<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Blog di Andrez &#187; CarmenGueye</title>
	<atom:link href="http://www.andrez.cotti.biz/author/carmengueye/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.andrez.cotti.biz</link>
	<description>Riflessioni ed osservazioni sulla società e l&#039;impegno civile</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 18:33:20 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Neve</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/neve-8766.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/neve-8766.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 16:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8766</guid>
		<description><![CDATA[Inverno, lo è per tutti, ma l&#8217;Italia è particolarmente bersagliata dal maltempo, soprattutto nella parte centrale. Due situazioni in particolare attirano l&#8217;attenzione: Abruzzo e Roma. Il primo, già duramente colpito dalla sfortuna per il terremoto del 2009, risente della sua orografia, causa la quale molti paesi rimangono isolati; e di collegamenti storicamente infelici con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/02/neve.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8774" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/02/neve.jpg" alt="" width="276" height="183" /></a></p>
<p>Inverno, lo è per tutti, ma l&#8217;Italia è particolarmente bersagliata dal maltempo, soprattutto nella parte centrale. Due situazioni in particolare attirano l&#8217;attenzione: Abruzzo e Roma.</p>
<p>Il primo, già duramente colpito dalla sfortuna per il terremoto del 2009, risente della sua orografia, causa la quale molti paesi rimangono isolati; e di collegamenti storicamente infelici con la capitale, dove molti lavorano con pendolarismo giornaliero o, più spesso, settimanale.</p>
<p>La seconda, favorita da un clima generalmente mite, ultimamente deve essere stata trascurata dagli dei, perché piogge violente e la recente nevicata fuori dalla norma hanno messo in risalto problematiche insolite.</p>
<p>Noi non ci accaniremo, sul tema metereologico, con il prode Alemanno , che nel tentativo di addossare colpe a terzi e quarti è risultato più penoso che arrogante: anche se la condiscendenza verso un personaggio simile appare un regalo eccessivo, solo pensando alla sorella sodale, direttrice maxima dell&#8217;agenzia del Territorio, in cui le spese sono smisuratamente accresciute senza apparente motivo.</p>
<p>Salito al trono capitolino nel 2008, Gianni aveva puntato la sua campagna elettorale sulla sicurezza , ovvero la tolleranza zero che sapeva di non poter affatto garantire. Assistemmo alla processione a faccino compunto (in genovese diremmo, &#8220;col sapìn&#8221;) sul luogo dove la signora Reggiani, sfidando il buio e il deserto della sera, si era avventurata incontrandovi la morte per mano di un cittadino straniero ( e giù strali contro la sinistra che aveva governato con lassismo).</p>
<p>Il cartello elettorale comprendeva i più disparati personaggi, provenienti dal milieu politico di Gianni ( pugliese e non romano), ovvero da quell&#8217;estrema destra che , a schede appena scrutate, presentò subito il conto e si infilò nei gangli dell&#8217;amministrazione in numero pletorico. Così il Lazio si trovò stretto nella morsa di Renata Polverini da un lato, e del nuovo sindaco dall&#8217;altro, perchè, con tutto il rispetto, Roma non è né Rieti né Viterbo, e chi si alloca al Campidoglio ha un potere che, presumibilmente, tracima oltre i confini comunali.</p>
<p>La cosa che in questo periodo ha colpito di più è essenzialmente il fallimento sul fronte sicurezza. Roma , più che caput mundi, è ridiventata caput delinquentiae, con novellate edizioni di bande della Magliana che incutono il terrore nella cittadinanza, prima fidente nei proclami elettorali del PDL.</p>
<p>Ma che abbiamo detto, PDL? Perché sentiamo nell&#8217;aria che le polemiche fioccate insieme alla neve hanno un sapore politico? Forse perché si è ricominciato a inneggiare al leggendario Bertolaso? Quello che si fece trovare ada Haiti, in compagnia di una cinguettante Lucia Annunziata, a dire, dopo il terremoto di laggiù, che se lì avesse comandato lui le cose sarebbero senz&#8217;altro andate meglio? Che il modello Protezione Civile Italia è copiato in tutto il mondo, vedi l&#8217;eroismo al tempo dello Tsunami?</p>
<p>La strumentalizzazione delle disgrazie è sempre deprecabile, ma questa lo è ancora di più. La Protezione Civile è un gioiello voluto dopo la tragedia in Friuli del 1976, e se c&#8217;è qualcuno che l&#8217;ha sgonfiata di possibilità (economiche e quindi di azione) è la gestione Berlu/Tremonti, con la politica del &#8220;rigore&#8221; a senso alternato, visto che oceani di denaro sono andati sprecatissimi come sempre dove dovevano.</p>
<p>Una parola va detta anche sul già citato Abruzzo. Forse irretito dalla sfilata post sismica del Bandana con i colleghi del G8, nel 2010 lo votò; oggi si lamentano scarse attenzioni nel ricostruire gli edifici, praticamente rimessi sulle faglie pericolose (vedi &#8221; Presa Diretta&#8221;). E cittadini giustamente infuriati rischiano di crepare su treni freezer, bloccati in un territorio dove tali precipitazioni non sono affatto l&#8217;eccezione.</p>
<p>Ci domandiamo dunque se, oltre le nostre donchisciottesche pretese che si rispettino le promesse ( anche se raramente arriva riconoscenza quando lo si fa), non sia il caso di concedere alla politica il suo primato di cialtroneria e pensare a divertirci, invece che indignarci. Ballare sul Titanic può far stare contenti, visto che non si vede il vantaggio nel morire infelici e incazzati.</p>
<p>Votare l&#8217;imbonitore di turno sembra lo sport nazionale, come il calcio (a proposito, stadi puliti in tempo di record). Dunque lasciamo che gli stolidi connazionali si ricreino; e magari approfittiamone per fuggire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/neve-8766.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vacanze in Italia?</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/vacanze-in-italia-8761.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/vacanze-in-italia-8761.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 15:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8761</guid>
		<description><![CDATA[Brain storming: pratica che consiste nel buttar fuori ciò che si ha dentro, a fini terapeutici e/o creativi. Certi del giovamento strettamente personale, auspicando che qualcuno altro possa trarre vantaggio dalla pratica, approfittiamo dello spazio a noi concesso per levarci dalle scarpe il nostro personale Everest di sassi. Un po&#8217; alla volta. Prima puntata Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/02/turista.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8764" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/02/turista.jpg" alt="" width="125" height="200" /></a>Brain storming: pratica che consiste nel buttar fuori ciò che si ha dentro, a fini terapeutici e/o creativi.<br />
Certi del giovamento strettamente personale, auspicando che qualcuno altro possa trarre vantaggio dalla pratica, approfittiamo dello spazio a noi concesso per levarci dalle scarpe il nostro personale Everest di sassi. Un po&#8217; alla volta.</p>
<p>Prima puntata<br />
Perché andare in vacanza all&#8217;estero, ci sono tanti bei posti in Italia!</p>
<p>Viviamo nel terrore che un qualsiasi interlocutore, più o meno a noi vicino, ci rifili per l’ennesima volta questa bella perla di saggezza.<br />
Per cominciare, visitare posti oltre confine non significa non fare altrettanto in patria. Solo perchè non ti sei fatto vedere in Costa Smeralda o ad Assisi negli ultimi vent&#8217;anni, non significa che tu non abbia visitato Bussana Vecchia o i laghi di Monticchio, traendone godimento senza troppa folla intorno (se non li conoscete, andate subito a documentarvi, sono posti incantevoli).</p>
<p>La politica turistica italiana è stata un fallimento. Forti della felice posizione, di un clima in genere favorevole e onusti di storia e delle relative testominanze, gli italiani, negli anni sessanta o giù di lì, lasciarono perdere il turismo di massa, privilegiando l&#8217;idea che la penisola fosse un posto &#8220;in&#8221;, dove, tolto il mitico triumvirato Roma, Firenze, Venezia, la Sardegna vippeggiante, e qualche chicca per scrittori in meditazione alcolica come Ravello o Taormina, insomma, gli stranieri dovevano essere felici per il solo fatto di mettervi suola. Per non parlare dei connazionali: cosa avrebbero potuto desiderare di meglio che visitare il proprio paese?</p>
<p>Così è accaduto che dei non giganti dell&#8217;economia di allora, come Spagna e Grecia, ci abbiano superato, avendo aperto a concetti più elastici e con meno spocchia: tanto, lo sanno che a Marbella tu, poveraccio, non ti fermerai più che tanto;ma&#8230;un caffé non ti svuoterà il portafoglio.</p>
<p>Conserviamo ricordi agghiaccianti di rapporti costi/benefici nel nostro stivale; né ci pare di essere trattati meglio a Ortisei che a Istanbul; arriviamo in aereo ovunque, mentre, per esempio, in Liguria c&#8217;è un aeroporto già bell&#8217;e fatto da sempre, che pare serva solo un  parlamentare o poco più.</p>
<p>Si dirà: abbiamo preferito preservare la natura, non cementificare le coste o inquinare l&#8217;aria? No, non abbiamo fatto neppure quello.<br />
Così, tedeschi, inglesi, giapponesi, e compari, hanno preso altre vie più comode; o più economiche. Avete mai visto un pullmann di teutonici fermo appena prima di Portofino, mentre mangia a sacco e stende i panni? Noi sì. La meraviglia del Tigullio desidera soggiorni augusti, meglio evitarne i dehors se non si è ben forniti; e d&#8217;altro canto, lo scarico degli yacht non profuma l&#8217;aria.</p>
<p>Poi, si sa, questi micragnosi di turisti non vogliono seccature: malavita, borseggi, sparatorie. Hai un bel dir loro che ci sono luoghi infinitamente più pericolosi, diffidano.</p>
<p>Bene, ora vi lascio, sto partendo per le Canarie; poche centinaia di euro tutto compreso in un resort.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/vacanze-in-italia-8761.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Monotonia, posti fissi e sguardi vacui</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/monotonia-posti-fissi-e-sguardi-vacui-8754.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/monotonia-posti-fissi-e-sguardi-vacui-8754.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8754</guid>
		<description><![CDATA[Amici, non sarete per caso ancora adirati per la frase di Mario Monti sul posto fisso? Perfino Caterina Soffici, da il Fatto Quotidiano, ha tentato di spiegarci che il premier è stato frainteso, con una analisi filologica degna di Eta Beta…siamo iconoclasti e non risparmiamo nemmeno il giornale di Padellaro, se ci pare il caso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/monti1.bmp"><img class="alignleft size-full wp-image-8759" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/monti1.bmp" alt="" /></a>Amici, non sarete per caso ancora adirati per la frase di Mario Monti sul posto fisso? Perfino Caterina Soffici, da il Fatto Quotidiano, ha tentato di spiegarci che il premier è stato frainteso, con una analisi filologica degna di Eta Beta…siamo iconoclasti e non risparmiamo nemmeno il giornale di Padellaro, se ci pare il caso. Non sempre dire il contrario del Giornale significa dire il giusto. E paragonare un “8000” al mese con un precario significa, a nostro avviso, manipolare le sacrosante frustrazioni di quest’ultimo.<br />
Anche perché, comunque la si rigiri, è stata un’uscita infelice, maldestra, o, se vista con malignità, volutamente tendenziosa; o magari è un altro modo per farci intendere che il cetriolo avanzerà senza pause.</p>
<p>Il web si è scatenato e tante risposte sono già state fornite, ma crediamo che al governo dei Martone (quello degli sfigati senza laurea a ventotto anni) importi poco della reazione. Se si lanciano in simili battute, dopo averci pensato su, significa che è ricominciata un’altra corrida, e il toro siamo noi, è solo cambiato il torero: prima El Bandanés, ora Montez.</p>
<p>In ogni caso, saremmo favorevoli all’eliminazione di questa fissità, che rinveniamo, ad esempio, nello sguardo di un Trota o di una Minetti: senza dubbio conseguenza del posto extrafisso da consiglieri regionali.</p>
<p>Tuttavia, in un paese che da tempo è sprofondato in una apatia creativa, tecnologica, sociale, senza idee né progetti, quali sfide dovrebbe accettare un trentenne dis/poco occupato?</p>
<p>Noi temiamo che l’unica sia l’emigrazione: una pescheria all’isola Margarita, un facchinaggio a Melbourne, o, se più deboli di psiche, un incarico da spallone rischiando la prigione nel sud est asiatico, sembreranno avventure alla Salgari.</p>
<p>Imparerai le lingue, conoscerai gente diversa, farai sesso esotico. Ma vuoi mettere con quella tetra scrivania, al calduccio d’inverno e con l’aria condizionata d’estate, davanti a un computer che ti rovina la vista, con un capo ignorante e isterico che ti costringe la sera a ubriacarti in qualche pub da quattro soldi per dimenticare o a chattare con degli sfigati/e peggio di te, per sfogarsi a vicenda? O a giocare al gratta e vinci, o a urlare come un’ossesso allo stadio per guardare dei tuoi coetanei pagati oro per farti sgolare?<br />
Adelante, Pedro! ( o Andrea, Valentina, Mattia, Simone), che caspita aspetti???? Fila via, che qui servono schiavi senza pretese di diritti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/monotonia-posti-fissi-e-sguardi-vacui-8754.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A noi Schettino, a voi&#8230;</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/a-noi-schettino-a-voi-8747.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/a-noi-schettino-a-voi-8747.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Informazione e Media]]></category>
		<category><![CDATA[Sallusti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8747</guid>
		<description><![CDATA[Un editoriale (!…) di tale Sallusti, che dicesi direttore di giornale, ha indossato la veste patriottica per difenderci,  noi italiani tutti, dalla cattiva reputazione che ci investirebbe in Germania, dopo il naufragio del Giglio, per la qual cosa non lo detesteremo mai abbastanza: certe difese sono più dannose della peronospora. Forse il prode Alessandro, figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/levi.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8752" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/levi.jpg" alt="" width="160" height="196" /></a>Un editoriale (!…) di tale Sallusti, che dicesi direttore di giornale, ha indossato la veste patriottica per difenderci,  noi italiani tutti, dalla cattiva reputazione che ci investirebbe in Germania, dopo il naufragio del Giglio, per la qual cosa non lo detesteremo mai abbastanza: certe difese sono più dannose della peronospora.</p>
<p>Forse il prode Alessandro, figlio di uno ”finitò a Salò senza essere stato fascista”, <strong>durante un regime che collaborò con Hitler per mandare gente ad Auschwitz</strong>, è pigro; diversamente, ci attendiamo che rediga innumerevoli arringhe contro tutti i paesi del mondo che ci hanno irriso per la tragedia della Costa Concordia (un cartone giapponese è particolarmente sapido, per esempio, giusto giusto per parlare di altri alleati di baffetto Adolfo).</p>
<p>Purtroppo il dramma non consiste solo in quanto scritto da costui, ma altresì negli incantamenti che produce in menti deboli. Si odono cori di sdegno: non siamo mafiosi! Un tempo vi piacevamo, però! Cose del genere, penose pure da commentare.</p>
<p>Tocca informare costoro che invece le mafie ci sono, ben radicate ed in espansione; che se ora non piacciamo più è perché abbiamo fallito le politiche turistiche al punto che, se appena non ci fossero i talebani, ci supererebbe anche l’Afghanistan; e che l’articolo incriminato di Der Spiegel (cui è seguita la prestigiosa risposta sallustiana, riassumibile in un “tiè” a platea vuota) non trattava di accuse all’Italia, ma di luoghi comuni.</p>
<p>Poiché la verità non pare interessare più nessuno, però, non ci resta che prendere atto di una triste realtà: “ A noi Schettino, di cui si spera verranno accertate le responsabilità; a noi pure Sallusti, le cui responsabilità ben note non bastano ancora a farlo espellere da un ordine che, tra l’altro, non ha più ragione di esistere”.</p>
<p>Siamo proprio disgraziati.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/a-noi-schettino-a-voi-8747.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quando se ne va una figura pubblica</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/quando-se-ne-va-una-figura-pubblica-8743.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/quando-se-ne-va-una-figura-pubblica-8743.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:27:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8743</guid>
		<description><![CDATA[E’ appena scomparso l’ultranovantenne presidente emerito della repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Piemontese, ex magistrato, precoce vedovo mai risposato, con una figlia single che gli fece da first lady, religioso, forse bigotto (aveva schiaffeggiato una signora discinta a teatro molti decenni fa), ma a quanto pare non particolarmente clericale, democristiano vicino a Scelba, fedele alla Costituzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/presidenti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8745" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/presidenti.jpg" alt="" width="279" height="181" /></a>E’ appena scomparso l’ultranovantenne presidente emerito della repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Piemontese, ex magistrato, precoce vedovo mai risposato, con una figlia single che gli fece da first lady, religioso, forse bigotto (aveva schiaffeggiato una signora discinta a teatro molti decenni fa), ma a quanto pare non particolarmente clericale, democristiano vicino a Scelba, fedele alla Costituzione e indocile davanti alle accuse di coinvolgimenti con i servizi.<br />
Potremmo fermarci qui, ricordando senza dubbio un certo rigore dell’uomo e una classe che lo portò ad ammettere di aver condannato a malincuore, in era appena post fascista, un tale che sarebbe andato incontro alla condanna a morte, da Oscar aborrita. E tutto sommato basterebbe, senza ficcarsi nel ginepraio di commenti dal sapore, come al solito, pro o contro mister Bandana, che inquinano anche una discussione sulle uova al tegamino.<br />
Perché Scalfaro non amava l’ex premier né la Lega; e se qualcuno di quella fazione ( Schifani, Alemanno) ne ha tessuto l&#8217;elogio, ha solo insospettito: il primo lo aveva attaccato ferocemente nel 2006, con ingiuste accuse; il secondo, da sindaco, poteva evitare pure di parlarne, e sembra, la sua, una veste d&#8217;angelo in un momento difficile. Quanto alla Lega, lo aveva a suo tempo definito &#8221; un piazzista di BOT&#8221;, per avere il presidente difeso i titoli di stato.<br />
Eletto appena dopo Capaci, sembrava perfino destinato a non finire il settennato, tanto le polemiche infuriarono all&#8217;epoca; e si continuò risibilmente a definirlo uno &#8220;di sinistra&#8221;.</p>
<p>Il problema è che, alla scomparsa di una figura istituzionale, si scatenano peana e strali solo di contenuto politico e poche voci pacate ( quella di Casini, invero, tale ci è sembrata). Facciamo due esempi, giusto per parlare senza tentazioni demagogiche.</p>
<p>Sandro Pertini, il presidente cosiddetto &#8220;più amato dagli italiani&#8221;. Classe 1896, corrusco ligure con pipa, antifascista e partigiano con giovane moglie impegnata, rifiutò perfino l&#8217;aiuto della propria madre, che aveva tentato di farlo uscire dal carcere con una supplica; sempre si adoperò in favore della pace e fu socialista di uno stampo decisamente perduto.<br />
Ma era anche colui che decretò univocamente la condanna a morte di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida (lei incinta), attori decisamente filofascisti , ma di cui non furono provate le colpe addebitate ( a lei, men che meno, tanto che la madre nel dopoguerra ottenne un risarcimento). Vogliamo parlarne?</p>
<p>Giovanni Leone. Buffo personaggio , fisicamente vicino a una macchietta da film di Totò, era un valente avvocato e giurista. Fu denigrato per aver difeso i responsabili della tragedia del Vajont (diga mal costruita), come se anche loro non avessero avuto diritto a una difesa in tribunale; rimase sempre additato a causa della bella e ben più giovane moglie, appassionata di party ufficiali e, si sussurrava da destra ( famoso foglio gossip ABC), legata a un sindacalista di sinistra: ma le corna, casomai, non sono un delitto.<br />
Infine, fu costretto alle dimissioni anticipate di qualche mese, per le polemiche scatenate da Camilla Cederna, giornalista pasionaria, riguardo circostanze su cui non fu nemmeno condannato o messo sotto accusa, e per le quali uno, oggi, lungi dal dimettersi, quasi quasi si candida.<br />
La Cederna dovette risarcire; i radicali, che con Pannella in testa avevano tuonato contro di lui, si scusarono molto tempo dopo.</p>
<p>Ecco, i necrologi andrebbero fatti non a caldo, ma almeno dieci anni dopo la morte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/quando-se-ne-va-una-figura-pubblica-8743.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Iniziativa di sensibilizzazione civile</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/iniziativa-di-sensibilizzazione-civile-8739.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/iniziativa-di-sensibilizzazione-civile-8739.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 14:20:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8739</guid>
		<description><![CDATA[Se condividete, diffondete questa lettera e inviatela ai vostri sindaci: &#8221; Il/la sottoscritto/a____________ nato/a a___________il__________ , regolarmente iscritto newlle liste elettorali di Codesto Comune, chiede che il Consiglio &#8230;Comunale conceda la Cittadinanza Onoraria a tutti i bambini stranieri qui residenti che siano nati in Italia. Chiede inoltre che copia della Delibera venga inviata, tra gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/stranieri.jpg"><img src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/stranieri-300x99.jpg" alt="" width="300" height="99" class="alignleft size-medium wp-image-8741" /></a>Se condividete, diffondete questa lettera e inviatela ai vostri sindaci:<br />
&#8221; Il/la sottoscritto/a____________ nato/a a___________il__________ , regolarmente iscritto newlle liste elettorali di Codesto Comune, chiede che il Consiglio &#8230;Comunale conceda la Cittadinanza Onoraria a tutti i bambini stranieri qui residenti che siano nati in Italia. Chiede inoltre che copia della Delibera venga inviata, tra gli altri, al Presidente della Repubblica ed ai Presidenti di Camera e Senato. Grazie per l&#8217;attenzione.&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/iniziativa-di-sensibilizzazione-civile-8739.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Signor giudice</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/signor-giudice-8731.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/signor-giudice-8731.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 14:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8731</guid>
		<description><![CDATA[Abbiamo da poco parlato di ACAB, film italiano sulle forze dell’ordine; si tratta dell’ennesimo prodotto sul tema, il che significa che queste componenti istituzionali in divisa, amate o meno, suscitano sempre interesse, poiché vi è di mezzo l’azione, la quale fa spettacolo. Meno facile risulta parlare dell’altro apparato “repressivo”, sempre meno apprezzato negli anni, ovvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/giudice1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8737" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/giudice1.jpg" alt="" width="236" height="176" /></a>Abbiamo da poco parlato di ACAB, film italiano sulle forze dell’ordine; si tratta dell’ennesimo prodotto sul tema, il che significa che queste componenti istituzionali in divisa, amate o meno, suscitano sempre interesse, poiché vi è di mezzo l’azione, la quale fa spettacolo.<br />
Meno facile risulta parlare dell’altro apparato “repressivo”, sempre meno apprezzato negli anni, ovvero la magistratura.</p>
<p>Essa esiste in tutti i paesi, pertanto o si è anarchici tout court, e si propugna l&#8217;abolizione dello Stato, o tocca tenersela, funzionante o meno che sia.</p>
<p>E&#8217; un potere statuale, in Italia indipendente, o almeno formalmente autonoma dalla politica, ma non esattamente, nei fatti: il CSM è composto di membri indicati dai partiti. Garanzia di pluralismo, ci dicono.</p>
<p>D&#8217;altronde è composta da uomini, che sbagliano, a volte in modo imbarazzante. Non risponde a verità che i magistrati non subiscano azioni disciplinari per il loro operato; ma è sempre tragicamente vero che imperversano correnti e rivalse.</p>
<p>Parlarne, discutere di riforme, sia dell&#8217;ordine che della giustizia, è non solo opportuno, ma doveroso. La materia è ferma da troppi anni e le carceri rigurgitano.Tuttavia, può il singolo giudice ( o pm, o gup, o gip) influire su questo processo di rinnovamento, stimolarlo, spingerlo? Riteniamo non molto.</p>
<p>Secoli sembrano trascorsi da quando gli occhi si inumidivano per Falcone e Borsellino ( e tanti altri ammazzati nei più vari modi, di cui i due diventano simbolo); da tempo, grazie alle querimonie di un tale con i tacchi che grida al complotto, i magistrati sono diventati oggetto di scherno.</p>
<p>E allora&#8230;ecco che ognuno ci fa un pensierino e ricorda qualche sopruso, supposto, piccolo o grande, che può aver subito: la multa al giudice di pace, la causa di condominio, l&#8217;assegno divorzile&#8230;ma sì, chi sono questi, che vogliono da me? Solo un&#8217;altra longa manus dello Stato canaglia per opprimere il popolo suddito, gente che ci costa da mantenere, carica di privilegi e spesso non in attività per un motivo o per l&#8217;altro.</p>
<p>Quando poi non ci si metta la cronaca: dal Pappalardi , liberato con tante scuse dall&#8217;accusa dell&#8217;omicidio dei figli, all&#8217;assassino di Yara e Chiara Poggi, che non si trova, ripensando a Tortora, la storia recente e attuale è zeppa di cantonate drammatiche.</p>
<p>In realtà il percorso giudiziario è complesso, a partire dall&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale, che secondo alcuni diventa facoltativa secondo scrivania su cui capita o rilevanza dell&#8217;accusato: intervengono appunto Polizia e Carabinieri, piombano in scena i legali, ormai spesso più di uno per imputato, irrompono i periti. E nel civile non va meglio, sia per la litigiosità italica che per la lentezza dei processi, ma pure per l&#8217;assenza di garanzie sulla reale applicabilità di una condanna, sulla possibilità di spuntare risarcimenti dovuti e , infine, per la sensazione che se non sei nessuno difficilmente avrai giustizia, nonostante l&#8217;Italia abbondi di avvocati.</p>
<p>Si potrebbero sveltire procedure, abolire alcune garanzie, fare &#8220;all&#8217;anglosassone&#8221; snormando e sposando la&#8221;common law&#8221;, ma la velocità, dalle nostre parti, non rischia di andare a scapito di quel poco di tutela che ancora ci è dovuta?</p>
<p>Insomma, signor giudice: lei è assolto dall&#8217;accusa di malagiustizia, ma ci dia una mano a cambiare le cose.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/signor-giudice-8731.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un altro giorno della memoria</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/un-altro-giorno-della-memoria-8722.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/un-altro-giorno-della-memoria-8722.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 08:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8722</guid>
		<description><![CDATA[Ormai più voci si levano, grazie alla rete, sulla necessità di fare del giorno della memoria un mezzo per ricordare tutte le nefandezze passate, presenti e, ahimé, future. Naturalmente nessuno si sogna di creare un supermercato delle commemorazioni, dove pescare la causa che più sta a cuore, a seconda delle proprie esperienze o idee politiche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/bombardato.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8729" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/bombardato.jpg" alt="" width="192" height="192" /></a></p>
<p>Ormai più voci si levano, grazie alla rete, sulla necessità di fare del giorno della memoria un mezzo per ricordare tutte le nefandezze passate, presenti e, ahimé, future.<br />
Naturalmente nessuno si sogna di creare un supermercato delle commemorazioni, dove pescare la causa che più sta a cuore, a seconda delle proprie esperienze o idee politiche, ci mancherebbe (forse).<br />
Tuttavia è ormai evidente l&#8217;opportunità di rammentare le più eclatanti mancanze degli ultimi secoli, per chi non lo sapesse, per i più giovani, per i propagandisti pelosi, o semplicemente per perseguire quella cosa astrusa che si chiama giustizia, al fine, forse velleitario, di indicare al genere umano ciò che sarebbe meglio evitare, quand&#8217;anche poi esso miserando non vi riuscisse, attesa la sua natura inclinata all&#8217;errore.</p>
<p>Molti valutano che l&#8217;equidistanza per una analisi che possa dirsi storica si raggiunge dopo molto tempo, forse lo spazio di secoli; e dunque si è portati a illustrare eventi di cui le generazioni in vita sono in grado di portare testimonianza diretta; ma così facendo si trascurano altre circostanze, e di più, non si guarda all&#8217;attualità.</p>
<p>Sicché il rischio è che i revisionisti o negazionisti insinuino i loro umori al solo scopo di accaparrarsi quote d&#8217;attenzione che conducano a una poltrona, a un posto di potere o semplicemente ad assecondare estremismi che sempre serpeggiano, ma l&#8217;unica cosa che si perde di vista è la verità, con la sua compagna obiettività: targets difficili, ma il cui raggiungimento è una delle poche molle che dovrebbero muovere l&#8217;uomo, specie se si ammanta di veste da studioso o osservatore.</p>
<p>Se la radice del male, come ribadiscono tanti, è il razzismo, la paura del diverso, la pretesa di superiorità di una razza su un&#8217;altra; e anzi, il fatto stesso di parlare in termini di &#8220;razza&#8221; o del suo sinonimo elegante, &#8220;etnia&#8221;, guida dritti dritti a creare presto o tardi delle classifiche dei nemici del momento; allora varrà la pena di insistere su tali aspetti, fatica improba ma inevitabile.</p>
<p>Se invece si sposa l&#8217;idea che in fondo la vera causa del male è l&#8217;avidità, ovvero il denaro che tutto manovra, occorrerà occuparsi dei mezzi per limare i danni di ciò che sempre più appare come il vero problema dal big bang in qua: money, sempre lei, colei che muove il sole e le altre stelle, ma soprattutto i cervelli della gente.</p>
<p>Ma se pure, grattando a fondo, si arrivasse alla conclusione che in fondo l&#8217;umanità si è sempre comportata in un certo modo, cercando la sopravvivenza a scapito del vicino, con ogni mezzo a disposizione, ciò non significa che si debba accettare come dato di fatto irrisolvibile: la ricerca è la nostra dimensione, pena l&#8217;arrendersi a un&#8217;esistenza animalesca, che non sembra esattamente la dimensione per cui ci troviamo qui e che ha già causato prevaricazioni di uomo su uomo o sulla natura, che poco ancora ci daranno scampo.</p>
<p>Non tratteremo di argomenti particolari, delle tante shoah di cui scontiamo tuttora pesanti conseguenze, lasciando a ognuno la libertà di trovarne a piacere nel vasto scaffale della storia; ci limitiamo, anche noi questa volta, a un monito: attenzione a privilegiare temi e argomenti, come se centinaia di anni di colonialismi, muri , deportazioni e sfruttamento fossero trascorsi invano. Non possiamo cavarcela così.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/un-altro-giorno-della-memoria-8722.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Rita Dalla Chiesa e la memoria</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/rita-dalla-chiesa-e-la-memoria-8697.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/rita-dalla-chiesa-e-la-memoria-8697.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:09:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8697</guid>
		<description><![CDATA[Il futuro generale Dalla Chiesa nacque a Saluzzo nel 1920, da una famiglia che contava già  esponenti all&#8217;Arma dei Carabinieri e la considerava quasi una fede. Già partigiano, si mise in luce nella lotta alla mafia in Sicilia, tanto da ispirare &#8221; Il giorno della civetta&#8221; di Leonardo Sciascia: una battaglia concreta, che fece notare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/dallachiesa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8720" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/dallachiesa.jpg" alt="" width="274" height="184" /></a>Il futuro generale Dalla Chiesa nacque a Saluzzo nel 1920, da una famiglia che contava già  esponenti all&#8217;Arma dei Carabinieri e la considerava quasi una fede. Già partigiano, si mise in luce nella lotta alla mafia in Sicilia, tanto da ispirare &#8221; Il giorno della civetta&#8221; di Leonardo Sciascia: una battaglia concreta, che fece notare il suo carattere intransigente, anche con i sottoposti, e la sua cocciutaggine nel chiedere ai superiori aiuto e sostegno.<br />
Sposato con tre figli, girò l&#8217;Italia e continuò a mostrarsi per ciò che era: un mastino, molto affezionato a metodi di indagine come l&#8217;infiltrazione di confidenti.<br />
Fu così che lo chiamarono a dirigere la lotta contro il nascente terrorismo di sinistra, ovvero le Brigate Rosse. Non si può dire che sotto la sua direzione non si siano registrati successi, ma si insinuarono anche molte malevolenze.<br />
Dalle testimonianze di suoi collaboratori, a lui fedeli anche nella memoria, apprendiamo che il generale trascorse periodi di isolamento che oggi si chiamerebbe mobbing, addirittura senza occupazione; i nostri vertici politici, sempre ballerini, non lo aiutavano costantemente; il nucleo speciale antiterrorismo, da lui voluto, fu sciolto per le polemiche dei suoi nemici sull&#8217;uso disinvolto degli infiltrati; qualcuno azzardò che l&#8217;uccisione di Roberto Peci, fratello del pentito Patrizio, fu quasi &#8220;avallata &#8221; da Carlo Alberto, per non guastare una megaoperazione in corso. Una legge antimafia, proposta dal governo su sua insistenza, non passò causa il voto contrario di franchi tiratori.<br />
Accuse pesanti, smacchi cocenti, aggravati dal dolore per la morte della moglie Dora: dolce compagna di una vita, sofferente da anni di cuore, forse per un&#8217;esistenza sempre vissuta sul filo del pericolo.</p>
<p>Fu così che (pare, e la prudenza è d&#8217;obbligo), il sessantenne generale ebbe un momento, forse l&#8217;unico fino ad allora, di abbandono egoistico alle personali esigenze, contravvenendo alla dedizione di una vita. Incontrò, frequentò quasi clandestinamente (d&#8217;altronde, lui sapeva come fare!) e sposò, una crocerossina milanese di trent&#8217;anni più giovane, Emanuela Setti Carraro.<br />
La giovane, idealista e incaponitasi a contrarre quelle nozze un po&#8217; contro il volere di tutti, sognava probabilmente la piena realizzazione di un ménage coniugale, ma dovette restarne delusa, almeno per quei soli due mesi in cui poté viverlo.<br />
Dallachiesa infatti fu nominato superprefetto di Palermo, non per il coronamento di fine carriera (che gli sarebbe pur spettato), ma per ricominciare: come prima, più di prima. La sposina volle rimanergli a fianco, aspettandolo nelle lunghe giornate di solitudine che le portavano cupi pensieri.</p>
<p>Carlo Alberto era lì per l&#8217;affondo finale alla maledetta Cosa Nostra o per vetrina, visto che restava il nome più spendibile sul mercato dell&#8217;antimafia? Come mai per scorta gli avevano assegnato un solo agente, decisione grottesca, in un periodo in cui stragi e attentati erano all&#8217;ordine del giorno e un semplice sottosegretario o ex ministro andava in giro (come anche oggi) con un dispiegamento di forze alle sue spalle, perfino a prendere un caffé?</p>
<p>Domande rimaste senza risposta, anche a distanza di tanti anni da quel 3 settembre 1982 in cui la macchina guidata da Emanuela fu assaltata e, in breve e senza testimoni, lei, Carlo Alberto e l&#8217;agente di scorta Domenico Russo furono crivellati di colpi.</p>
<p>Le ha poste Nando Dallachiesa, oggi consulente politico nell&#8217;area del centrosinistra, con il libro &#8220;Delitto imperfetto&#8221;; senz&#8217;altro avrà voluto offrire un contributo alle lotte paterne anche la più giovane, Simona, col suo mandato parlamentare tra i banchi del PDS, dal 1996 al 2001; e all&#8217;inizio lo fece anche la primogenita, la star Rita.</p>
<p>Legata al papà da un rapporto contraddistinto da contrasti sulla scarsa libertà che il genitore concedeva alle figlie, divorziata contro il suo volere, da adulta in realtà si mostrò conciliante intervenendo, solo lei della famiglia , al matrimonio con Emanuela. Prima della tragedia giornalista in un periodico femminile, dopo la disgrazia, la RAI le assegnò un programma contenitore e una carriera televisiva.<br />
Questa ben presto prese la strada di Finivest e Rita iniziò a fare l&#8217;unica cosa che a quanto pare le riesce: la presentatrice di Forum ( vani i tentativi di prodursi in diverse performances, programmi tagliati, ritorno all&#8217;ovile), dove litiga con i coloriti collaboratori e sponsorizza la causa animalista, incassando anche un secondo divorzio dal conduttore Fabrizio Frizzi. Negli anni ha lanciato strali alla sinistra, rea di averla delusa ( ma non specifica per cosa).<br />
Un&#8217;immagine, però, non si può dimenticare. Un passaggio televisivo in cui la matronale Iva Zanicchi si lancia nell&#8217;elogio del puttaniere di Arcore, descritto al solito come vittima degli invidiosi, e la Ritina Dallachiesa, al suo fianco, annuisce sorniona.<br />
Credevamo che di uno che aveva affermato &#8220;Mangano è un eroe&#8221; la musa di Santi Licheri avesse disprezzo, invece lo ammira? Proprio vero: nessuno è profeta in patria; e nemmeno in famiglia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/rita-dalla-chiesa-e-la-memoria-8697.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ACAB</title>
		<link>http://www.andrez.cotti.biz/acab-8671.html</link>
		<comments>http://www.andrez.cotti.biz/acab-8671.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:57:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CarmenGueye</dc:creator>
				<category><![CDATA[Categoria generica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.andrez.cotti.biz/?p=8671</guid>
		<description><![CDATA[Non abbiamo ancora visto “ACAB”, il recente film di Stefano Sollima ( in uscita il 27 gennaio), e non sappiamo quando lo vedremo, se ne avremo tempo e voglia, ma il titolo ci ha solleticato qualche riflessione che giace da tempo nei nostri cuori. La scritta è acronimo di una frase inglese, che personalmente scoprimmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/cop1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-8695" src="http://www.andrez.cotti.biz/wp-content/uploads/2012/01/cop1.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a>Non abbiamo ancora visto “ACAB”, il recente film di Stefano Sollima ( in uscita il 27 gennaio), e non sappiamo quando lo vedremo, se ne avremo tempo e voglia, ma il titolo ci ha solleticato qualche riflessione che giace da tempo nei nostri cuori.</p>
<p>La scritta è acronimo di una frase inglese, che personalmente scoprimmo su un muro di San Francisco tanti anni fa; “all cops are bastard” ( non c’è bisogno di traduzione, vero?).</p>
<p>Cop è il poliziotto, che in francese diventa flic, per esempio: la figura assume su di sé il peso di un giudizio che pare lasciar fuori i corpi militari come gendarmi e carabinieri, i quali pure esercitano la stessa attività.</p>
<p>Il poliziotto non gode di gran simpatia; Manzoni lo chiama “birro”, poi nel gergo italiano divenuto sbirro ( forse dall&#8217;antico colore delle divise); in seguito è diventato piedipiatti e chi più ne ha, ma mai si è sentita definizione popolare prestigiosa o che onori sacrifici anche umani della categoria. Quasi fosse un balzello che i guardiani dello stato oppressore devono pagare, lo scherno, il sarcasmo, quando va bene.</p>
<p>Ci provò Pasolini a proporre un diverso punto di vista, ma l&#8217;intellettuale è sempre avanti e il defunto regista in particolare lo era a tal punto, che non lo vediamo nemmeno adesso vicino a noi.<br />
Aveva ragione. Chi erano i tanto vituperati &#8220;celerini&#8221;? Quasi sempre ragazzi del povero sud, insaccati in divise, addestrati a fronteggiare un mondo che non conoscevano, dacchè arrivavano direttamente dai campi o al massimo da qualche cantiere, sottopagati e sfruttati.</p>
<p>Una legge del 1981 li sindacalizzò, riconobbe diritti, consentì l&#8217;ingresso alle donne, almeno in Italia, altrove già c&#8217;erano. Tutto cambiò, entrarono diplomati e laureati anche tra i ranghi inferiori, televisione e cinema crearono eroi come il commissario Cattani ( prima i commissari erano al massimo vittime irredente come Calabresi); e fioccarono distretti, squadre, spaccanapoli e via dicendo (con attori come Ricky Menphis fissi nel ruolo); fin agli ultimi sospetti che alcune fiction siano addirittura finanziate dalla malavita.</p>
<p>Così il giro si è compiuto, il poliziotto sconta un&#8217;appartenenza, ma non si erge a categoria autonoma e pensante, rimane protagonista epico o vittima o , per molti, ancora il nemico. A volte non è nulla di tutto ciò: nè eroico, nè nemico, nè vittima, solo un lavoratore come tanti.</p>
<p>Ma, afferma più o meno nel libro &#8220;Genova sembrava d&#8217;oro e d&#8217;argento&#8221; l&#8217;autore ex agente Giacomo Gensini (trama, il G8): lui, l&#8217;uomo in divisa, sa che c&#8217;è del marcio in ogni essere umano.</p>
<p>Ed è questa, forse, la sua dannazione? Che, per quanto ce lo possiamo ritrovare accanto al corso di danze latine o alla sagra dell&#8217;asparago, lui ti guarderà sempre come indagato e tu diffiderai in ogni caso? Che se pure lo ami, lo sposi, non sarai mai &#8220;dei suoi&#8221;? Perchè egli è addestrato a studiarti e sezionarti la vita, non a capirti o a condividere: lui è &#8220;dall&#8217;altra parte&#8221;.</p>
<p>Così accade che quando arriva una pellicola, o meglio qualche clip musicale o ancora un documentario &#8221; on the road&#8221; da oltreoceano, in fondo è così che lo vogliamo, come ce lo presentano: grosso, possente, implacabile e politically scorrect. Insomma, un &#8220;ACAB&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.andrez.cotti.biz/acab-8671.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

