D’Alema: “L’Ocse chiede di togliere la concussione”

Intervistato dal Fatto Quotidiano, D’alema dichiara che “è L’Ocse che ci chiede di togliere il reato di concussione”.

E’ vero il contrario naturalmente; l’Ocse ci chiede di estendere il reato di concussione anche al concusso, ora non perseguibile.

Ma allora perchè baffino, (e non solo lui) dopo aver dichiarato che “lui non tratta queste cose” (difatti sono notoriamente trattate dal Gabibbo e dal Mago Zurlì)  … ce la racconta,  e ci dice esattamente il contrario?

Anche la pagina web del Governo Italiano sull’argomento gira parecchio la frittata, ma poi finisce col dire le cose come stanno:

…l’Italia viene sollecitata a modificare il reato di concussione che non ha corrispondenza nella maggior parte dei paesi occidentali. L`Ocse teme che la concussione (…il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualità, induce taluno a dare o a promettere a lui o a un terzo denaro o altra utilità…) lasci impunita una delle forme più frequenti di corruzione.
Se infatti il concusso non è perseguibile, l`unico che risponde penalmente è il pubblico ufficiale mentre la punibilità della parte privata è esclusa se questa è stata indotta o costretta a pagare l`incaricato di pubblico servizio.

E’ dunque vero che stanno tentando di tutto per salvare il puttaniere concussore semplicemente ristrutturando integralmente il reato di concussione  e rubricandolo come estorsione; questo data la vigente Legge Cirielli (che stranamente non verrebbe toccata, nonostante sia al primo punto delle richieste Ocse) consentirebbe al puttaniere di ottenere la prescrizione.

Il documento dell’Ocse è chiarissimo e in 22 punti chiede all’Italia un sollecito intervento legislativo per fermare la corruzione. Esplicitamente chiede di rendere perseguibile il corrotto (corruption passive):

Ainsi, le délai de prescription des infractions de corruption passive concernant des actions liées aux fonctions a été porté de 5 à 6 ans, tandis que celui des infractions de corruption passive aggravée en rapport avec des actions judiciaires a été porté de 15 à 20 ans.

E NON chiede di cancellare la concussione, ma solo che preveda la perseguibilità del corrotto:

 12. Par ailleurs, la législation italienne incrimine le délit de “concussion”, c’est-à-dire le fait qu’un agent public abuse de ses fonctions ou de son autorité pour obliger ou inciter une personne à lui verser ou à lui promettre – à lui ou ou à une tierce partie – une somme indue. Cette infraction est passible d’une peine de 4 à 12 ans d’emprisonnement de l’agent public, (article 317, Code pénal). Quand des cas de “concussion” se produisent, la personne qui a fait l’objet de l’extorsion est considérée comme une victime. Le délai de prescription concernant cette infraction a été
réduit, passant de 15 à 12 ans.

Ma è proprio strano non trovate che la parlamentare Pd Donatella Ferranti abbia presentato un emendamento – studiato assieme a Ghedini – che ignorando di fatto i restanti 21 punti, alla fine chiede di abrogare il reato di concussione e sostituirlo con qualcosa che permatta a culo flaccido di farla franca?

L’intervista di D’Alema è di ieri.

Sempre ieri,  la Finocchiaro ha dichiarato che, d’accordo con la Ferranti, hanno ritirato l’emendamento “per evitare che «l’inciucio» metta «in salvo» il Cavaliere”.

Ma va?

C’han provato insomma, poi beccati con le dita nella marmellata se le sono subito rimesse in tasca. Però poi la Finocchiaro ha subito aggiunto che “voteranno comunque la proposta del Governo”.  Loro l’han ritirato insomma perchè tanto nel frattempo la Severino l’ha fatto suo.

Adesso son comunque curioso di vedere come andrà a finire, se la voteranno davvero quella legge salva-puttaniere e con quale sotterfugio,  perchè son capaci di tutto quelli.


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Commenti
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  1. avatarAndrez - 22 marzo 2012

    Oggi, dalle pagine del Sole 24 Ore;

    Nicola Bonucci, direttore del servizio giuridico dell’Ocse dal 2005 e fonte affidabile in quanto ha seguito la vicenda italiana in tutte le sue fasi, ridicolizza le sentenze argute e saccenti di baffino:

    “La posizione dell’Ocse è relativamente semplice. Nell’ordinamento italiano esiste il reato di concussione in base al quale il corruttore, cioè colui che ha pagato la tangente, è considerato vittima di chi ha esercitato la violenza (il corrotto). Questo schema ha una sua logica in un ambito meramente domestico: lo Stato vuole mandare un segnale forte sulle politiche pubbliche, quello dell’integrità dei suoi funzionari. Tant’è che il reato è stato molto usato durante la stagione di Mani pulite e ha avuto un’elaborazione giurisprudenziale nella cosiddetta concussione ambientale. Trasferito in ambito internazionale – quello che interessa l’Ocse – questo schema diventa un problema perché davanti ai tribunali italiani abbiamo chi dice “sì, in Nigeria ho pagato una mazzetta al ministro o al funzionario tal dei tali, ma sono stato concusso”. Il Tribunale esonera il corruttore dalla responsabilità e il corrotto non viene perseguito perché i Tribunali italiani non hanno giurisdizione. Quindi, se in un’ottica puramente italiana c’è almeno l’alternativa (o si punisce il corrotto o il corruttore) nella corruzione internazionale quest’alternativa non c’è. Perciò il gruppo di lavoro sostiene che nell’ambito della corruzione internazionale si debba eliminare questo caso. L’Ocse non ha mai chiesto l’eliminazione della concussione in blocco, ma solo che fosse eliminato questo caso particolare. Così va letta la nostra raccomandazione. Non spetta a noi entrare nel merito, purché, ripeto, sia chiaro che mai è stato chiesto di eliminare la concussione altogether”.

    E non basta; sollecitato sull’ordine di priorità che l’Ocse indicherebbe all’Italia, Bonucci non ha dubbi: “Ora come ora il problema principale è la prescrizione perché è chiaramente un problema, soprattutto per la corruzione internazionale, viste le difficoltà per ottenere le prove e l’assistenza giudiziaria. La questione concussione è soprattutto una questione di principio…”.

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