Beppe Grillo

grilloGRILLO: un politico al pesto .

I “wikidati” ci parlano di Giuseppe Piero Grillo, nato a Genova nel 1948, diplomato ragioniere, “comico, attore, attivista politico e blogger italiano” ( blog collocato al settimo posto della classifica mondiale 2009 pubblicata da Forbes), ispiratore del gruppone liquido e indefinito dei “Grillini” e promotore del movimento politico nazionale “ 5 Stelle”, che di recente ha piazzato in giro qualche consigliere regionale.

Qui parleremo del Grillo visto da un cittadino genovese, la sottoscritta. E come usciva la sua figura da riviste e rotocalchi. Ci dicono suo padre fosse il titolare di una piccola fabbrica di fiamme ossidriche.

Ricordo: Beppe raccontare, su una rivista, nel suo stile spumeggiante – e appena autoironico, quando serve – che avevano un solo operaio, ma faceva un casino sindacale d’inferno. Che poi, ti chiedi se per caso è vero, verosimile, o finto per scena, sempre e comunque. E continuerai a chiedertelo anche quando si occuperà di temi “pesanti”. Degna di nota è la sua prima apparizione televisiva, nel 1976, in “Secondo Voi”, (preliminare a Domenica In) sotto la guida di zio Pippo Baudo, dove faceva a gara di bravura con un altro genovese, Tullio Solenghi. Seguirono “Luna Park”, Fantastico (con Loretta Goggi), e il festival di Sanremo (con una oggi dimenticata Stefania Casini), che lo rivide poi come guest star in veste di comico.

Ricordo: sulle solite riviste, amici forse un po’ rosiconi, come il comico Orlando Portento marito di Angela Cavagna (quello di “E triccaballacche!” ) accusare Beppe di avergli copiato i monologhi. E si parla di una sua gioventù da vitellone, sciupa ragazze e bighellone. Anni ’80, televisione “Te la do io l’America”: ben fatto, indimenticabile, Grillo smagliante, fuochi d’artificio e ospiti d’eccezione: il poliziotto Serpico, ormai in pensione benché ancora giovane, a raccontarci che “ i maggiori spacciatori di droga in America sono i poliziotti”( ve lo immaginereste oggi?); Abbe Lane, senza l’ex marito pigmalione Xavier Cugat, ancor giovane lei pure, ma già residuato di un tempo che fu; Romina Power e gli altri che “avevano trovato l’America in Italia”. Bella idea, replicata più straccamente in “Te lo do io il Brasile”, dove l’impressione era che le cose più interessanti da dire e da mostrare dovessero venire occultate e il Grillo iniziasse a smaniare.

Arrivò anche la pubblicità di uno yogurth, premiata da tutte le giurie terrestri e galattiche del settore. Eccolo buttarsi sul cinema, tra il 1982 e il 1987. Mi sono presa la briga di vedere tutti e tre i suoi film. Gli amici e conoscenti dicevano: ma perché ti fili quello, è un montato, faceva ridere un tempo, ma ora…   A me non sono dispiaciuti, benché, lo confesso, non li rivedrei una seconda volta e il minimo che si possa dire è che erano strambi: Cercasi Gesù (di Comencini), David di Donatello e Nastro d’Argento come miglior attore esordiente; era in anticipo sui tempi, ma ci diede occasione di vedere, in pratica per l’ultima volta, una Maria Schneider convertita dopo l’Ultimo Tango; Scemo di guerra (Dino Risi…): ideuzza simpatica, Grillo medico, nel deserto con un gruppo di improbabili commilitoni tra cui Fabio Testi; indimenticabile la scena in cui impone al marito arabo di far spogliare la moglie per una visita. Topo Galileo (di Francesco Laudadio), commedia mezzo fantascientifica, con un’attrice protagonista, che uno si chiede dove siano andati a scovarla: Jerry Hall, la moglie di Mike Jagger. Anche davanti alla cinepresa, si ha sempre l’impressione che faccia un numero di cabaret; e che reciti come Madonna, con l’occhio fisso alla camera.

Nel frattempo arrivò l’incidente, oggi elevato a rango di evento storico. 15 novembre 1986, durante un ennesimo Fantastico, sotto gli occhi di un atterrito Baudo, patron pentito, Grillo indicò i socialisti come una manica di ladri e venne esiliato dalla RAI. In seguito tornerà, ma dopo un’esperienza “ free lance” in terra francese, arriverà l’addio alle televisioni. Ce l’ha pure con Murdoch. Ecco dunque che si verifica la metamorfosi: da uomo di spettacolo puro, a comico “politico”, su cui non si sa più che aggettivo sprecare: pungente, corrosivo, spietato, implacabile, e via così. Lui si butta sul teatro, addirittura con Michele Serra.

Poi scopre il web e dilaga. Impegnato in vaghi progetti per i paesi del terzo mondo, ambientalista, sempre in lotta contro un potere mai identificabile politicamente, viene spesso accusato di incoerenza. Per esempio, ce l’ha con le automobili, ma non ne fa certo a meno personalmente. Le paragona a divani buttati in mezzo a una strada, come se fosse la stessa cosa. Nella sua bella magione di Sant’Ilario ( il paese di Bocca di Rosa) non avrà problemi di parcheggio… I suoi vaffa generano deliri. In Italia, basta insultare i potenti e si ha una platea in estasi, ma poi?…

Tuona contro i condannati in parlamento, ma non è che il benchmark del’idea sia suo, in origine: lui lo urla anche più dei depositari del marchio. Dileggia la Montalcini, come fa anche Storace, ma lui per presunte complicità con le cause farmaceutiche, mentre il parlamentare solo perché la scienziata appoggia Prodi: un pateracchio, una di quelle circostanze in cui si forma una prava alleanza, cementata non da eventi penalmente rilevanti, ma da evidente maleducazione. A volte è simpatico, come quando irride ai furori contro i fumatori, in un mondo assediato dallo smog. Altre, ti chiedi cos’abbia in testa: come quando, nel B-day, se la prende con il compagno di tennis di un ministro prodiano; o l’ultima volta in cui, nel 2008, a Genova, al CEP di PRA’, un popolare quartiere genovese, arringa la folla contro tutti (ma in particolare la giunta), seguito da un frastornato Travaglio che riesce a malapena a dire due parole sotto la pioggia ormai battente. Beppe riprende la parola e si lancia in un’apologia della prostituzione on line.

Vistosi rifutata l’iscrizione al PD (grande enfasi), fonda la sua compagine e butta in pista molti giovani. Piattaforma dei suoi eligendi (alcuni poi eletti): l’impegno firmato a lasciare la politica dopo dieci anni. Come se di promesse non fosse già piena una campagna elettorale. Beppe a tratti appare un radicale, ma Pannella si irrita sulla battuta riguardante i figli: Grillo ne ha sei sparsi, Pannella nessuno, quindi il primo non collabora al rientro dolce e alla denatalità che faciliterebbe la lotta al consumismo. Ci si chiede da dove prenda i soldi; ci sono state polemiche, accuse, ma non si va a fondo. La sinistra spera sempre che egli un giorno affossi la destra e viceversa, ma non succede mai.

In Liguria non ha presentato liste, e sembra in genere tenersi alla larga dal capoluogo. Nemo propheta in patria? Forse, anche. E’ che a noi pare di vedere uno di quei crocchi di pensionati, al bar del quartiere o di un qualsiasi nostro paese dei dintorni (Grillo è originario di Savignone), che sbraitano in sano dialetto contro “quelli di Roma”, “tangentisti e tangentati” ( dopo che Grillo lanciò strali contro Biagio Agnes, a suo tempo, il poveretto fu quasi costretto a nascondersi); quelli che “pensano solo alle palanche” e poi “ le loro belinate le paghiamo noi”. Qui non è una novità. Un bianchetto, una mano di cirulla, due smoccolate, e ognuno torna a casa sua pensando che in fondo, a tavola, lo aspetta la pasta al pesto. Magari Beppe Grillo riuscirà a fare di meglio. Magari.


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Commenti
Sono stati scritti 7 commenti sin'ora »
  1. MauriMauri - 19 maggio 2010

    Ho conosciuto e parlato con molti , cosidetti grillini.  Nonostante il Beppe dica delle verità. Il” suo popolo”, antipolitico è vuoto,  borioso, inconsisente , approssimativo, ignorante politicamente,  ed egoista. Oserei dire , non sa bene cosa sia la democrazia  e la sua “lotta” non serve a nulla per riportarla  nel nostro “Brutto Paese”.

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  2. Andrez - 19 maggio 2010

    L’immagine che i “grillini” stanno offrendo di loro stessi in effetti non appare del tutto positiva confermando quanto sostieni nel tuo duro commento.

    Presentano i limiti tipici dei movimenti senza base nè storia, (arroganza e presunzione, impreparazione e pressapochismo) così come fecero i verdi negli anni ‘80 condannandosi all’estinzione.

    Ma spesso le loro denunce sono reali e le proposte interessanti.

    Per questo secondo me dobbiamo imparare a confrontarci con loro e  considerarli compagni di strada nella liberazione dal berlusconismo.

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  3. carmengueyecarmengueye - 19 maggio 2010

    Ma guarda,  l’impressione è che siano loro a non volersi confrontare.  L’utente tipo di questo movimento è tra i trenta e i quaranta, disprezza tutto e tutti, ha la scienza infusa e la verità in tasca e non ha interiorizzato il valore del concetto. Pesca dalle peggiori forme di comunicazione, salta di palo in frasca, ama la battuta a effetto, insulta, dileggia  e fa casino. C’è già Berlusconi per questo.

    p.s.
    il presente si intenda a titolo di commento, rispetto al mio articolo, che aveva un taglio di cronaca.

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  4. MauriMauri - 21 maggio 2010

    Le cose che ho scritto ,le ho dette pure a”loro”. Non mi sfilo dalla discussione .Quello che ho scritto è provocatorio , ma vicino alla realtà. Ciò non toglie che continuerò a lottare,  per fargli capire che in politica, sopratutto ora, bisogna essere meno presuntuosi e più elastici. Presupposto alla coesione,determinante,  per cercare di  eliminare  questa cricca di malfattori.

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  5. Andrez - 21 maggio 2010

    Condividendo cari Mauri e Carmen le vostre analisi, aggiungerei una precisazione su quelle che ho considerato “proposte interessanti” dei grillini.

    Tempo fa ho scritto sul Blog di Paola Marani (ex Sindaco di Persiceto ora nel Consiglio Regionale dell’Emilia):

    * ritenete percorribile l’esempio virtuoso da mostrare ai cittadini di ridurre sensibilmente stipendi e benefit dei Consiglieri Regionali?

    Al dilà della positiva risposta di Paola, sappiamo che anche in Emilia si è accettato l’andazzo nazionale degli stipendi assurdi per i Consiglieri ed Assessori Regionali.

    A questa regola non si sono sottratti nemmeno i partiti di estrema sinistra, nemmeno quando erano presenti in giunta,  avvallando il sistema dei privilegi.

    Perchè abbiamo dovuto attendere che arrivasse il grillino Favia in Consiglio Regionale a proporre questa sanatoria?

    Senza i grillini il problema non si sarebbe posto e si continuerebbe nel foraggiare la casta nel tacito consenso di Rifondazione & Compagni, intenti con passione a spartirsi i fondi ed i rimborsi governativi ottenuti;  proviamo a chiederci ad esempio perchè Liberazione e gli altri giornali di sinistra sono falliti mentre invece il Fatto stà ottenendo un incredibile successo, anche economico, e senza nessun finanziamento?

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  6. Luachan - 1 giugno 2010

    Cari @Mauri e @carmengueye,
    faccio parte del nenonato moVimento 5 Stelle Basilicata – nato dalla Lista Civica Matera 5 Stelle, che ha preso parte alle scorse elezioni comunali di Matera – e vorrei dire la mia in merito all’immagine che i cosiddetti grillini danno di loro stessi.
    @Mauri, non so quali “grillini” tu abbia conosciuto e non so cosa intendi per “politicamente ignorante” o “lotta inutile”, ma mi piacerebbe parlare dell’esperienze che stiamo facendo qui in Basilicata, in particolare a Matera: nel moVimento locale, molti di noi – dai 19 ai 55 anni – non hanno mai avuto un’esperienza diretta a livello politico, nel senso che non sono mai stati tesserati ad alcun partito, ma la maggior parte opera da anni attraverso il meetup Sassi Emigranti, denunciando con video, manifestazioni e raccolte di firme i vari soprusi – edilizi, ambientali, sociali – fatti alla città in cui viviamo. Il gruppo è composto da persone di diversa estrazione sociale e ideologica e cerchiamo di fare il possibile per coinvolgere quanta più gente e soggetti/movimenti possibili, per il bene della città e per proporre delle valide alternative alle decisioni spesso scellerate di chi ci governa.
    @carmengueye, dici che noi del moVimento non vogliamo confrontarci, siamo chiusi e pensiamo di avere la verità assoluta in tasca. Personalmente, grazie al moVimento ho conosciuto persone incazzate sì, ma anche aperte al dialogo e senza la presunzione di avere la soluzione ai mali del mondo. Piuttosto, ho due amici che fanno parte del Popolo Viola Basilicata e spesso mi scontro con loro poiché, ogni volta che parlo del moVimento, finiscono col dirmi di lasciar stare il moVimento, che Grillo è un ipocrita e che siamo pieni di contraddizioni. Poi, quando li invito a uno dei nostri incontri, mi rispondono che sono troppo prevenuti per poter partecipare.
    Questa idea, poi, che la gente del moVimento dipenda dalle labbra di Grillo lascia il tempo che trova. Io stesso non sono mai stato un fan di Grillo, ma ne ho apprezzato l’idea del moVimento, il fatto di chiamare alla partecipazione diretta i cittadini. Come entità nuova, siamo soggetti a errori, ma penso sia fisiologico.
    Io penso che moVimento e Popolo Viola, invece, come dice Andrez, debbano imparare a confrontarsi  e  considerarsi “compagni di strada nella liberazione dal berlusconismo.” Dopotutto, condividiamo molte idee e considerazioni sullo stato attuale del paese.

    In bocca al lupo, Andrez, e complimenti per il blog.

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  7. Andrez - 2 giugno 2010

    Grazie per il tuo intervento e per le cordiali parole caro Luachan.

    Abbiamo già fatto un esempio positivo dei “grillini” riportando una delle proposte del bravo Favia a Bologna.

    Ora spero di riaccendere il dibattito con un esempio (a mio avviso) negativo, riportando quello che considero l’esempio più evidente della retorica di Beppe Grillo, spesso accettata passivamente dai ragazzi del suo movimento; gli inceneritori.

    La proposta di Grillo è molto chiara; gli inceneritori inquinano e quindi non si devono fare.

    E dove mettiamo i rifiuti?

    Possiamo fare tutto il possibile e lottare per il contenimento  e l’abbattimento della loro produzione e distribuzione;  possiamo spingere per organizzare al meglio la raccolta differenziata ed il riciclaggio, ma alla fine, anche nel migliore dei casi,  resta sempre una parte di rifiuti che devono essere bruciati, magari con filtri antinquinamento efficaci, comunque in aree a bassa densità, possibilmente producendo energia ed infine compost con i residui.   Ma sempre un “termovalorizzatore” occorre.

    E comunque questi tipi di iniziative possono essere proposte (diciamo pure “pretese”) dove esistono già realtà di differenziazione e riciclaggio operanti; ma che proporre ad esempio a Napoli o Palermo, dove la primaria necessità resta liberare le strade dai rifiuti (e dalla camorra)?

    Quindi qual’è il senso di urlare nelle piazze un populista  “no agli inceneritori” aizzando i giovani meno preparati in questa direzione, sensa offrire nessun’altra alternativa razionale allo smaltimento dei rifiuti?   :mrgreen:

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