Grecia in crisi e si riparla di pensioni

mungere-inps

Il mio spirito masochista di tifoso interista (barcollante dopo i recenti successi, quasi incapace di cogliere qualsivoglia emozione positiva)  e di elettore di sinistra (non ci facciamo mancare niente), mi spinge immancabilmente a premere il tasto numero tre del telecomando ogni martedì sera. Non so perché: il buon Floris è persona colta e preparata, ma il fato, Dio, i folletti del bosco, o qualsiasi entità crediate rappresenti l’imponderabile, al momento di inserire le molecole relative al carisma e all’autorevolezza nel suo patrimono genetico, deve essere stato colpito da un ictus. Ciò nonostante, nel tentativo di succhiare le poche gocce di linfa politica rossastra che possano circolare per sbaglio nel sangue dei nostri rappresentanti,  il mio triste pellegrinaggio televisivo ha trovato, ancora una volta, la sua indegna conclusione in Ballarò.

Nella sua rocciosa immutabilità, il quadro degli ospiti parlanti è sempre lo stesso, con poche variazioni. Il volto sornione della Bindi che sghignazza, il monolitico casco di capelli di De Bortoli, poi il giovane vecchio dell’UDC che faceva politica fin dai tempi di Aristotele, ma che improvvisamente, dopo il defenestramento propiziatorio, si è tramutato nell’immacolata vergine della politica italiana.  Poi il leghista di turno che parla di federalismo sapendo che non si farà mai, e ancora, l’imprenditrice che non fa nulla per farci dimenticare di essere imprenditrice, muovendo sinuosamente le sue labbra da imprenditrice e facendo i suoi soliti sermoni da imprenditrice , poi la contropartita sindacale rappresentata da Epifani (ora sì che ci sentiamo sicuri) e via dicendo. La casta è riunita, e parla della Grecia. E Floris, puntualmente, fa le vasche da un punto all’altro dello studio, nella vana speranza che qualcuno si accorga di lui.

Parole altisonanti e severe con tanto di ditino alzato e lo sguardo minaccioso tenuto in serbo dall’ultimo congresso e rispolverato per l’occasione. Atteggiamento perfetto per chi voglia farci credere di non avere nulla a che fare con la Grecia, sottolineando, con il sorriso sulle labbra, che sì, è vero che il governo greco abbia mentito sui conti pubblici in passato, ma lo ha fatto sia il governo di sinistra che quello di destra. E vai!  E io, stolto, che mi preoccupavo per i dipendenti pubblici sbattuti in mezzo alla strada.

“Epifani dirà la sua”, ho pensato. “Casini dirà la sua, diamine, in fin dei conti è un cattolico che ha sempre parlato della famiglia, del diritto alla vita, insomma… un pizzico di civiltà gli sarà rimasta in grembo”.  E infatti la risposta è giunta puntuale, e tanto per cambiare, la vacca INPS è stata riesumata, prenotandone la prossima mungitura.

Casini (cito a memoria, non testualmente): “dobbiamo portare l’Italia in salvo. La nostra situazione non è drammatica come quella greca, ma dobbiamo fare le riforme. Ad esempio, le pensioni.

munch-urlo

Bingo. La vacca INPS è tornata tra noi, con le sue generose mammelle pronte a soddisfare la sete di buona  parte dei parlamentari. Del resto Casini (e non solo, ma ora si parla di lui), si era già espresso chiaramente in più occasioni:

La questione ineludibile – non ha dubbi il leader dell’Udc – e’ quella della spesa pensionistica, resa insostenibile da provvedimenti presi nel tempo (ASCA) – Roma, 3 marzo 2009).

Non c’è che dire, bisogna fare i complimenti al leader: quale occasione più ghiotta, per parlare di riforma delle pensioni, dello sfascio di un Paese che mandava a casa i suoi cittadini a 55 anni, con un tasso di lavoro nero (e quindi di evasione fiscale) del 40%? Presa al volo.

Peccato che la vacca INPS italiana sia sana e florida, e che i conti siano dannatamente a posto, tanto da far sorridere il Presidente Antonio Mastrapasqua, il quale ha dichiarato, proprio il mese scorso, che i dati di bilancio INPS del 2009 hanno mostrato un avanzo di 8 miliardi di euro.  Ma il Presidente non si è solamente limitato a parlare di cifre, ma ha sostenuto, proprio in occasione della presentazione del rapporto annuale a Montecitorio, che una riforma del sistema pensionistico non serva a nulla. Che sia un pericoloso sovversivo comunista travestito, per l’occasione, da mite contabile? Fossi nel Premier, indagherei.

Ai fini della riflessione, riporto un articolo di Italia Oggi:

28/04/2010 » Splende il sole sui conti dell’Inps: nel 2009 l’avanzo ha sfiorato gli 8 miliardi di euro, un dato in grado di «trasferire a tutto il paese una rinnovata dose di fiducia», dopo «l’anno probabilmente peggiore per l’economia mondiale». Parola di Antonio Mastrapasqua, presidente e commissario dell’Istituto, che alla presentazione ieri a Montecitorio del rapporto annuale ha sottolineato come grazie all’effetto delle finestre di uscita e al sistema delle quote si sia raffreddato il calore del nostro sistema previdenziale. Risultato: la domanda di pensioni di anzianità si è dimezzata (diminuite del 4% quelle liquidate in corso d’anno, con punte di -11,3% per i dipendenti). L’intera spesa, non considerando le indennità d’accompagnamento agli invalidi civili, si è attestata intorno ai 173 miliardi (+3% rispetto al 2008 e un’incidenza sul pil dell’11,32%, a fronte del 10,69% dell’anno passato); 905.996 i titolari di almeno una prestazione. Il patrimonio netto ha raggiunto i 45.272 milioni, la gestione economica ha presentato un risultato positivo di 5.956, mentre le entrate contributive sono arrivate a 148.559 e quelle derivanti da trasferimenti dal bilancio dello stato sono state pari a 83.036. Merito, fra l’altro, dell’aumento al 25% dell’aliquota contributiva dovuta dagli iscritti alla gestione separata, nonché il riconoscimento a favore dei collaboratori coordinati e continuativi, in via sperimentale per il 2009-2011, di una somma in un’unica soluzione pari al 10% del reddito percepito nell’anno precedente. Confortanti gli esiti dell’attività di recupero dell’evasione contributiva: 4,6 miliardi, con un progresso del 66% rispetto al 2008. Nel corso del 2010 saranno oltre 600.000 le nuove verifiche e l’Istituto si aspetta almeno 2 miliardi di entrate aggiuntive. Nella lotta al lavoro nero sono stati circa 100.000 i rapporti annullati perché fittizi, soprattutto in agricoltura e oltre 70.000 i lavoratori irregolari o in nero scovati in 80.000 aziende per un totale di 1,5 miliardi di contributi evasi. Cifre da cui si può desumere, secondo Mastrapasqua, che una riforma della previdenza «non serve», così come per Maurizio Sacconi, ministro del Welfare, gli interventi significativi sono stati già compiuti.

Pensare ad altro, no?


Dillo a Google che ti piace questo Articolo:

Condividi questo articolo su:
Pubblica su:
google_plus

http://www.wikio.it/
Commenti
C'è solo un commento per ora, perchè non farne un secondo?
  1. avatarAndrez - 12 maggio 2010

    No. Ovvio.

    Non si può pensare ad altro oltre l‘insostenibile spesa pensionistica.

    Non si possono certo toccare stipendi, pensioni e privilegi della casta parlamentare-politica più costosa del mondo, comprese le loro oltre 650.000 autoblu, contro le 70.000 degli USA.

    Non si possono certo toccare i carichi tangentizi che gonfiano tutte le nostre spese pubbliche (a carico del contribuente) e che, ad esempio, ci fanno pagare la TAV 65 milioni di €/km, contro i 8 – 9 di Francia, Germania e Giappone, e che sommati al resto hanno portato a oltre 60 miliardi di €. (secondo la Banca d’Italia) il costo dell’attuale corruzione, contro i 4,5 miliardi che ci costava ai tempi di tangentopoli.

    Lascia un Commento Ti piace questo Commento? Dillo a Google!

Devi essere Registrato per poter laciare un commento!.

proposta di modifica finestre per pensioni ¤ contro la crisi si riparla di modifica alle pensioni ¤ riforma pensioni 2010 crisi finestra giugno verrà bloccata ¤ finestre pensione crisi ¤ http://www.andrez.cotti.biz/grecia-in-crisi-e-si-riparla-di-pensioni-1688.html ¤ proposta di modifica pensioni maggio 2010 ¤ crisi pensioni finestre 2010 ¤ sacconi blocco finestre pensioni ¤ pensioni finestre crisi ¤ blocco pensioni finestra unica ¤ blocco finestre pensionistiche ¤ modifica finestre pensionistiche ¤ provvedimenti presi in grecia contro la crisi ¤ proposta modifica finestre pensionistiche ¤ blocco finestre pensione ¤ blocco finestre pensioni commenti vari ¤ proposta finestre pensioni ¤ blocco pensioni luglio 2010 ¤ riflessioni ballarò su crisi greca ¤ 2010 modifica finestre pensione ¤ grecia sistema pensionistico ¤ 15 maggio 2010 sacconi finestre pensioni ¤ blocco finestre pensioni anzianità ¤ proposta blocco finestre pensioni ¤ azienda in crisi finestra pensione ¤ blocco finestre pensioni ¤ economia:blocco finestre d uscita pensioni anzianità ¤ modifica finestre pensione maggio 2010 ¤ riforma blocco finestre pensionistiche ¤ modifica finestra uscita pensione luglio 2010 ¤ modifica finestre pensioni ¤ berlusconi pensione grecia ¤ proposte per pensioni nella crisi ¤ si vuole toccare le pensioni causa crisi? ¤ pensioni modifica finestre ¤ crisi blocco pensioni da luglio 2010 ¤ finestre pensionistiche ed eventuale blocco ¤ blocco finestre pensioni dal 1 luglio 2010 ¤ crisi greca e programma pensioni italiane ¤ proposte modifiche finestre pensioni ¤ grecia sistema pensionistico ¤ modifica finestre pensioni ¤ blocco pensioni anzianità ¤ blocco pensioni ¤ pensioni anzianita' unica finestra sindacati maggio 2010 ¤ sacconi blocco finestre pensioni anzianità ¤ blocco pensioni 2010 ¤