Ezio Mauro

Ezio_MauroEzio Mauro, classe 1948, originario di quel cuneense che regala al giornalismo figure forti e determinate ( Giorgio Bocca), donne politiche di tempra (Bonino, Turco) e manager forse discussi, ma di sicuro impatto mediatico (Briatore), ha iniziato e percorso un bel tratto del suo cursus honorum a Torino, con la Gazzetta del Popolo, dove si occupò molto di terrorismo, passando poi a fare il corrispondente dagli USA per La Stampa.
Fu sempre inviato, ma da Mosca, negli anni della Perestrojka, per Repubblica, poi direttore di entrambe le testate: de La Stampa dal 1992 al 1996 (già vice di Mieli), di Repubblica fino ad oggi, sostituendo Eugenio Scalfari.
Gli anni di Torino lo esposero a qualche rischio, perché il nostro entrò nel mirino dei terroristi, come rivelò Patrizio Peci, che ne propose la gambizzazione, non avendo gradito le prese di posizione a loro contrarie. A quanto riferito da Peci stesso, si rinunciò in quanto Mauro era un “pesce troppo piccolo”, tuttavia il più famoso pentito delle BR rivendica il merito di averne subito individuato le qualità di opinion leader.
A questo punto è bene chiarire che si è scelto di confrontare un paio di fonti, una pro ( più breve) e una contro-ma-non-troppo , da Il Giornale del 26 novembre 2007.

Da “Demopazzia” , apprendiamo che Mauro non demonizza l’avversario parlando di mancanza di democrazia e di libertà di stampa, ma invita a occuparsi quotidianamente della salute delle stesse, a vigilare per la loro sopravvivenza, mai scontata e sempre in pericolo. Veniamo anche a sapere che desidererebbe tornare a essere scrittore, ma che il giornalismo non gliene lascia il tempo.

Di gran lunga più succulento è l’articolo a firma di Giancarlo Perna.
In esso troviamo il sarcasmo sulfureo e sostanzialmente antidebenedettiano della stampa filoberlusca, condito con qualche frecciata sulla presunta evasione fiscale per l’acquisto della casa ai Parioli di Mauro(con una complicata ricostruzione in cui si capisce che, al massimo, il direttore ha fatto come molti, pagando una quota ufficiale e un’altra in nero); assaggiamo spruzzatine di vecchi refrains su cattocomunismo e bacchettonismo di stampo “piemunteise” e una battutaccia sul comandare meglio che sc..are.
Segue la nuova (mica mai sentita, neh) accusa di “falso e cortese”, per l’attitudine di Mauro, secondo l’articolo, ad assumere una faccia diversa a seconda dell’interlocutore; fino al terribile strale di parricidio nei confronti di babbo Scalfari, spodestato senza pietà e soprattutto senza che l’interessato, peraltro 72enne, avesse la benché minima intenzione di lasciargli il posto (sempre a detta del Perna). Però però. Alla fine, emerge che il ragazzo si farà…
Occorre una premessa: i piemontesi mi appaiono da sempre cortesi, ma non più falsi di altri. Diciamo che in molti altri posti d’Italia si fa la faccia dura, uno pensa: “chest chi, sì che l’è uno che parla chiaro”, poi scopri che il peggio non te l’ha fatto vedere, anzi. E’ stato solo falso e scortese.

Il torto di Ezio Mauro sembra quello di essere il direttore di un giornale di proprietà del gruppo odiato dall’attuale premier. Nel 2007 Perna butta lì che Mauro è divorziato e ha una nuova compagna(e chi se ne…); invece nel 2009, secondo i motorini di Berlusk, Mauro non avrebbe nemmeno avuto il diritto di chiedere al presidente del consiglio, in sostanza: “perché ci gabelli i tuoi valori cattolici e poi ti accompagni a una congerie di mignotte, in orge dove gira cocaina, usi gli aerei di stato per trasbordare prosseneti e cantori, ti fotografano e neghi l’evidenza?”
E’ questa Italia, baby.


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compagna di ezio mauro ¤