C’erano una volta gli uomini d’onore

La ‘ndrangheta calabrese ha una data ben precisa nel suo calendario che ne cambia la storia completamente: 20 gennaio 1975.

Quel giorno viene assassinato u Zzi ‘ntoni ovvero Antonio Macrì.

Antonio Macrì era  il capo crimine e rappresentava, secondo me, non indegnamente, quello che si riteneva fosse l’onorata società; egli, se si può dire, era il capo dei capi … il vero unico, rappresentante con tutti i titoli in Cosa Nostra ed aveva le chiavi per entrare negli Stati Uniti, Canada e Australia; … Aveva conosciuto, quando ancora portavano i pantaloni corti, sia Riina che Provenzano, i quali negli anni ’50 erano al servizio del dott. Michele Navarra di Corleone così si legge nel Memoriale del Pentito Giacomo Lauro.

Venne assassinato perchè  non voleva che le cosche si immettessero nei nuovi mercati redditizi come la droga e i sequestri di persona, ma che continuassero le consuete attività illecite.

Dopo la sua morte iniziarono i sequestri che permisero alle giovani ‘ndrine di avere i soldi per fare ancora più soldi con la droga.

I sequestri finirono per vari motivi, ma soprattutto perchè non fruttavano più e perchè stavano sputtanando le ‘ndrine stesse. E finirono con l’ultimo dei sequestrati, Marco Fiora, un bambino di 7 anni tenuto incatenato senza possibilità di lavarsi per molti mesi.

La ‘ndrangheta non ha più gli uomini d’onore dal 1975.

Ha solo ominicchi. Si ritrovò però con un bel pò di soldi in mano che gli consentirono di iniziare a investire quei soldi in case, bar, ristoranti del Nord e fuori Italia, ma anche di metterli in politica come diceva il nostro caro Borsellino di Mangano e dei suoi rapporti con Berlusconi.

Perchè questo appare importante oggi?

Questa è una grande leva che si potrebbe utilizzare per svegliare chi, ancora oggi, pensa dentro di sè che in fin dei conti questi fanno anche il bene della popolazione calabrese, funzionando al posto dello Stato.

Non è più così, ma ancora oggi qualcuno lo pensa.

E allora sarebbe il caso di tenere alta l’attenzione su quello che fa la ‘ndrangheta e di come oggi il popolo calabrese sia solo assediato da questi ominicchi da quattro soldi che non ha più nemmeno l’onore.

Non si sono accontentati di rapire bambini, ma di portare anche la droga da loro nelle scuole medie, si uccidono donne e bambini, mettono le mani sul traffico delle armi e negli ultimi 10 anni ci stanno anche portando via l’ultima cosa che è rimasta: il nostro territorio, inquinandolo che tanto non gliene fotte più niente.

Vediamo (da qui):

Intercettazione del dialogo tra due boss, in merito a rifiuti tossici scaricati in mare, contenuta negli atti delle inchieste della Direzione Investigativa Antimafia: “Basta essere furbi, aspettare delle giornate di mare giusto, e chi vuoi che se ne accorga? – E il mare? - Ma sai quanto ce ne fottiamo del mare? Pensa ai soldi, che con quelli il mare andiamo a trovarcelo da un’altra parte…”. Ma non solo.

Legambiente ricorda anche l’inchiesta ‘Arca’, della Dda di Reggio Calabria sui lavori della Salerno-Reggio Calabria, e riferisce i contenuti di un’intercettazione “in cui uno dei tecnici intercettati dai magistrati, alla richiesta di un operaio che prospetta aumenti di costi in un cantiere, risponde: ‘No, no, no, mettigli mondezza, mettigli porcherie, tutto quanto…’“. E più avanti, continua Legambiente, “nell’intercettazione si sente ancora: ‘Là stanno proseguendo, dovrebbero essere a buon punto, perché ieri ho fatto il conto e hanno portato circa 800 metri cubi solo ieri. Di mondezza’”. E ancora.

Legambiente ricorda infatti anche altre intercettazioni che vedono al centro esponenti delle ecomafie. “Sempre in provincia di Reggio Calabria, durante la costruzione della scuola pubblica Euclide di Bova Marina, viene intercettata – riferisce l’associazione ambientalista – la conversazione tra il boss del reggino Salvo Corsaro e il suo compare Terenzio D’Aguì: ‘Metti meno cemento e più sabbia’ raccomanda il primo. E – aggiunge Legambiente – quando l’altro protesta per l’imbroglio, lo fa solo perché con troppa sabbia metterebbe a rischio non la vita degli scolari, ma la pompa idraulica: ‘A 200 chilogrammi non lo pompa, e che meno di 250 chilogrammi non lo può pompare perché altrimenti rischia di bruciare una pompa del valore di 300mila euro per gettare il cemento a 200 chilogrammi’”.

La Calabria va commissariata, Regioni, Province e Comuni.

Questi andrebbero presi e rinchiusi dentro per 25 anni.


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Commenti
Sono stati scritti 2 commenti sin'ora »
  1. avatarZeitgeist - 11 febbraio 2011

    Ottimo articolo, caro Ascenez che condivido pienamente e aggiungo al tuo bel titolo.
    “C’erano una volta gli uomini d’onore” “Oggi ci sono solo uomini dal culo flaccido” :twisted:

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  2. avatarAschenez - 11 febbraio 2011

    Come è noto sia la ‘ndrangheta che la mafia iniziarono a progettare un rapimento di Berlusconi, ma poi qualcosa cambiò.
    Che forse si erano accorti che poteva essere una miniera d’oro per l’eternità?
    http://www.unita.it/speciali/silviostory/i-pentiti-laquo-a-riina-200-milioni-l-146-anno-per-le-antenne-di-canale-5-raquo-1.49923
    Io questo non lo so, so solo che per me chi tratta con dei mafiosi è un mafioso, con qualche eccezione perchè ne ho viste di tutti i colori.
    Dovresti aprire un articolo dal titolo: C’erano una volta i politici :D

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