>devono esistere</em>, e generazioni di dirigenti, sin dagli anni del PCI, hanno mal digerito o comunque respinto le spinte giovanili che muovevano nella direzione di dare ascolto (ed un peso) all&#8217;emotività.</p>
<p>Errore.</p>
<p>Eppure esistono analisi sociologiche molto chiare che spiegano nei minimi dettagli come interagire con le varie fasce di cittadini, come comprenderli e come farsi da loro comprendere.<br />
Studi di questo genere sono da tempo utilizzati dai marketer internazionali per far crescere i loro business e sempre da anni questi studi vengono intensamente utilizzati dagli uomini politici del mondo (non ultimo Obama) per le loro campagne e per definire i loro programmi fin nei minimi dettagli.</p>
<p>Berlusconi, come sappiamo bene, con il suo populismo è senza dubbio uno dei massimi fruitori di questi dati, così come invece all&#8217;opposto (salvo rare ed innovative eccezioni) sembra che a sinistra di fatto ne ignorino l&#8217;esistenza.</p>
<p>_________________________</p>
<p>Come abbiamo visto, possiamo suddividere la popolazione in 3 fasce; 2 con sentimenti opposti e ben precisi che molto raramente cambiano, qualsiasi sia il programma o la linea che il loro leader gli offre:</p>
<p>1. un terzo dell&#8217;elettorato orientato in senso progressista (tende a seguire valori come l&#8217;eguaglianza e la giustizia sociale, l&#8217;innovazione e la solidarietà).</p>
<p>2. un terzo orientato in senso conservatore (è sensibile ai valori di ordine e profitto, meritocrazia e verticismo).</p>
<p>3. Il rimanente terzo, decisivo per la vittoria, è composto da persone poco interessate e poco capaci di comprendere la politica e che scelgono di volta in volta in base a chi meglio riesce a suggestionarli.</p>
<p>Questi non scelgono per un ragionamento, per interesse o convincimento razionale, ma esprimendo col voto anzitutto quel sentimento e quelle emozioni che qualcuno è riuscito a fargli arrivare e determinando con questo il destino di tutti.</p>
<p>Vediamo di valutare alcuni dati.</p>
<p>Secondo i maggiori marketer, i fattori emotivi sono la prima fonte di persuasione. Il consumatore fa una scelta (acquista un prodotto) perchè è spinto da un bisogno, reale o indotto.</p>
<p>Per indurre questo bisogno, i marketer sostengono che, sia per canalizzare i bisogni reali, sia per indurre detti bisogni, possono essere manipolati i <strong>fattori emotivi</strong>.<br />
Per poter applicare questa strategia occorre innanzitutto identificare i vari settori delle fasce sociali ai quali applicare l&#8217;intervento e quindi studiarne statisticamente la composizione sociologica, valutando le percentuali di persone che possono essere recettive ai diversi messaggi e perchè lo siano.</p>
<p>Secondo lo Stanford Research Institute (ma anche Eurisko riporta dati simili) l&#8217;80% della popolazione è &#8220;eterodiretta&#8221;, non è cioè in grado di decidere da sé.<br />
Per arrivare ad una scelta essi subiscono passivamente l&#8217;influenza dei mass media, delle pubblicità, delle mode, dell&#8217;ambiente di lavoro o di quello in cui vivono, degli amici e della famiglia, di un caposquadra o di &#8230; un presentatore, come nel caso del francese &#8220;Gioco della morte&#8221;.</p>
<blockquote><p>Il terribile esperimento mostrato alla televisione francese qualche giorno fa.<br />
Il documentario si intitola <strong>Il Gioco della morte</strong>, e mette in scena un gioco a premi in cui i candidati, per vincere, ricevono l’ingiunzione di infliggere all’avversario che sbaglia i quiz una scarica elettrica sempre più intensa, fino al massimo voltaggio che uccide.<br />
La vittima è un attore che grida per finta, ma i candidati non lo sanno. Il risultato è impaurente:<span style="color: #800000;"><strong> l’81 per cento obbedisce</strong></span>, spostando la manopola sui 460 volt che danno la morte. Solo nove persone si fermano, udendo i primi gemiti del colpito. Sette rinunciano, poi svengono.  (eliminata da Youtube la versione in lingua italiana) <object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G1i8bZrXLqU&#038;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/G1i8bZrXLqU&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p></blockquote>
<p>Un 80% di popolazione che appare quindi indotta alla scelta da fattori esterni.<br />
Essere in grado di comprendere detti fattori e saperli manipolare significa conquistare un particolare mercato, vendere un determinato prodotto o &#8230; farsi votare.</p>
<p>Seguendo l&#8217;analisi dello Standford Research Institute, abbiamo:</p>
<p>1. un terzo (il 33%) di cittadini progressisti, dei quali:</p>
<p>* circa il 20% che sa bene il perchè.<br />
* circa l&#8217;80% che non lo sa esattamente, ma segue convinzioni e tradizioni, ambientali o famigliari.</p>
<p>2. un terzo (il 33%) di cittadini conservatori, dei quali:</p>
<p>* circa il 20% che sa bene il perchè.<br />
* circa ll 80% che non lo sa esattamente, ma segue convinzioni e tradizioni, ambientali o famigliari.</p>
<p>3. un terzo (il 33%) di cittadini privi di un orientamento di fondo e che segue l&#8217;emotività del momento e chi è capace di saperla loro trasmette.</p>
<p>E&#8217; evidente che impadronendosi dei mezzi di comunicazioni è scontato che si arrivi facilmente a conquistare una larghissima fascia di questo terzo di popolazione.</p>
<p>_______________________</p>
<p>Ma vediamo l&#8217;importanza del <strong>beneficio emotivo</strong> nelle scelte.</p>
<p>E&#8217; dimostrato che nelle scelte quotidiane che compiamo, (nel scegliere un tipo di orologio, un appartamento o un vestito) sia l&#8217;emozione più che la razionalità a portarci a scegliere.</p>
<p>Facciamo un esempio di scelta data dall&#8217;emozione, [o scelta emozionale];<br />
Pensate ad una tavola bella spessa, larga un metro e lunga 20 appoggiata al pavimento. Ci correreste sopra senza problemi vero?</p>
<p>Immaginatela a 100 metri d&#8217;altezza.<br />
La parte logica della mente ci dice che non c&#8217;è problema, che di fatto è uguale a prima, ma domina la paura e non ci sentiamo più così tanto di correrci sopra.<br />
Poi certo possiamo dire che forse potrebbe rompersi, che potrebbe esserci vento, &#8230;ma sono considerazioni successive queste, razionali.<br />
Ciò che invece avvertiamo subito, aldilà del ragionamento, l&#8217;immediato senso di timore e paura è dato da una reazione del sistema emozionale, che operando in maniera indipendente dal pensiero cosciente e razionale diffonde i propri effetti chimici e &#8230;ci fa scegliere.</p>
<p>Fa comprare o votare.</p>
<p>E ci fa anche NON comprare (o non votare) e cercare altrove.</p>
<p>__________________________</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Damasio">Antònio Damàsio</a>, noto neuroscienziato, ha studiato persone normali che hanno subìto un danno cerebrale al sistema emozionale.<br />
Nonostante la loro evidente normalità, privi del messaggio emozionale essi si trovano assolutamente incapaci di scegliere, sanno bene cosa devono fare e quando, ma non sanno decidere ad esempio dove vogliono vivere, cosa mangiare, come vestirsi e &#8230; <em><strong>cosa votare</strong></em>.</p>
<p>La ricerca ha quindi dimostrato che le decisioni finali vengono prese non dal sistema logico-razionale ma da quello emozionale-affettivo.<br />
Le persone prive di emozioni sono dunque incapaci di scegliere.</p>
<p>Un messaggio pubblicitario o uno slogan politico privo di emotività è incapace di farsi scegliere.<br />
Ed un leader incapace di suscitare aspetti emozionali affettivi non solo sarà incapace di attirare elettori ma addirittura di mantenere quelli che ha già.</p>
<p>Possiamo quindi concludere che se per una serie di coincidenze, inganni o azioni violente una parte politica si appropria dei mezzi di comunicazione, riesce ad assoggettarsi il consenso di buona parte dei cittadini eterodiretti e ad imporre la propria linea politica (o i propri personali interessi) a tutti quanti.<br />
E questo può succedere indipendentemente dal raggruppamento del leader vincente, di destra o sinistra che sia.</p>
<p>E questa cari amici, non è più democrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La Manipolazione di Massa e la Fidelizzazione: così Berlusconi ha creato i suoi Fans!</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 12:16:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgiotave</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[manipolazione emotiva]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 21 Febbraio Andrez scriveva l&#8217;articolo Risse TV; come eliminare confronto e discussione mentre il 22 Alessandro ci parlava della TV Persuasione (sono convinto che Alessandro saprà spiegare meglio di me alcuni esempi che porterò per dimostrare quanto dico). Ma è possibile riuscire davvero a manipolare le persone? Esistono delle tecniche per riuscire a convincere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1090" href="http://www.andrez.cotti.biz/la-manipolazione-di-massa-e-la-fidelizzazione-cosi-berlusconi-ha-creato-i-suoi-fans-1069.html/icon-ipnosi"><img class="alignleft size-full wp-image-1090" title="icon-ipnosi" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2010/03/icon-ipnosi.gif" alt="icon-ipnosi" width="185" height="185" /></a>Il 21 Febbraio <a href="http://www.andrez.cotti.biz/author/andrez/">Andrez</a> scriveva l&#8217;articolo <a href="http://www.andrez.cotti.biz/risse-tv-come-eliminare-confronto-e-discussione-1014.html">Risse TV; come eliminare confronto e discussione</a> mentre il 22 <a href="http://www.andrez.cotti.biz/author/alessandro-falcone/">Alessandro</a> ci parlava della <a href="http://www.andrez.cotti.biz/tv-persuasione-1029.html">TV Persuasione</a> (sono convinto che Alessandro saprà spiegare meglio di me alcuni esempi che porterò per dimostrare quanto dico).</p>
<p>Ma è possibile riuscire davvero a manipolare le persone? Esistono delle tecniche per riuscire a convincere qualcuno a fare quello che vogliamo noi?</p>
<p>Eh si&#8230;esistono.</p>
<p>Non sono qui a giudicare il nostro attuale Presidente del Consiglio per l&#8217;uso di queste strategie, voglio solo portare alla conoscenza di tutti che lui non è lì per caso, ma perchè ha effettuato un piano Marketing che gli ha consentito di essere lì.</p>
<p>Molto probabilmente, a questo punto, un suo fan direbbe: bè&#8230;meglio essere governati da uno che è in grado di utilizzare il Marketing, che da uno che non è in grado di farlo. Certo, ma bisogna vedere se queste strategie vengono utilizzate per nascondere i fatti e far arrivare alle persone una propria versione.</p>
<p>Partendo da questa premessa, voglio passarvi ora dei concetti, delle affermazioni, delle informazioni che ci possono essere d&#8217;aiuto nel proseguire poi la lettura dell&#8217;articolo:</p>
<p>- la PNL (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Programmazione_neuro_linguistica">Programmazione Neuro Linguistica</a>) è una tecnica che, attraverso l&#8217;uso del linguaggio, influisce e manipola alcuni comportamenti e pensieri delle persone;<br />
- tutti noi, sin dalla nascita, siamo manipolatori e manipolabili. Il termine non è da vedersi in senso negativo, ma in senso tecnico. Anche se non è propriamente corretto, sostituite manipolabili con influenzabili.<br />
- in America, cosa che in pochi sanno, Obama è al centro di un dibattito dove il tema principale è se il Presidente Americano ha usato l&#8217;Ipnosi o meno nella campagna elettorale. Qui c&#8217;è un ebook in Italiano: <a href="http://www.giacomobruno.it/index.php/2008/12/16/ma-obama-ha-usato-lipnosi/">ma Obama ha usato l&#8217;ipnosi</a>?<br />
- non preoccupatevi, i più grandi oratori della nostra storia sono stati anche dei grandi maestri di manipolazione, senza sapere che esistesse. Infatti molte persone riescono a influenzare gli altri, tutti i giorni, nelle operazioni quotidiane, senza sapere il perchè.</p>
<p>Appresi questi quattro punti dell&#8217;elenco, entriamo nel vivo dell&#8217;articolo.</p>
<p>Quando ci si accinge a creare un progetto di Marketing, una delle parti fondamentali nella riuscita o meno dello stesso, è la conoscenza del target, delle emozioni, dei loro bisogni.</p>
<p>Senza entrare troppo nel dettaglio è importante sapere che <strong>oltre l&#8217;80% delle persone per prendere una decisione ha bisogno di emozioni</strong>. Politicamente parlando inoltre, solo il 13-14% della popolazione sa bene perchè è progressista (50% del 14) o conservatrice (50% del 14).</p>
<p>Da questi dati (dello <strong>Standford Research Institute </strong>mica del nipote del cugino di Pippo) possiamo capire come c&#8217;è una larga fascia di persone che può essere influenzata politicamente. Per approfondire i dati, il beneficio emotivo e altri aspetti vi consiglio <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/societa-e-impegno-civile/108707-perche-politica-non-vince-chi-punta-sulla-ragione.html#post630179">questo post di Andrez nel forum gt alla discussione perchè in politica non vince chi punta sulla ragione</a>.</p>
<p>A questo punto divido l&#8217;articolo in due parti:</p>
<ul>
<li> <span style="color: #800000;">La Fidelizzazione</span></li>
</ul>
<ul>
<li><span style="color: #800000;">La Manipolazione di Massa</span></li>
</ul>
<p>Infatti, per riuscire ad ottenere un largo consenso, un progetto politico deve prima riuscire a tenersi ben saldi i propri elettori (Fidelizzazione) e quelli vicini a loro (che sono un 33%, <span style="font-size: xx-small;">vedi link</span>) e poi riuscire a parlare alla pancia (Manipolazione di Massa) di quelli che non hanno un orientamento politico (33%). Si arriva ad avere oltre il 60% (vi ricorda qualcosa questo dato? forse qualcuno ha più volte detto che il suo indice di gradimento è oltre il 60%?).</p>
<p><strong>La Fidelizzazione</strong></p>
<p>Berlusconi è senza dubbio un forte leader. Sono oltre 15 anni che lui è in politica in prima persona, entrando in modo prepotente grazie al suo potere mediatico.</p>
<p>Questo ha permesso al suo progetto politico di avere un punto di riferimento importante.</p>
<p>Detta così sembra una cazzata, scusate il termine. Ma fate attenzione, è proprio grazie a questo che è riuscito a crearsi un popolo di <em><strong>fans</strong></em>.</p>
<p>Infatti, anno dopo anno, lui è sempre rimasto lì, la stessa figura, sempre uguale (non pensiate che si curi viso e capelli solo per altri motivi <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> ), con gli stessi toni di voce, le parole, i modi, le uscite.</p>
<p>Il nostro cervello, semplificando e rendendo i concetti banali, ci permette di effettuare delle operazioni in modo consapevole o inconsapevole.</p>
<p>Ad esempio: le prime volte che andavamo in bicicletta, stavamo attenti a tutto. I pedali, l&#8217;equilibrio, i freni, il sellino. La bici sembrava un&#8217;astronave. Una volta che il nostro cervello ha assimiliato come si va in bici, noi lo facciamo senza renderci conto più dei movimenti necessari per non cadere.</p>
<p>Nel momento in cui ci si prensenta qualcosa di nuovo da imparare, il nostro cervello è lì attivo con tutti i nostri neuroni ad apprendere. Poi immagazzina e via senza bisogno di dover, ad ogni operazione, attivare il tutto in modo consapevole.</p>
<p>Fate un esperimento: quando la vostra compagna (o compagno) è fuori da casa, provate ad invertire le posizioni degli oggetti in cucina o nell&#8217;armadio. Oltre a beccarvi quattro sani schiaffi, ci vorrà un pochino per riordinare le idee. Ma al 99% tutto tornerà alla posizione di prima!</p>
<p>Ecco, provate ora a prendere un progetto politico e cambiare leader ogni 2-3 anni <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ora, non sto qui a dirvi che sia giusto o sbagliato, democratico o antidemocratico, voglio solo analizzare i fatti, poi ognuno di voi è in grado di tirare le proprie conclusioni (vi ho già manipo&#8230;emh&#8230;<em>influenzato</em> in realtà).</p>
<p>Sta di fatto che con questo sistema di fidelizzazione attuato da Berlusconi, difficilmente potrà andare sotto il 33%.</p>
<p><strong>La Manipolazione di Massa</strong></p>
<p>Bene, veniamo alla parte interessante <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>L&#8217;idea più falsa che ci sia e che gira nei partiti di sinistra è la seguente:<em> &#8220;i suoi dipendenti divulgano attraverso i suoi media informazioni, idee, frasi, concetti perchè sono pagati da Berlusconi.&#8221;</em></p>
<p><strong>E&#8217; tutto falso</strong>. Berlusconi li ha condotti a sè (sedotti). Lui non li paga perchè dicano quelle cose, li ha assunti perchè la pensano come lui. Che è molto diverso. Infatti, in tutti questi anni, Berlusconi, anche al di fuori dei progetti politici, si è costruito una rete di persone che la pensa come lui e pende dalle sue labbra. I suoi <em><strong>Fans</strong></em>. Lui li ha assunti (non è illegale, anzi in un progetto aziendale è doveroso; si fa così).</p>
<p>Grazie a questa rete, lui non ha bisogno nè di chiamare Studio Aperto, nè il Direttore de Il Giornale. In questi posti, in tutti questi anni, ha messo le persone giuste. Non c&#8217;è bisogno di comprare un giornale per aver dentro ogni tanto articoli o headline che possano servire a lui.</p>
<p>E poi, l&#8217;importante è che Silvio apra bocca: immediatamente, dopo la prima citazione, scatta il tam tam dappertutto.</p>
<p>Per i più tecnici è come se avesse qualche centinaia di migliaia di Followers su Twitter pronti a fare ReTweet dei suoi messaggi (cioè girare un messaggio di un utente ai propri contatti): una potenza comunicativa come nessun altro.</p>
<p>Da qui, il passo a lanciare messaggi emotivi o<strong> ipnotici è breve.</strong></p>
<p>Ma la cosa più scandalosa di tutto questo sono i giornali come La Repubblica ed il Corriere che, incredibilmente ma spiegabilmente, sono complici diretti di tutto questo. Infatti vedrete spesso in questi giornali che i titoli degli articoli contengono le citazioni di Silvio.<strong> Fate attenzione</strong>: quello è un messaggio diretto al vostro cervello <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Consiglio sempre a tutti di lasciar perdere i titoloni ed entrare nel vivo dell&#8217;articolo, ma soprattutto cercare poi su Google, sui Social e sui Blog l&#8217;argomento <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Fino a questo punto, vi ho parlato in modo teorico, poco pratico di quanto penso. Non sono sceso nel dettaglio però di molti argomenti, spero solo di avervi aperto la mente e spinto ad approfondire qualche tema particolare.</p>
<p><strong>Vediamo ora due esempi pratici delle tecniche di Silvio:</strong></p>
<p><strong>1. I suoi Processi</strong>: per riuscire ad ottenere quello che lui vuole, ha bisogno di un consenso popolare. Quindi un&#8217;idea che deve passare è che lui è un perseguitato dai giudici. C&#8217;è bisogno quindi di creare questa verità. Quando nella mente di una persona vuoi creare una verità, puoi farlo cercando di fargli credere ad una realtà vicina che certifichi la tua realtà. Ed ogni volta che questa accade, rafforza nella mente il fatto che può essere vero.</p>
<p>Facciamo un esempio pratico.</p>
<p>A tutti sarà capitato di avere avuto un compagno di scuola che sosteneva di avere il professore contro di lui. O magari proprio tu avevi un professore contro <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quindi capitava spesso di prendere brutti voti. O delle note.</p>
<p>I genitori si incavolano no?</p>
<p>Bene, la maggior parte delle volte si cercava di spiegarlo ai genitori o quantomeno convincerli che davvero questo professore era contro di lui.</p>
<p>Ed allora ci si ingeniava le cose più assurde: oggi non mi ha fatto andare in bagno, vedi mamma ce l&#8217;ha con me. Oggi non mi ha fatto mangiare il panino, vedi mamma ce l&#8217;ha con me. Non ho fatto niente, è colpa di Marco se ci ha messo la nota, io ero al mio posto, vedi mamma ce l&#8217;ha con me.</p>
<p>Insomma, alla fine qualche mamma, indignata, andava dal professore per reclamare.<br />
(<em>Nota</em>: la mia mai! Sapeva che era colpa mia sempre e comunque <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Ecco, il bambino cerca di trovare delle verità che possano giustificare quel 5.</p>
<p>Come fa Berlusconi a convincere tutti che lui è un perseguitato?</p>
<p>Dai&#8230;è facile..è un frase che dice sempre. Non solo, viene ripetuta da tutti, i suoi figli, avvocati, giornali, televisioni, ect ect.</p>
<p>Ve la dico io per chi non ci è arrivato: <strong>Giustizia ad Orologeria</strong>!</p>
<p>Il potere mediatico di Berlusconi ha fatto si che questa frase rientri nell&#8217;uso comunque del linguaggio. Se è vero che è una giustizia ad orologeria, è vero che i giudici ce l&#8217;hanno con lui.</p>
<p>Siccome con i Fans di Berlusconi non si puà parlare, come c&#8217;è scritto in uno degli approfondimento sopra, perchè sono animati dal loro sentimento, loro tireranno fuori slogan come quello e diranno: ma dai, <strong>ogni volta che ci sono le elezioni ne esce una!</strong></p>
<p>Bene, questo è un esempio pratico.</p>
<p>Ci vorrebbe un maestro di PNL che studi la cosa e spieghi come smontare questa manipolazione o ipnosi che sia. Io non sono bravo.</p>
<p>Posso ipotizzare alcune strade:</p>
<p>- provare un discorso di questo tipo (non strutturo la frase perchè non sono in grado di farlo):<em> guarda che le elezioni ci sono costantemente sempre e quando sono a Giugno hanno un eco che inizia molti mesi prima del voto. Quindi è molto facile che qualsiasi processo ci sia contro Berlusconi accada in periodo elettorale. Inoltre, Berlusconi è indagato da<strong> prima</strong> che scendesse in politica (ha fatto causa per questo, e l&#8217;ha persa).</em></p>
<p>- raccontare una storia: di solito per &#8220;sbloccare&#8221; le persone si usa raccontare una storia reale per farle rendere conto che è possibile il contrario. In questo caso non mi viene niente di pratico, suggerimenti dai lettori?</p>
<p><strong>2.</strong> <strong>Racconta le storie per rinforzare il suo pensiero sminuendo chi lo attacca</strong>. Questo, molto ben spiegato nel post <a href="../risse-tv-come-eliminare-confronto-e-discussione-1014.html">Risse TV; come eliminare confronto e discussione </a> è molto evidente in un discorso tenuto a Nuovo il 17 gennaio 2009.</p>
<p>Nel discorso, cito testuali parole, dice:</p>
<p>«Quando vado sulla tv nazionale in seconda serata mi bastano 5 minuti per sentire qualcosa contro di me: l&#8217;altra sera c&#8217;era addirittura un&#8217;astrologa che mi attaccava».</p>
<p>Qui sono evidenti varie cose:</p>
<p>-  accentua sempre che sono tutti contro di lui, perchè in questo modo crea una spaccatura e rafforza i suoi Fans (più il rapporto è forte, più può dire qualsiasi cosa. Provate a prendere un Fans di Berlusconi e dire: <em>ho sentito che oggi Silvio ha detto</em>&#8230;.inventandovi una frase tipica di gente di sinistra. Lui sarà d&#8217;accordo con Silvio, sempre, comunque, anche non sapendo di cosa si parla).</p>
<p>- racconta una verità (l&#8217;&#8221;astrologa&#8221; c&#8217;era davvero&#8230;) per rafforzare la prima verità (che tutti sono contro di lui).</p>
<p>Un popolo influenzabile e, se mi posso permettere, un tantino non informato, a questa frase ci crede eccome. Non solo la prima verità viene rafforzata nella sua mente, ma dovesse sentire l&#8217;astrologa gli direbbe: <em>dai&#8230;addirittura l&#8217;astrologa esprime giudizi</em>!</p>
<p>Peccato che c&#8217;è anche un popolo non influenzabile e che ama informarsi.</p>
<p>Infatti l&#8217;astrologa a cui si riferisce Silvio, non è un&#8217;astrologa. E&#8217; <strong>Margherita Hack</strong>, astrofisica di fama mondiale, prima donna a dirigere un osservatorio astronomico in Italia, ha svolto un’importante attività di divulgazione, fornendo un considerevole contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale di molte categorie di stelle come la definisce Andrez nel <a href="http://www.andrez.cotti.biz/margherita-hack-lintelligenza-che-nessun-governo-puo-eliminare-per-decreto-1002.html">post dedicato alla Hack</a>.</p>
<p>Ma si astrologa, astrofisica, romolo e &#8230; <em>remolo</em>, ma a chi importa?</p>
<p>Immaginate la frase di Berlusconi così:</p>
<p>«<em>Quando vado sulla tv nazionale in seconda serata mi bastano 5 minuti per sentire qualcosa contro di me: l&#8217;altra sera c&#8217;era addirittura Margherita Hack che mi attaccava</em>».</p>
<p>Avrebbe avuto lo stesso effetto?</p>
<p>So una cosa&#8230;alcuni di voi hanno pensato: &#8220;<em>ma come Repubblica e il Corriere che fanno il gioco di Silvio? Ma dai Giorgio, lo sanno tutti, i giornalisti scrivono i titoli dei giornali per altri motivi, mica per passare opinioni e idee</em>&#8220;.</p>
<p>Bene: ecco l&#8217;articolo dove è citata la frase di Silvio: <a href="http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_17/berlusconi_tv_di_stato_indegna_3803f61a-e4d1-11dd-98be-00144f02aabc.shtml"> «Tv di Stato non degna di un paese civile»</a></p>
<p>Nessun riferimento a chi era questa &#8220;astrologa&#8221;, ma soprattutto, che cosa ha detto?</p>
<p>Ma chi se ne frega&#8230;l&#8217;importante non è mica informare le persone,  non bisogna dare informazioni, ma <strong> &#8220;circoscrivere le informazioni presentate per limitare il pensiero comune&#8221; </strong>persone come spiegava Alessandro in <a href="http://www.andrez.cotti.biz/tv-persuasione-1029.html">TV Persuasione</a>.</p>
<p>In questo basterebbe dire ad una persona sana di mente&#8230;guarda che non era un&#8217;astrologa&#8230;ma  un&#8217;astrofisica.<br />
Capito ora perchè sono tutti incazzati all&#8217;interno del Partito del Fare per la non presentazione delle liste nel Lazio?</p>
<p>Perchè hanno manipolato le persone raccontando storie sul fatto che sono il Partito del Fare, ma questo episodio sveglierà molti, quale Partito del Fare non riuscirebbe a presentare le liste? Questo smonta la favola costruita:</p>
<p>&#8220;<em>Avete un governo che per la prima volta è retto da un imprenditore e da una squadra di ministri che sembrano membri di un Cda per la loro efficienza. </em>(da <em><a rel="nofollow" href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_963672629.html">Ansa</a></em>, 21 maggio 2009)&#8221;</p>
<p>Questi sono solo alcuni esempi, ci vorrebbe un esperto di PNL per analizzare le varie frasi <img src='http://www.andrez.cotti.biz/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ne verrebbero fuori delle belle, ma soprattutto ci vorrebbe un bel ebook PDF da far girare.</p>
<p>SVEGLIAMOCI!</p>
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		<title>Web Marketing Politico</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 10:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & politici]]></category>
		<category><![CDATA[Barack Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[marketing politico]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[Sms, blog, social e network così ha vinto Obama Abbiamo già avuto occasione di discutere gli aspetti usati dalla politica relativi al web marketing. Abbiamo osservato come analisi sociologiche molto chiare ci spiegano nei minimi dettagli come interagire con le varie fasce di cittadini, come comprenderli e come farsi da loro comprendere. Studi di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><strong>Sms, blog, social e network così ha  vinto Obama</strong></div>
<div>Abbiamo già avuto occasione di discutere gli aspetti usati dalla politica relativi al web  marketing.</div>
<div id="post_message_642563">
<p>Abbiamo osservato come analisi sociologiche molto chiare ci  spiegano nei minimi dettagli come interagire con le varie fasce di  cittadini, come comprenderli e come farsi da loro comprendere.<br />
Studi di questo genere sono da tempo utilizzati dai marketer  internazionali per far crescere i mercati delle loro aziende e da anni  ne parliamo qui nel blog aree analisi di  marketing con <a title="Beneficio emotivo" href="http://www.andrez.cotti.biz/limportanza-determinante-dei-media-nella-scelta-di-voto-2-1377.html">approfondimenti</a> molto interessanti.</p>
<p>Da anni questi studi vengono utilizzati scrupolosamente dagli uomini  politici per le loro campagne e per definire i loro programmi fin nei  minimi dettagli.</p>
<p>In <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/obama-presidenza-7/guru-campagna/guru-campagna.html" target="_blank">questo articolo</a> vediamo come Joe Rospars  (responsabile della campagna elettorale online di Barack Obama) ha curato e secondo  lui indotto la vittoria del nuovo Presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>Nel topic in Società Civile abbiamo osservato di come un terzo dei  cittadini-utenti-elettori sia composto da persone poco interessate e  poco capaci di comprendere la politica e che scelgono di volta in volta <span style="color: black;">non per un ragionamento, per interesse o convincimento  razionale, ma esprimendo col voto anzitutto <strong>quel sentimento</strong> <strong>e  quelle emozioni</strong> che <em>qualcuno</em> è riuscito a fargli arrivare.<br />
</span><br />
Secondo i maggiori marketer difatti, i <strong>fattori emotivi </strong>sono la  prima fonte di  persuasione. Il consumatore fa una scelta (acquista un  prodotto) perchè è spinto da un <strong>bisogno</strong>, <span style="color: darkred;"><em>reale   o indotto</em></span>.</p>
<p>Per <em><span style="color: darkred;">indurre</span></em> questo bisogno essi  sostengono che, sia per canalizzare i bisogni reali sia <em>indurre</em> detti bisogni, è indispensabile intervenire<strong> sui fattori  emotivi</strong>.<br />
Per poter applicare questa strategia occorre innanzitutto identificare i  vari settori delle fasce sociali ai quali applicare l&#8217;intervento e  quindi studiarne statisticamente la composizione sociologica, valutando  le percentuali di persone che possono essere recettive ai diversi  messaggi e perchè.</p>
<p>Secondo lo <strong>Standford Research Institute</strong> (ma anche <strong>Eurisko </strong>riporta  dati simili) l&#8217;80% della popolazione appare &#8220;<span style="color: darkred;">eterodiretta</span>&#8220;,   non in grado cioè di decidere completamente da sé edun terzo di essi  appare privo di un orientamento di fondo, per questo costretti a seguire  l&#8217;emotività del momento e chi è capace di trasmetterla loro.</p>
<p>Per arrivare ad una scelta essi subiscono passivamente l&#8217;influenza dei mass media, delle pubblicità,  delle mode, dell&#8217;ambiente di lavoro o in cui vivono, degli amici e della  famiglia &#8230; e recentemente da <strong><em>Sms e blog,  Social e NetWork</em></strong> come evidenzia Joe Rospars; dato un 80% di  popolazione indotta alla scelta da fattori esterni, essere in grado di  comprendere detti fattori e saperli abilmente usare significa  conquistare un particolare mercato, vendere un determinato prodotto o  &#8230; farsi votare.<br />
<span style="color: darkred;"><br />
Appare evidente di come utilizzando i mezzi di comunicazioni di massa, o  più recentemente riuscendo ad usare in modo ottimale il web, si arrivi  facilmente a conquistare una larga fascia di questa popolazione.</span></p>
<p>L&#8217;importanza del beneficio emotivo nelle  scelte è dimostrato  dalle scelte quotidiane che compiamo, [nel scegliere un tipo di  orologio, un appartamento o un vestito]; è sempre l&#8217;<strong>emozione</strong> più  che la razionalità a portarci a  scegliere.</p>
<p>Facciamo un esempio di scelta data dall&#8217;<strong>emozione</strong>, [o scelta  emozionale];<br />
Pensiamo ad una tavola bella spessa, larga un metro e lunga 20  appoggiata al pavimento. Ci correremmo sopra senza problemi vero?<br />
Immaginiamola a 100 metri  d&#8217;altezza.</p>
<p>La parte logica della mente ci dice che non c&#8217;è problema, che di fatto è  uguale a prima, ma domina la paura e non ci sentiamo più così tanto di  correrci sopra.<br />
Poi certo possiamo dire che forse potrebbe rompersi, che potrebbe  esserci  vento, &#8230;ma sono considerazioni successive queste, <em>razionali</em>.<br />
Ciò che invece avvertiamo subito, aldilà del ragionamento, l&#8217;immediato  senso di timore e paura è dato da una reazione del sistema <strong>emozionale</strong>,  che operando in maniera indipendente dal pensiero cosciente e razionale  diffonde i propri effetti chimici e &#8230;ci fa scegliere.</p>
<p>Fa comprare o &#8230; fa votare.</p>
<p>E ci fa anche NON  comprare (o non votare) e cercare altrove.</p>
<p>Antònio Damàsio, noto neuroscienziato,  ha  studiato persone normali che  hanno subìto un danno cerebrale al <strong>sistema emozionale.<br />
</strong>Nonostante la loro  evidente normalità, privi del <strong>messaggio   emozionale </strong>essi si trovano assolutamente incapaci di scegliere,  sanno bene cosa devono fare e quando, ma non sanno decidere ad esempio  dove vogliono vivere, cosa mangiare, come vestirsi e &#8230; cosa votare.</p>
<p>La  ricerca ha quindi dimostrato che le decisioni finali vengono prese  non dal  sistema <strong>logico-razionale </strong>ma da quello  <strong>emozionale-affettivo </strong>.<br />
Le persone  prive di emozioni sono dunque incapaci di scegliere.</p>
<p>Un messaggio pubblicitario o uno slogan politico privo di emotività è  incapace di  farsi scegliere.<br />
Ed un leader incapace di suscitare aspetti emozionali affettivi non solo  sarà incapace di attirare elettori ma addirittura di mantenere quelli  che ha già.</p>
<p>________________</p>
<p>Ognuno di noi ha avuto occasione di vedere le propagande politico  elettorali che i vari partiti hanno presentato usando la rete.<br />
La sensazione che se ne trae è quasi sempre di qualcosa di non sincero o  di imbonimento per impreparati.<br />
Specialmente per chi ha una discreta conoscenza della rete come l&#8217;utenza  gt, diviene mortificante leggere lo stile patetico-istrionico dei  nostri stessi partiti politici, quelli in cui crediamo e che così  malamente esprimono i nostri ideali. Dovessero postare quegli sgraziati  messaggi in forum smaliziati sarebbero sommersi da risate e sberleffi.</p>
<p>Questo perchè nessuno di quei partiti ha pensato di incaricare dei  messaggi in rete degli <strong>esperti di comunicazione web e community</strong>.</p>
<p>Scrivono in rete come se parlassero in un comizio, e questo come  sappiamo bene in rete non funge. <img title="Rollo" src="http://www.giorgiotave.it/forum/images/smilies/124.gif" border="0" alt="" /></p>
<p>Chi ha compreso questo aspetto (vediamo ad esempio Di Pietro e Grillo)  ha pensato bene di incaricare<span style="color: indigo;"><strong><em> esperti web </em></strong></span>sia  della cura ed ottimizzazione del sito, sia dello<strong> stile dei messaggi</strong>,  ottenendo riscontri di visibilità (e seguito) davvero interessanti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo di <a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/esteri/obama-presidenza-7/guru-campagna/guru-campagna.html" target="_blank">Joe Rospars</a> (responsabile della campagna web di  Obama) è stato dunque coinvolgere la gente usando la rete con <em>esperti  della rete; &#8211; &#8220;</em> <span style="color: indigo;"><em>la gente voleva delle voci  nuove, se voleva che qualcosa accadesse, la sfida era  quella di farla  accadere davvero, costruire un movimento nuovo in un insieme di   istituzioni arcaiche</em></span>&#8220;.</p>
<p>Coinvolgendo <strong>esperti del web</strong> all&#8217;uso sistematico di Sms e Blog,  Social e NetWork è stato possibile contattare e sensibilizzare larghe  fasce di popolazione portandole ad essere parte di un processo politico  che fino a quel  momento le aveva escluse, consentendo loro di costruire  di fatto una società civile nuova ed offrendo loro la  partecipazione  democratica tipica della rete.</p>
<p>Credo che la nostra mission potrà essere quella di sensibilizzare i  responsabili dei nostri partiti politici e spiegare loro che il popolo  del web è ad un livello di maturità ben più elevato e che occorrono <strong>esperti</strong> per riuscire a coinvolgerlo nei loro progetti elettorali&#8230; e che abili  WebMaster esperti in Community potrebbero essergli di forte aiuto.  <img title="Smile" src="http://www.giorgiotave.it/forum/images/smilies/smile.gif" border="0" alt="" /></div>
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		<title>L&#8217;importanza determinante dei media nella scelta di voto</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/limportanza-determinante-dei-media-nella-scelta-di-voto-290.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2009 09:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[maggioranza elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[A sinistra si continua a credere che la gente voti ragionando, e non seguendo emozioni; non è così, non lo è mai stato né in Italia né in altri Paesi. Tendenzialmente (Eurisko / Standford Research Institute) è dimostrato che in sintesi, un terzo dell&#8217;elettorato si presenta tendenzialmente orientato a sinistra ed un terzo a destra. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A sinistra si continua a credere che la <span style="font-style:italic;">gente</span> voti ragionando, e non seguendo emozioni; non è così, non lo è mai stato né in Italia né in altri Paesi.</p>
<p>Tendenzialmente (Eurisko / Standford Research Institute) è dimostrato che in sintesi, un terzo dell&#8217;elettorato si presenta tendenzialmente orientato a sinistra ed un terzo a destra. Due zoccoli duri che raramente cambiano idea, indipendentemente dal progetto politico, dai rispettivi leader o dall&#8217;ideologia vincente.</p>
<p>Il restante terzo, che diviene di fatto determinante per la vittoria, è formato da persone interessate poco alla politica e che scelgono di volta in volta, quasi mai per convincimento razionale o interesse personale, ma arrivando ad esprimere col voto <span style="font-weight:bold;">un sentimento</span>.</p>
<p>In una società normale con istituzioni funzionanti, buone scuole ed innanzitutto una libera e trasparente informazione, l&#8217;influenza emotiva sul voto di quel terzo è ridotta ai minimi.</p>
<p>Ma in Italia non esiste una libera informazione, giornali e TV asserviti al regime propinano una melassa emotiva a reti unificate capace di indurre un completo consenso emotivo nel terzo di popolazione indecisa, ed in questo Berlusconi è maestro, costantemente in sintonia con gli umori profondi e cangianti del ventre molle Paese.</p>
<p>La <span style="font-style:italic;">gente</span> vota quel politico che i media gli fanno percepire come affidabile, non chi ha mantenuto le precedenti promesse. Chi cioè promette ciò che la <span style="font-style:italic;">gente</span> cerca in quel preciso momento.</p>
<p>Da sempre questo concetto appare incomprensibile ai lesder della sinistra.<br />Che ha potuto vincere solo conseguentemente a crisi profonde e presentando leader di alto spessore (Prodi) che da cattolico conosceva bene invece l&#8217;importanza dell&#8217;emotività; se gli uomini scegliessero usando la sola ragione, la religione non esisterebbe da un pezzo.</p>
<p>Credo che su questa incomprensione ci si stia giocando la democrazia in Italia.</p>
<p>Per i leader di sinistra semplicemente le emozioni non esistono, o meglio, non <span style="font-weight:bold;">devono esistere</span>, e generazioni di dirigenti, sin dagli anni del PCI, hanno mal digerito o comunque respinto le spinte giovanili che muovevano nella direzione di dare ascolto (ed un peso) all&#8217;emotività.</p>
<p>Errore.</p>
<p>Eppure esistono analisi sociologiche molto chiare che spiegano nei minimi dettagli come interagire con le varie fasce di cittadini, come comprenderli e come farsi da loro comprendere.<br />Studi di questo genere sono da tempo utilizzati dai marketer internazionali per far crescere i loro business e sempre da anni questi studi vendono intensamente utilizzati dagli uomini politici del mondo (non ultimo Obama) per le loro campagne e per definire i loro programmi fin nei minimi dettagli.</p>
<p>Berlusconi, come sappiamo bene, con il suo populismo è senza dubbio uno dei massimi fruitori di questi dati, così come invece all&#8217;opposto sembra che a sinistra di fatto ne ignorino l&#8217;esistenza.</p>
<p>_________________________</p>
<p>Come abbiamo visto, possiamo suddividere la popolazione in 3 fasce; 2 con sentimenti opposti e ben precisi che molto raramente cambiano, qualsiasi sia il programma o la linea che il loro leader gli offre:</p>
<p>1. un terzo dell&#8217;elettorato orientato in senso progressista (tende a seguire valori come l&#8217;eguaglianza e la giustizia sociale, l&#8217;innovazione e la solidarietà).</p>
<p>2. un terzo orientato in senso conservatore (è sensibile ai valori di ordine e profitto, meritocrazia e verticismo).</p>
<p>3. Il rimanente terzo, decisivo per la vittoria, è composto da persone poco interessate e poco capaci di comprendere la politica e che scelgono di volta in volta in base a chi meglio riesce a suggestionarli.</p>
<p>Questi non scelgono per un ragionamento, per interesse o convincimento razionale, ma esprimendo col voto anzitutto quel sentimento e quelle emozioni che <span style="font-style:italic;">qualcuno</span> è riuscito a fargli arrivare e determinando con questo il destino di tutti.</p>
<p>Vediamo di valutare alcuni dati.</p>
<p>Secondo i maggiori <span style="font-weight:bold;">marketer</span>, i fattori emotivi sono la prima fonte di persuasione. Il consumatore fa una scelta (acquista un prodotto) perchè è spinto da un bisogno, reale o indotto.</p>
<p>Per indurre questo bisogno, i marketer sostengono che, sia per canalizzare i bisogni reali, sia per indurre detti bisogni, possono essere manipolati i <span style="font-weight:bold;">fattori emotivi</span>.<br />Per poter applicare questa strategia occorre innanzitutto identificare i vari settori delle fasce sociali ai quali applicare l&#8217;intervento e quindi studiarne statisticamente la composizione sociologica, valutando le percentuali di persone che possono essere recettive ai diversi messaggi e perchè lo siano.</p>
<p>Secondo lo Standford Research Institute ( ma anche Eurisko riporta dati simili) l&#8217;80% della popolazione è &#8220;eterodiretta&#8221;, non è cioè in grado di decidere da sé.<br />Per arrivare ad una scelta essi subiscono passivamente l&#8217;influenza dei mass media, delle pubblicità, delle mode, dell&#8217;ambiente di lavoro o di quello in cui vivono, degli amici e della famiglia.</p>
<p>Un 80% di popolazione che appare quindi indotta alla scelta da fattori esterni.<br />Essere in grado di comprendere detti fattori e saperli manipolare significa conquistare un particolare mercato, vendere un determinato prodotto o &#8230; farsi votare.</p>
<p>Seguendo l&#8217;analisi dello Standford Research Institute, abbiamo:</p>
<p><span style="font-weight:bold;">1.</span> un terzo (il 33%) di cittadini progressisti, dei quali:</p>
<p>    * circa il 20% che sa bene il perchè.<br />    * circa l&#8217;80% che non lo sa esattamente, ma segue convinzioni e tradizioni, ambientali o famigliari.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">2.</span> un terzo (il 33%) di cittadini conservatori, dei quali:</p>
<p>    * circa il 20% che sa bene il perchè.<br />    * circa ll 80% che non lo sa esattamente, ma segue convinzioni e tradizioni, ambientali o famigliari.</p>
<p><span style="font-weight:bold;">3.</span> un terzo (il 33%) di cittadini privi di un orientamento di fondo e che segue l&#8217;emotività del momento e chi è capace di saperla loro trasmette.</p>
<p>E&#8217; evidente che impadronendosi dei mezzi di comunicazioni è scontato che si arrivi facilmente a conquistare una larghissima fascia di questo terzo di popolazione.</p>
<p>_______________________</p>
<p>Ma vediamo l&#8217;importanza del beneficio emotivo nelle scelte.</p>
<p>E&#8217; dimostrato che nelle scelte quotidiane che compiamo, (nel scegliere un tipo di orologio, un appartamento o un vestito) sia l&#8217;emozione più che la razionalità a portarci a scegliere.</p>
<p>Facciamo un esempio di scelta data dall&#8217;emozione, [o scelta emozionale];<br />Pensate ad una tavola bella spessa, larga un metro e lunga 20 appoggiata al pavimento. Ci correreste sopra senza problemi vero?</p>
<p>Immaginatela a 100 metri d&#8217;altezza.<br />La parte logica della mente ci dice che non c&#8217;è problema, che di fatto è uguale a prima, ma domina la paura e non ci sentiamo più così tanto di correrci sopra.<br />Poi certo possiamo dire che forse potrebbe rompersi, che potrebbe esserci vento, &#8230;ma sono considerazioni successive queste, razionali.<br />Ciò che invece avvertiamo subito, aldilà del ragionamento, l&#8217;immediato senso di timore e paura è dato da una reazione del sistema emozionale, che operando in maniera indipendente dal pensiero cosciente e razionale diffonde i propri effetti chimici e &#8230;ci fa scegliere.</p>
<p>Fa comprare o votare.</p>
<p>E ci fa anche NON comprare (o non votare) e cercare altrove.</p>
<p>__________________________</p>
<p>Antònio Damàsio, noto neuroscienziato, ha studiato persone normali che hanno subito un danno cerebrale al sistema emozionale.<br />Nonostante la loro evidente normalità, privi del messaggio emozionale essi si trovano assolutamente incapaci di scegliere, sanno bene cosa devono fare e quando, ma non sanno decidere ad esempio dove vogliono vivere, cosa mangiare, come vestirsi e &#8230; cosa votare.</p>
<p>La ricerca ha quindi dimostrato che le decisioni finali vengono prese non dal sistema logico-razionale ma da quello emozionale-affettivo.<br />Le persone prive di emozioni sono dunque incapaci di scegliere.</p>
<p>Un messaggio pubblicitario o uno slogan politico privo di emotività è incapace di farsi scegliere.<br />Ed un leader incapace di suscitare aspetti emozionali affettivi non solo sarà incapace di attirare elettori ma addirittura di mantenere quelli che ha già.</p>
<p>Possiamo quindi concludere che se per una serie di coincidenze, inganni o azioni violente una parte politica si appropria dei mezzi di comunicazione, riesce ad assoggettarsi il consenso di buona parte dei cittadini eterodiretti e ad imporre la propria linea politica (o i propri personali interessi) a tutti quanti.<br />E questo può succedere indipendentemente dal raggruppamento del leader vincente, di destra o sinistra che sia.</p>
<p>Ma questa cari amici, non è più democrazia.</p>
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		<title>Trasmissione di messaggi emozionali elettorali e &quot;ciarpame senza pudore&quot;</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 06:12:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Beneficio emotivo]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[ciarpame senza pudore]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi emozionali]]></category>
		<category><![CDATA[veronica lario]]></category>

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		<description><![CDATA[La candidatura ad Europarlamentare per quelle che il settimanale &#8220;Oggi&#8221; definisce le Cinque Smandrappone dell&#8217;harem di Berlusconi può apparire senz&#8217;altro un ottimo elemento per stimolare (e manipolare) i fattori emotivi degli elettori, specialmente maschi. Evidentemente ha stimolato emotivamente in altro modo la moglie di Berlusconi, che oggi indignata dichiara: - &#8220;Veronica Lario: [Ansa -28 aprile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La candidatura ad Europarlamentare per quelle che il settimanale &#8220;Oggi&#8221; definisce le <span style="font-weight:bold;">Cinque Smandrappone dell&#8217;harem di Berlusconi</span> può apparire senz&#8217;altro un ottimo elemento per stimolare (e manipolare) i fattori emotivi degli elettori, specialmente maschi.</p>
<p>Evidentemente ha stimolato emotivamente in altro modo la moglie di Berlusconi, che oggi indignata dichiara:</p>
<p>- &#8220;Veronica Lario: [Ansa -28 aprile 2009 ]<br />
«L&#8217;uso delle donne per le Europee? Ciarpame senza pudore»<br />
&#8220;Voglio che sia chiaro che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire&#8221;.<br />
&#8220;Per fortuna da tempo c&#8217;è un futuro al femminile sia nell&#8217;imprenditoria che nella politica e questa è una realtà globale. C&#8217;è stata la Thatcher e oggi abbiamo la Merkel, giusto per citare alcune donne, per potere dire che esiste una carriera politica al femminile&#8221;.<br />
&#8220;In Italia la storia va da Nilde Jotti e prosegue con la Prestigiacomo. Le donne oggi sono e possono essere più belle; e che ci siano belle donne anche nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, e che è ancora più grave, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono state sempre in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti&#8221;.<br />
«Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell&#8217;imperatore. Condivido, quello che emerge è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere». -</p>
<p>Proseguendo sulla traccia della trasmissione di messaggi emozionali, il nostro Presidente del Consiglio che al momento controlla praticamente la totalità dei mezzi di informazione ha dato il via alle candidature Pdl per le Europee.<br />
Quali statisti, studiosi o alti esponenti della cultura ha deciso di mandare a Strasburgo il Premier per rappresentare il nostro Paese ed offrire un contributo intellettuale alla crescita dell&#8217;Europa?</p>
<p>L&#8217;infornata comprende nell&#8217;ordine:<br />
1. Barbara Matera, già &#8220;letteronza&#8221;<br />
2. Angela Sozio, ex del Grande Fratello<br />
3. Camilla Ferranti, reduce da Incantesimo<br />
4. Eleonora Gaggioli, direttamente dai set di Don Matteo<br />
5. Elisa di Rivombrosa.</p>
<p>Che contributo potranno offrire le Cinque Smandrappone dell&#8217;harem di Berlusconi (come le definisce &#8220;Oggi&#8221;) per la crescita Europea?</p>
<p>E come possono sentirsi quelle donne di destra non giovani ed avvenenti nè dai seni profferti, ma con enorme bagaglio culturale e profonda conoscenza dello Stato e delle leggi alle quali Berluscuni preclude ogni parteciapzione?</p>
<p>Senonchè, nel vuoto quasi assoluto di reazioni da parte dell&#8217;inesistente opposizione è proprio il Presidente della Camera Fini, tramite una sua fondazione, a rifiutare l&#8217;ennesima strumentalizzazione della donna e del suo corpo (che di altro evidentemente qui non si tratta):<br />
&#8220;Le donne non sono gingilli da utilizzare come specchietti per le allodole, non sono nemmeno fragili esserini bisognosi di protezione e promozione da parte di generosi e paterni signori maschi, le donne sono, banalmente, persone. Vorremmo che chi ha importanti responsabilità politiche qualche volta lo ricordasse&#8221;</p>
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