NICHI E GLI ALTRI

nichi-vendolaSo di attraversare un campo minato, perché Vendola piace a tutti e anche a me. Quindi è come rompere un tabù.

Tuttavia, più che della persona, parlerei di una parabola ascendente; e di qualche aspetto di questa ascesa, con le conseguenze del caso: auspicandole o scongiurandole.

Il politico barese, classe 1958, nasce comunista, accumula referenze, va in collisione con D’Alema (paragrafo ineludibile del currriculum di un aspirante conducator della sinistra attuale), si fa notare negli anni novanta, in Rifondazione Comunista, con il suo inconfondibile orecchino. All’epoca lamentò anche dei furti a suo danno in ambito parlamentare, dispetti, atti di bassa lega per disturbare un personaggio alternativo.

RC, allora in mano al compagno chic Fausto Bertinotti, portava avanti nobilissime cause, radicali ed estreme, per contrapporsi allo scivoloso riformismo pidiessino. Tutto era ancora (e in parte resta tuttora) a livello di resa dei conti post caduta del Muro e post Mani pulite, tra ex compagni che si odiavano con la bava alla bocca, tanto da produrre divisioni e filiazioni che ancora camminano e che si potrebbero riassumere così: PCI, PDS, DS, PD da una parte; Rifondazione/PDCI/Sinistra Critica/Partito Comunista dei Lavoratori dall’altro, + FIOM e Lotta Comunista che non producono candidature, ma ricordano l’ortodossia marxista a qualunque scissionista della prima e dell’ultima ora.

Qualche addentellato si aggiunge e separa di volta in volta, come i Verdi.

Vendola diventa governatore della Puglia, facendo trionfare il progressismo nella regione “più settentrionale del sud”, nella “Milano meridionale”, quella Bari dove scoppieranno poi scandali, anche a sfondo sessuale, che lambiranno la sua giunta, da lui rimpastata (strizzando l’occhio al centrodestra).
Caduto Prodi, ed escluso dal parlamento quel segmento di sinistra detta “antagonista” (soprattutto a se stessa, vorremmo notare) che si era proposto nel cartello di “Sinistra Arcobaleno”, tutto cambia e il nostro intende l’antifona: non c’è posto per lui in questi calderoni allo sbando, si fonda il suo movimento, SEL: Sinistra Ecologia e Libertà, lasciandosi alle spalle il passato, compresi i nuovi rifondatori . Lui è un leader e i vari Ferrero o Diliberto gli sarebbero solo d’impaccio.

La sua facondia è leggendaria: un susseguirsi di espressioni alate, di autoanalisi sofferte, di locuzioni che restano , da ” la coscienza ci interroga” a ” le nuove narrazioni”, commisti a qualche vaffa televisivo (beneficiari Gasparri e La Russa), incassato con aplomb dagli avversari, perché a Nichi non si risponde. E’ pericoloso, si scontenta la parte liberal del pidielle, che vuole diritti per le minoranze eccetera.

Come stiamo a rapporti con la Chiesa?  Ottimi.

Il governatore si fa vedere, appena appena, ma chiaramente, durante le celebrazioni per la beatificazione di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo, accampando un interesse antropologico doveroso per un amministratore regionale, nonché studioso dei fenomeni sociali come egli è; e collabora con don Verzé (sì, proprio lui, quello impegnato in trattative sindacali con i il Padreterno per far campare 120 anni Berlusconi).
In giro, il governatore presenzia a eventi artistici con la mamma, non con un compagno ufficiale: mai ostentare una condizione, solo viverla pretendendo rispetto, sembra essere il messaggio. Si è detto contrario, almeno per adesso, a matrimoni e adozioni gay, e credente, cattolico. Insomma, un modo di vivere l’omosessualità quasi zeffirelliano: c’era bisogno di un comunista?

Ma è poi un comunista? Lo è ancora? Lo è mai stato? E’ di sinistra? Sinistra progressista che somiglia alla destra sociale con un passato molto giusto, molto figo? O cattocomunismo che tutto tiene e nulla cambia, come piace agli italiani e, in questo caso, li fa sentire tanto emancipati senza tradire ” i valori?” E piacendo anche ad ampi settori del cdx?

Nichi Vendola non parla di temi eticamente sensibili, ben se ne guarda. Lamenta la politica delle fazioni e sembra avere in odio solo la maleducazione ( bene, ma basta?). Si lega con una generazione di più giovani, alla Renzi: nelle tenzoni televisive declama una politica di dolcestilnovo che, appena l’oppositore provoca, diventa muso duro del tipo “guarda che se voglio ti distruggo davanti a tutti” e poi rientra nell’alveo conosciuto, promettendo sì, di non devastare lo stato sociale, ma senza dare sicurezze, senza smentire posizioni assunte dal PD.

Meritocrazia come slogan e politica selettiva dell’immigrazione sono un risultato misero, per chi si dica di sinistra: c’è già Fini, per questo. L’ecologia è un tema forte, ma anche in questo caso ci si chiede se sia sufficiente.

C’è stanchezza, in giro. Nessuno pare più bastevole per spedire il nano ai Caraibi, ora e per sempre. Le coscienze “ci hanno interrogato”, ci siamo chiesti che male abbiamo fatto, ci siamo risposti e , spesso a naso turato, siamo andati a votare. Non cambia nulla: la mattina il telegiornale ci racconta le imprese del fantoccio con la testa d’asfalto, la pancera di ferro e i tacchi alla Prince: ecco le ” nuove narrazioni”. Sembra di guardare un vecchio, splendido film di Hitchock, “Il bugiardo”, con Cary Grant: un lungo, interminabile incubo dove Joan Fontaine, moglie colpevole di immaturità e ingenuità, sembra l’Italia impegnata a capire, forse in parte ancora ad amare la sua illusione, infine tesa a salvarsi la vita… ma certezza non v’è: lui è lì e la porta in velocità verso il nulla.

Guardate che ci arrendiamo. Guardate che poi ve lo lasciamo davvero, il napoleoncino di Arcore amico di Mangano, insieme a figli, nipoti in aumento, cortigiane e paggi, e poi so’ cavoli vostri, eh, compagni irriducibili che avete detto “tanto non è lui il problema“; leghisti che vi troverete l’Irpef triplicata; udicini che il quoziente familiare sapete di promettere a vanvera; pidini che farneticate di intese con fliniani arroccati sulle cadreghe; radicali in via di estinzione insieme alle vostre lotte; e anche dipietristi, che a livello locale non razzolate affatto bene.

Dice: vuoi la perfezione? No. Affermo: da uno a dieci, voglio il sei.

Serve per essere promossi, mi pare, e dunque! Ma lo voglio nella legalità, e nella consapevolezza che l’Europa e i crack finanziari, con le nostre beghe interne nulla c’entrano. Noi dobbiamo liberarci di B.

Prima vivere, il resto si vedrà.

Per cui Nichi, fai quello che devi, imbarca anche i grillini se ti riesce, vedi di convincere chi ci sta a fare queste primarie, ti votiamo e poi cerca di cacciarlo, quello lì. Ma se non ti riesce, portaci con te molto lontano e lasciamo questa terra alla nuova dinasty brianzola, ché solo quello ci aspetta.


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Commenti
Sono stati scritti 8 commenti sin'ora »
  1. avatarcarmengueye - 12 ottobre 2010

    Andrez, per favore, come si fa a postare su FB l’articolo con anche le prime righe, come fai tu?

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  2. avatarAndrez - 13 ottobre 2010

    Ciao Carmen e complimenti per il tuo articolo, davvero bello.  :)

    E’ anche condivisibile oltre che bello, che non posso che essere pienamente d’accordo con le tue riflessioni.

    Credo inoltre che con questo post tu evidenzi una delle mission del Blog; riflettere in modo aperto, pragmatico ed eclettico sulla situazione politica, sulle possibili soluzioni e sui potenziali leader; essere sempre pronti a criticarne ogni mancanza o limite in modo severo e fermo, specialmente quando essi hanno responsabilità di governo.
    E non ultimo, non legarsi mai a nessuno a prescindere, che non esistono i leader infallibili, fari illuminanti guidapopolo dalle verità in tasca.
    E se mai dovessero esistere, … saremo i primi a combatterli. ;)

    ________________

    Per postare su FB l’articolo basta cliccare sulle iconcine (bookmarks) che appaiono sotto ad ogni articolo e si accederà immediatamente nel Social scelto.

    Di solito, prima di cliccare, io mi “copio” un pezzo di testo, (quello che mi sembra più significativo dell’argomento o solo le prime righe), e lo inserisco nel campo del social.

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  3. avatarZeitgeist - 13 ottobre 2010

    Vendola, un politico serio che va contro corrente e le correnti di sinistra.
    Cara Carmen, Vendola piace molto anche a me e lo stimo per il suo coraggio e il suo modo di inseguire nuovi modi di porsi alla gente.
    La sua strada sarà dura e irta di insidie e di pregiudizi e per questo merita stima, appoggio morale e di sostegno fattivo nella lotta contro la politica corrotta e avida solo di denaro e priva di ideali.
    FORZA VENDOLA, HAI TUTTO IL MIO APPOGGIO E ALLE PROSSIME PRIMARIE  E ELEZIONI TI SOSTERRO’ CON FORZA E DETERMINAZIONE. ;-)

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  4. avatarcarmengueye - 13 ottobre 2010

    Grazie a tutti. In effetti io considero questo uno “spazio protetto” dove facciamo braining storm, non ci contestiamo a vicenda così per fare, ma attacchiamo il post là dove siamo ispirati da riflessioni libere, senza pregiudizi.

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  5. avatarMassimo - 8 gennaio 2011

    Cara Karmen, mi associo ad Andrez nel farti i complimenti e nel condividerne il pensiero; proverò a dare un mio piccolo contributo al tuo articolo anche se francamente hai detto già tutto.
    Vendola secondo me, rappresenta la vera rivoluzione che la gente di sinistra si aspettava. Egli ha fondamentalmente ricompattato, per ciò che riguarda la parte sinistra del Parlamento, la frammentazione che si era verificata alla fine della cosiddetta “prima repubblica” .
    Egli ha in buona sostanza fatto digerire ai più, che essere comunisti in Italia, non ha mai significato essere mangiatori di bambini, ma ha rivalutato che il ruolo del PCI all’interno dei nostri confini, ha stimolato quella che, almeno a mio modo di vedere, era un’opposizione concreta e soprattutto ligia al proprio compito istituzionale.
    Laddove il grande Berlinguer aveva tracciato la strada con la cosiddetta “questione morale” con la campagna condotta contro la gestione della cosa pubblica che in quei tempi era di largo dominio democristiano, egli ha continuato questa spinta etica facendola sopravvivere al PCI e al suo segretario. E vorrei dire inoltre, che questa sua grande capacità così travolgente, va doppiamente lodata proprio perché totalmente antagonista a quel tipo di politica becera e grossolana prodotta da berlusconi e compagnia.
    Ecco io credo che lui, qualora fosse possibile una trasposizione temporale dal sapore cinematografico, avrebbe potuto tranquillamente prendere il posto di Berlinguer quando a Mosca nel 1976 (non avevo ancora vent’anni), consumò il famoso strappo col PCUS sul palco del congresso, prendendo la parola per parlare del valore della democrazia e del pluralismo, e, condannando l’interferenza dei sovietici negli altri paesi a indirizzo socialista. Tutto questo è stato consegnato alla storia, ma Nichi Vendola costituisce le trait d’union e il futuro tra la politica del vecchio Partito Comunista Italiano e quella odierna.
    Il muro di Berlino è caduto è vero, ma non mi sembra che il ruolo della globalizzazione abbia contribuito e stia contribuendo positivamente ai destini dei popoli. I Paesi del cosiddetto terzo mondo c’erano prima e ci sono adesso, le immigrazioni selvagge, che io chiamo esodi epocali, sono in incremento costante verso quei paesi “industrializzati” colpevoli di affamare ed armare le popolazioni povere e disastrate, le diseguaglianze sociali c’erano prima e ci sono adesso; e poi potrei andare avanti all’infinito per individuare argomenti per censurare il potere attuale, che è economico e decide le sorti anche del potere politico. Ecco è qui che Vendola fa riscoprire ad ognuno di noi, che pensarla a sinistra significa accettare le diversità, sostenere le minoranze, vivere in un giusto equilibrio economico, sostenere, far progredire e far crescere i paesi poveri senza sfruttare le loro risorse, preoccuparsi dell’ambiente, dare a tutti istruzione e sanità, salvaguardare la dignità umana e, quindi combattere la schiavitù in tutte le sue forme come la prostituzione ed il lavoro nero. Egli facendoci riscoprire queste ragioni, ha racchiuso l’universo culturale del PCI dell’indimenticato Berlinguer, almeno secondo me.
    E qui apro una finestra su un altro tuo interessante articolo su Fini, dove giustamente ti domandi chi sia costui. Quando ha letto il manifesto della Destra nella trasmissione “Vieni via con me”, sapeva di mentire spudoratamente proclamando come manifesto della Destra, dei principi mutuati da una tradizione di Sinistra. Hai quindi perfettamente ragione a non collocarlo geograficamente nell’emiciclo destro del Parlamento. La vera svolta sarebbe che lo ammettesse! Solo in quel caso potrei credergli.
    Ritorno a Vendola e concludo: credo che lui rappresenti il vero cambiamento in questo Paese, è una persona per bene e non un perbenista, lontano anni luce dai giovani rampanti berlusconiani che scimmiottano gli yuppies degli anni ’80; il PD farebbe bene a non perdere un uomo che porterebbe solo valore aggiunto all’interno di un partito, che sembra sempre di più appiattirsi su valori molto lontani da quelli di sinistra. Un caro saluto a tutti.

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  6. avatarcarmengueye - 8 gennaio 2011

    Premesso che quel “esodi epocali” ora io me lo rivendo, davvero ottima definizione:-) , trovo innanzitutto che il tuo sia un articolo vero e proprio e ti candido ad artcolista del Blog.
    Quindi, dovrei commentarlo io, ma non c’è da ggiungere. Tu hai visto la parte positiva del programma e dell’azione di Vendola; io, la solita bisbetica, l’ho messo un po’ sotto lente. So che rischia, ma un pizzico di laicità in più nel suo quadro non stonerebbe.

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  7. avatarCotti Fausto - 8 gennaio 2011

    Bell’articolo di Carmen , bello anche l’intervento “articolista”  di Massimo.
    Non posso resistere se si parla  di nichi, Credo si debba anche apprezzare la sincera (a mio avviso) passione che mette  ad ogni dibattito o intervento. Personalmente l’ho sempre visto parlare a “braccio” , cosa abbastanza rara oggi, spesso anche emozionandosi.
    Certo, tante scelte possono essere strategiche, ma  istintivamente vedo in lui tanta sincerità.
     

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  8. avatarAndrez - 9 gennaio 2011

    Massimo:

    Laddove il grande Berlinguer aveva tracciato la strada con la cosiddetta “questione morale” con la campagna condotta contro la gestione della cosa pubblica che in quei tempi era di largo dominio democristiano, egli ha continuato questa spinta etica facendola sopravvivere al PCI e al suo segretario.

    Vendola fa riscoprire ad ognuno di noi, che pensarla a sinistra significa accettare le diversità, sostenere le minoranze, vivere in un giusto equilibrio economico, sostenere, far progredire e far crescere i paesi poveri senza sfruttare le loro risorse, preoccuparsi dell’ambiente, dare a tutti istruzione e sanità, salvaguardare la dignità umana e, quindi combattere la schiavitù in tutte le sue forme come la prostituzione ed il lavoro nero.

    Ottime considerazioni caro Massimo; un valore aggiunto a questa pagina.

     

    Carmen:

    …  e ti candido ad artcolista del Blog.

    Fatto.  ;)

     

    Fausto:

    … spesso anche emozionandosi.
    Certo, tante scelte possono essere strategiche, ma  istintivamente vedo in lui tanta sincerità.

    In effetti questo suo sentire e credere profondamente in ciò che dice (e fa) è uno degli aspetti di Vendola che ci ha coinvolto di più.  :)

     

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